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    Predefinito Anniversari: i bombardamenti angloamericani su Montecassino e Milano

    Documento n.1: Montecassino


    Sessant'anni fa l'inutile e devastante azione aerea alleata che rase al suolo il monastero: non c'erano tedeschi nell'abbazia, ma fu la stampa Usa a spingere per distruggerla

    Un'esplosione «terribile» raggiunse i dieci monaci di Montecassino che, in ginocchio, stavano recitando l'antifona mariana «Ave regina coelorum». Nella cappella, in un seminterrato dell'abbazia, si era precipitato un inserviente, un sordomuto. Con gli occhi sbarrati dal terrore fece capire che la chiesa era crollata. Il B17 del capitano Evans l'aveva centrata in pieno. Erano le 9.28 del 16 febbraio 1944. A questa esplosione fece seguito un vero e proprio inferno di bombe sganciate dagli alleati. Centoquarantaquattro «fortezze volanti» seguite da altri 86 bombardieri partiti dall'aeroporto di Foggia ai quali si sarebbero aggiunti, nella tarda mattinata, 22 B26 decollati dalla base di Decimomannu, in quattro ondate successive, dalle 9.28 alle 13.33, scaricarono sull'abbazia oltre 453 tonnellate di bombe, 66 delle quali incendiarie. «Obiettivo pestato come si deve», scrisse uno degli aviatori. Quando i monaci, rimasti miracolosamente illesi, uscirono all'aperto scoprirono - come si legge in Montecassino di David Hapgood e David Richardson, edito da Baldini e Castoldi - che «il loro monastero era irriconoscibile... chiostri e colonnati erano in pezzi... c'era un cratere di liquido rossastro al posto della cisterna... La statua di san Benedetto era ancora in piedi, nel chiostro, ma senza la testa». Dappertutto feriti e morti. Almeno 150 questi ultimi. Tutti civili. Perché nel monastero si erano rifugiati in quell'inverno 1943-44 più di un migliaio di abitanti della zona. Nessun tedesco tra le vittime. Eppure proprio la «supposta» presenza di installazioni e di soldati del Reich all'interno dell'abbazia, fu all'origine del bombardamento di Montecassino. Il generale neozelandese Freyberg («personaggio di enorme coraggio e limitato intelletto») ne era così convinto che richiese l'autorizzazione per l'incursione - ottenendola - al generale Alexander, comandante in capo della forze alleate, mentre il generale Clark comandante della V Armata continuò ad essere perplesso (ma non si oppose). C'è da aggiungere che l'opinione pubblica inglese e americana era convinta della presenza dei tedeschi nell'abbazia. Alle 22.45 del 14 febbraio il delegato apostolico negli Stati Uniti aveva telegrafato rilevando che per la stampa americana Montecassino era divenuta «non un osservatorio, ma una fortezza nemica», da distruggere quindi. La verità fu che Montecassino, nonostante le assicurazioni e dei tedeschi e degli Alleati (ripetute anche al Vaticano) sul suo rispetto per i tesori d'arte che conservava (ma che erano stati già a novembre messi in salvo) e soprattutto per l'alto significato religioso e culturale dello storico e secolare monumento, venne a trovarsi nel pieno dello scontro fra le truppe di Kesselring, al quale Hitler aveva ordinato di tenere la «linea Gustav» ad ogni costo, e le armate angloamericane (ma le componevano anche neozelandesi, francesi, polacchi) che puntavano sulla conquista di Roma. Una guerra cruenta senza vinti e vincitori. Con la popolazione civile e i monaci a pagare il duro prezzo. Ai primi del dicembre 1943 i tedeschi decisero, per salvaguardare l'abbazia da qualsiasi rischio bellico, di istituirle attorno una zona neutra «interdetta a qualsiasi militare e a ogni installazione guerresca». Ma già il 5 gennaio «giornata tristissima, tra tristi giornate», come annotò nel diario uno dei monaci, la zona «neutra» fu abolita malgrado le proteste dell'abate Diamare, che rifiutò anche ogni invito ad abbandonare il monastero. «Se non con la violenza», aggiunse. Verso la fine di gennaio e quindi a febbraio Montecassino dovette subire quotidianamente il fuoco incrociato dei cannoni dei due eserciti, con le granate di entrambe le parti che finivano all'interno dell'abbazia. «...Assistiamo ormai impotenti alla sua graduale distruzione con il cuore pieno di amarezza», osservò ancora il monaco. Gli Alleati cercarono di forzare la situazione con il bombardamento. Nel primo pomeriggio del 14 febbraio alcuni abitanti portarono nel monastero alcuni volantini, firmati «La V Armata», abbondantemente sparati sul territorio circostante dai cannoni. Dicevano: «È venuto il tempo in cui a malincuore siano costretti a puntare le nostre armi contro il monastero... il nostro avvertimento è urgente. Lasciate il monastero». L'abate inviò dei giovani per avvertire i tedeschi. Ma l'informazione a un ufficiale tedesco giunse solo nella notte successiva e il tenente arrivò al monastero all'alba del 15 senza accogliere la proposta dei monaci di essere autorizzati a raggiungere le vicine linee della V Armata. L'ufficiale tedesco non credette all'avvertimento degli Alleati. Poche ore dopo il terribile bombardamento avrebbe smentito il suo scetticismo. Ma pure le supposizioni del generale Freyberg si rivelarono ben presto destituite da ogni fondamento. Le prove «inconfutabili» alla base del bombardamento e delle quali si parlò anche dopo la guerra non c'erano o non furono mai trovate. L'abate affermava, ed era la verità, che i militari del Reich non furono all'interno del monastero (c'erano probabilmente nelle grotte della zona «neutra»). Anche sul piano militare la distruzione dell'abbazia fu un grave errore. Fra l'altro consentì ai tedeschi di installarsi, come fecero due giorni dopo, tra le rovine del monastero e di resistere fino al maggio 1944, quando gli Alleati vinsero la cruenta e difficile battaglia di Montecassino. E Roma poté essere liberata.
    (Da Avvenire del 16 febbraio 2004)


