Questi sono i fenomeni che non aumentano le tasse.

Le riduzioni dei trasferimenti statali, infatti, secondi Tremonti e Berlusconi, si coprono con le chiacchiere.

La stangata fiscale dell' anno passato da parte degli enti locali è stato solo l' anticipo di quello che aspetta i cittadini.




Ecco il testo del provvedimento che dà il catasto agli enti locali Confedilizia: gli estimi triplicheranno
Case, rischio di stangata fiscale
i Comuni potranno rivalutarle
Pronto il decreto. Proprietari in rivolta: saliranno Ici e Irpef
Le preoccupazioni di Federconsumatori e di Confagricoltura


di ROSA SERRANO
ROMA - All'orizzonte dei proprietari di case si profila un aumento delle tasse. Non perché si alzeranno le aliquote, ma perché si darà per la prima volta ai Comuni la possibilità di intervenire sulle rendite catastali, cioè la base imponibile su cui si calcolano le imposte sulle abitazioni. A prevederlo è un decreto del presidente del Consiglio, ormai pronto per essere approvato, di cui possiamo anticipare il testo. Il provvedimento trasferisce dallo Stato ai Comuni la competenza sul catasto, compresa la facoltà di rivedere gli estimi, ponendo quindi le basi di una possibile stangata su tutte le imposte sulla casa: dall'Ici all'Irpef alla tassazione sulle compravendite immobiliari.

Insorgono i proprietari. Confedilizia parla di possibili aumenti fino al 300 per cento delle rendite, con conseguente salasso per i tre principali tipi di tassazione: Ici, Irpef e imposte sulle compravendite. Analoga la reazione dell'Associazione piccoli proprietari (Appc) che teme "conseguenze disastrose". In realtà, la probabilità che i Comuni esercitino concretamente il potere acquisito, è assai elevata se si considera la fame di risorse che hanno in questo momento.

Soprattutto dopo i tagli ai trasferimenti statali e la conferma del congelamento delle addizionali. L'Anci risponde che il nuovo decreto consentirà ai Comuni di applicare una maggiore equità fiscale, recuperando base imponibile, e teme che dietro questo attacco al trasferimento del catasto si nasconda una nuova manovra dilatoria. Controreplica di Confedilizia che avverte: "le prime sperimentazioni di decentramento ai Comuni da parte dell'Agenzia del territorio hanno rilevato aumenti abnormi fino al 300% della base imponibile".



Ma in concreto, cosa prevede la bozza di decreto? Viene stabilito che i Comuni possono esercitare in forma singola o associata le "funzioni catastali", a cominciare da quella di primaria importanza per i contribuenti: la "revisione degli estimi". Entro 90 giorni dalla publicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreti, i Comuni dovranno inviare alla prefettura di competenza la deliberazone del consiglio comunale, indicando le funzioni che intendono svolgere. La mancata approvazione della delibera verrà considerata come volontà di esercitare in forma singola le funzioni catastali. Nei successivi 45 giorni le prefetture devono inviare all'Ufficio per il federalismo amministrativo le deliberazioni comunali. Ulteriore scadenza: entro i successivi trenta giorni l'Ufficio del federalismo amministrativo dovrà provvedere alla pubblicazione di uno o più decreti contenenti la mappa delle decisioni, per provincia, deliberate dai Comuni e la distribuzione del personale ad essi spettante.

A questo punto, scatta l'interrogativo di fondo che interessa i proprietari immobiliari: come si arriva all'aumento del 200-300% della tassazione sulla casa segnalato dalla Confedilizia?

"I nostri osservatori - afferma il presidente Corrado Sforza Fogliani - riferiscono che nelle sperimentazioni in atto si è avuto un raddoppio dei costi di gestione e un aumento fra il 200 e il 300% delle rendite catastali per effetto del loro agganciamento al criterio dei valori di mercato".

Ma non sono solo i proprietari ad essere preoccupati. La Federconsumatori, con il presidente Rosario Trefiletti, pur non avversando il principio del trasferimento del catasto ai Comuni, segnala tuttavia il pericolo che a causa dei tagli ai trasferimenti agli enti locali, stabiliti dall'attuale Finanziaria, si produca un processo di lievitazione degli estimi catastali. Ciò provocherebbe probabili aumenti delle tasse per i proprietari e possibili incrementi degli affitti per gli inquilini, già pesantemente lievitati in questi ultimi tempi. Infine per Confagricoltura, i Comuni non hanno le risorse sufficienti per esercitare le funzioni catastali: "serve una pausa di riflessione".


(29 febbraio 2004) La repubblica