    Documento n.2: Milano

    E per bersaglio, i milanesi. 1942-1944, tra i civili gli orrori della guerra.

    Oggi sembra che l¹inferno dei bombardamenti aerei debba toccare solo lontani e sfortunati popoli. Ma non dimentichiamo che anche Milano, quella ricca Milano che molti di noi vivono tutti giorni, conobbe 60 anni fa un simile calvario. A quel dramma, che spesso conosciamo solo attraverso i racconti dei familiari più anziani, è dedicata la splendida mostra ³Bombe sulla città, Milano in guerra (1942-1944), che si tiene fino al 9 maggio alla Rotonda della befana (Š) Qualche bombardiere inglese si era fatto vivo nei cieli della città già nella notte tra il 15 e il 16 giugno 1940, ma le incursioni erano state sporadiche per due anni. Fu solo a partire dal 24 ottobre 1942 che Milano subì massicce offensive aeree. Era l¹epoca in cui il Bomber Command della RAF, l¹aviazione inglese, era guidato dal Œmacellaio¹ Sir Arthur Harris, che sosteneva la validità dei bombardamenti terroristici notturni. Per vincere, pensavano gli inglesi, bisogna far cedere psicologicamente la popolazione nemica, farle provare una paura senza nome.
    La città ferita. All¹indomani della notte fra il 15 e 16 agosto 1943, che aveva visto ben 199 bombardieri inglesi Lancaster violare i cieli lombardi, i milanesi ebbero il cuore più scosso che mai. Oltre ai lutti andavano infatti annoverate le ferite inferte alla città, alla sua storia e alla sua cultura. La distruzione mutava volto al mondo fino ad allora conosciuto dagli abitanti, allontanando sempre di più in un remoto e irreale passato di una vita normale. Una vita che, negli anni di pace, si era alimentata anche di luoghi o edifici che da generazioni formavano l¹ossatura della città. I famosi magazzini della Rinascente non esistevano più, mentre il Teatro della scala era un cumulo di rovine. La Milano dei grandi edifici, dei monumenti e delle opere d¹arte ebbe molto a soffrire dal terrorismo aereo nemico. Su 273 edifici sottoposti a tutela, ben 183 subirono danni più o meno gravi. In pratica si trattò del 65% dei monumenti cittadini. Il Duomo, Sant¹Ambrogio, Palazzo Reale molti altri simboli della città furono brutalmente sfregiati. La Soprintendenza ai Monumenti, guidata dal grande Gino Chierici, cercò di fare il possibile per proteggere i beni architettonici, ma non era impresa facile. I preziosi sacchetti di sabbia non erano sempre disponibili, nonostante Chierici sommergesse le autorità di richieste a tal proposito. Con la sabbia e i tubolari di ferro fu comunque possibile salvare molte opere. Ad esempio il Cenacolo di S. Maria delle grazie, che restò in piedi nonostante una bomba avesse centrato il chiostro. Andò invece male al Museo di Storia Naturale, le cui preziose collezioni arsero fra le fiamme della pazzia umana.
    Gorla: quelle duecento piccole vittime innocenti. Quasi duecento alunni delle elementari, più maestri e bidelli, morirono per uno stupido errore dei piloti americani. Era la mattina del 20 ottobre 1944 quando l¹Usaaf attaccò le industrie milanesi. I bersagli erano i capannoni della Breda, dell¹Alfa Romeo e dell¹Isotta Fraschini. Per distruggerli, decollarono da Foggia ben 102 quadrimotori B-24, appartenenti a tre gruppi diversi. Purtroppo i 36 aerei del 451° Group commisero un tragico sbaglio. Dovevano colpire la Breda di Sesto San Giovanni, ma la loro rotta di volo risultò deviata di 15 gradi sulla destra. Non potendo tornare indietro, né riavvicinarsi all¹obbiettivo, gli aviatori USA si liberarono del carico di bombe, per poi tornare alla base. Rilasciare ordigni ormai inutili per alleggerire l¹aereo ed evitare rischi all¹atterraggio è una prassi consueta in guerra. D¹altronde, una volta avvistati, dei bombardieri non possono trattenersi sopra una città nemica per molti minuti,mentre la contraerea e i caccia intercettori sono in azione. Ma, anziché scaricare le stive sul mare, gli americani pensarono ³bene2 di farlo sopra il quartiere di Gorla. Ne risultarono 600 vittime civili, delle quali circa un terzo erano gli alunni della scuola Francesco Crispi. Esattamente 184 furono i piccini innocenti trucidati in modo così aberrante, non giustificato da nessuna necessità militare! Errore tanto più imperdonabile se si considera che la strategia aerea americana si era sempre distinta da quella terroristica inglese perché più propensa ad attacchi mirati compiuti in pieno giorno.
    (Da la Padania del 24 febbraio 2004).

    ___________________________________


    Comunicato n. 20/04 del 28.02.2004

    "Centro studi Giuseppe Federici"
    Via Sarzana 86 - 47828 San Martino dei Mulini (RN)
    Tel. 0541.758961 - Fax 0541.757231
    E-mail: [email protected]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Lightbulb Re: Anniversari: i bombardamenti angloamericani su Montecassino e Milano

    15 FEBBRAIO 2019: triste anniversario dell'infame e distruttivo bombardamento terroristico anglo-americano di stampo massonico-protestante avvenuto il 15/02/1944 ai danni della splendida Abbazia di Montecassino, simbolo della Verità, Fede e cultura artistica Cristiano-Cattolica; SANTI FAUSTINO E GIOVITA, MARTIRI…



    «15 FEBBRAIO SANTI FAUSTINO E GIOVITA, MARTIRI»
    Guéranger, L'anno liturgico - 15 febbraio. Santi Faustino e Giovita, Martiri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15feb.htm





    15 febbraio 2019 - festività dei santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia
    “15 febbraio 2019 - festività dei santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia.”





    Santi Faustino e Giovita - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-faustino-giovita/
    «15 febbraio, Santi Faustino e Giovita, Martiri.

    “A Brescia il natale dei santi Martiri Faustino e Giovita, fratelli, i quali sotto l’imperatore Adriano, dopo molti illustri com¬battimenti sostenuti per la fede di Cristo, ricevettero la vittoriosa corona del martirio”.
    O Signore, pei meriti dei tuoi santi martiri Faustino e Giovita che oggi celebriamo, concedici, te ne preghiamo, la grazia di imitare la loro costanza nel praticare senza rispetto umano la tua fede. “Per il nostro Signore Gesù Cristo.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...faustino-1.png






    "Sante Messe - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f6&oe=5CFD6F98





    https://www.facebook.com/tradidiquodetaccepi/
    «"O Lingua benedicta,. quae Dominum semper benedixisti,. et alios benedicere fecisti: nunc manifeste apparet. quanti meriti exstitisti apud Deum"
    A Padova, la traslazione di sant'Antonio il Portoghese, confessore dell'Ordine dei Minori, sotto il pontificato di Urbano IV; la sua lingua fu trovata, in presenza di san Bonaventura, generale del detto Ordine, così intera, così fresca e rosea, da dirsi appartenere al corpo di un uomo vivente, anziché a quello di un morto. »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...20&oe=5CF8BE6A






    https://stateettenetetraditiones.blo...rtiri.html?m=1
    «15 FEBBRAIO 2019: SANTI FAUSTINO E GIOVITA, MARTIRI

    Semplice.
    Paramenti rossi.
    Faustino e Giovita, nobili fratelli bresciani, nati in una famiglia pagana e vissuti nel II secolo, entrarono a far parte dell'ordine equestre e divennero cavalieri. Convertiti al Cristianesimo, ricevettero il santo Battesimo da Sant'Apollonio, vescovo di Brescia.
    Subito si impegnarono nell'evangelizzazione delle terre bresciane e furono predicatori tanto efficaci che lo stesso vescovo Sant'Apollonio ordinò Faustino presbitero e Giovita diacono. Il successo della loro predicazione li rese invisi ai maggiorenti di Brescia che, approfittando della persecuzione voluta dall'imperatore Traiano, chiesero a Italico, governatore della Rezia, di eliminare i due col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico. Essendo sopravvenuta la morte dell'imperatore Traiano, il governatore dovette ritardare la cattura in attesa del nuovo imperatore.
    Allorché il nuovo imperatore Adriano andò in visita a Milano, il governatore denunciò i due fratelli come nemici della religione pagana. L'imperatore preoccupato allora concesse l'autorizzazione a Italico per perseguitarli. Questi dapprima minacciandoli di decapitazione chiese ai due giovani di abiurare la loro fede e di sacrificare agli idoli; ma essi si rifiutarono di compiere tale empietà e per questo vennero incarcerati. Nel frattempo essendo rientrato l'imperatore Adriano dalla campagna militare nelle Gallie, egli sostò a Brescia e il governatore Italico lo rese partecipe del caso; in questa occasione lo stesso imperatore chiese ai due giovani predicatori di sacrificare al dio sole. Faustino e Giovita non solo si rifiutarono nuovamente ma, portati innanzi alla statua del dio, essi la colpirono danneggiandola.
    L'imperatore irritato ordinò che fossero esposti alle fiere, ma queste dimentiche della loro ferocia si accovacciarono ai piedi dei due giovani: tale miracolo suscitò la conversione di molti spettatori tra cui Afra, moglie del governatore, la quale morì successivamente martire. Inoltre, la conversione del ministro del palazzo imperiale nonché comandante della coorte pretoriana, Calocero, irritò ancor più l'imperatore che ordinò che i due giovani fossero scorticati vivi e gettati sul rogo; ma le fiamme li lasciarono illesi e non lambirono nemmeno le loro vesti.
    Dopo ciò, i due giovani rimasero imprigionati per molto tempo a Brescia; però, poiché le conversioni continuavano ad aumentare in città, Faustino e Giovita, sempre carichi di catene, furono condotti via di lì e in molte città d'Italia ebbero a soffrire crudelissimi tormenti, ma rimasero sempre intrepidi nel confessare la fede cristiana. Dapprima furono menati a Milano, dove la loro fede, provata coi più raffinati tormenti, nelle sofferenze brillò sempre più, come l'oro nel fuoco. Poi trasferiti a Roma, ivi furono fortificati da papa San Sisto I e là pure crudelmente torturati. Infine imbarcati e condotti a Napoli, furono tormentati anche in questa città in diverse maniere, e, legati loro mani e piedi, vennero gettati in mare; ma degli Angeli ve li trassero miracolosamente. Quindi sia per la costanza nei tormenti sia per la virtù dei miracoli convertirono molti alla fede di Cristo.
    In ultimo, l'imperatore Adriano ordinò che fossero fatti rientrare a Brescia, ove il prefetto eseguì la sentenza di decapitazione il 15 febbraio, tra il 120 e il 134, poco fuori Porta Matolfa (odierna Porta Cremona-Volta); così Faustino e Giovita conseguirono la gloriosa corona del martirio. I loro corpi furono sepolti nel vicino cimitero di San Latino, dove il vescovo San Faustino successivamente fece edificare la Chiesa di San Faustino ad Sanguinem (poi Chiesa di Sant'Afra, oggi Chiesa di Sant'Angela Merici).
    Santi Faustino e Giovita, martiri, cittadini e protettori di Brescia. »
    https://2.bp.blogspot.com/-P5bThWZ2y...2BGiovita1.jpg





    https://1.bp.blogspot.com/-5JhzwVyPm...%2BGiovita.jpg










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-147.html

    https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-eretico.html

    "15 febbraio 1944. La distruzione dell'Abbazia di Montecassino.
    Il 15 febbraio 1944 si consuma la fine dello splendido convento benedettino. Alle 9,45 oltre 140 Fortezze Volanti americane sganciavano in due ondate 287 t. di bombe esplosive da 250 Kg l'una e 66,6 t. di bombe incendiarie. Successivamente 47 B-25 e 40 B-26 altre 100 t. di bombe ad alto potenziale.
    Crolla il pozzo centrale, opera del tardo Rinascimento, la scala di marmo è distrutta così come le numerose statue. La Basilica con i suoi affreschi, tutto distrutto. Secondo valutazioni approssimative ci furono 250 morti tra i monaci ed i civili rifugiati lì, ritenendolo un posto sicuro.
    Questa distruzione non apportò alcun beneficio alle operazioni militari. Nelle foto prima e dopo il terrificante bombardamento.
    Da Forze Speciali e Corpi di Elite Italiani"
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8b&oe=5CF77ABC






    «Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, abbi pietà di noi.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d7&oe=5CDF53EF











    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com »
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    «15 FEBBRAIO 2019: SANTI FAUSTINO E GIOVITA, MARTIRI»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...72&oe=5CE85B66





    «Joannes Eck (13 novembre 1486 - 15 febbraio 1543), sacerdote, Teologo insigne, invitto propugnatore della Religione Cattolica contro Lutero, che lo chiamava “Dottor Scrofa”, e contro i suoi eretici seguaci.

    “Cristo non è bigamo: sempre una è la Chiesa, quella degli Apostoli e quella nostra. Prima che Lutero nascesse, già esisteva la Chiesa, quella Chiesa che ha sempre creduto la Messa come sacrificio, che ha creduto sette i Sacramenti … quella stessa fu sempre la Sposa di Cristo. Dunque rimaniamo con questa Chiesa sempre uguale e non uniamoci alla chiesa dei malvagi”»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...87&oe=5CEFFB1A






    «Il 15 febbraio 1944 i Barbari, in questo caso gli Alleati anglo-americani, distruggevano per l'ennesima volta, in questo caso con un massiccio bombardamento, l'Abbazia di Montecassino, simbolo della Civiltà Cristiana. Oggi tuttavia essa sta ancora lì perché Chi fu creduto definitivamente morto resuscitò trionfante e gloriosamente vive!»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d7&oe=5CE2A61F





    “13 - 15 febbraio 1945 - 2019:

    La città di Dresda - che NON era un obiettivo militare diretto - viene rasa al suolo e carbonizzata con ripetuti bombardamenti incendiari degli Alleati. Un'epocale strage di civili innocenti (si parla di diverse decine di migliaia, ma il calcolo non è semplice data la vastità dell'area).
    Per questo crimine di guerra si riscontrano poche giornate della memoria.
    «Verso la metà di febbraio la lontana città di Dresda fu sottoposta, col deliberato intento di seminar strage fra la popolazione civile, ad un micidiale attacco sferrato contro i quartieri del centro, non contro gli stabilimenti o le linee ferroviarie»
    (Basil Liddell Hart, esperto di storia militare e capitano inglese, in "Storia militare della seconda guerra mondiale", 1996ª ed., Arnoldo Mondadori Editore)”

    ”Valentina Rossi La maggior parte delle chiese cattoliche bombardate in Germania hanno l’altar maggiore ed il Tabernacolo distrutto. La prima volta che lo vedi, dico : “sarà un caso”, la seconda, cominci a rifletterci su, la terza, sei sicuro che era voluto.”


    «15 febbraio 1964: muore Padre Reginald Garrigou Lagrange O.P., il "Martello del neo-modernismo".»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...70&oe=5CDF2D10






    «[DIFUNDE TU FE CATOLICA] LA MADRE DE MISERICORDIA, NUESTRA SEÑORA DE PELLEVOISIN y el Escapulario del Sagrado Corazón »
    https://www.radiospada.org/2019/02/d...grado-corazon/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=408&ssl=1
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    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=250&ssl=1







    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    15 février : Saint Faustin et Saint Jovite, Martyrs (? 122) :: Ligue Saint Amédée
    “15 février : Saint Faustin et Saint Jovite, Martyrs († 122)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...tin_jovite.jpg








    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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