RASSEGNA STAMPA


La superpotenza ha bisogno del disordine mondiale
Si può ordinare il disordine? Si, nel senso di porvi fine. Ma anche nel senso di gestirlo meglio in quanto tale. Anzi di fomentarlo o accentuarlo per meglio approfittarne. E chi sarebbe questo ³ordinatore del disordine² in senso negativo? Gli Stati Uniti d¹America, l¹ ³impero del caos². Questa è la tesi di un saggio dirompente di Alin Joxe, ora proposto in Italia da Santoni, a cura di Alessandro dal lago e Salvatore Palidda. (?) questo è il saggio di uno dei più importanti politologi francesi, membro di una grande famiglia della quinta Repubblica, (?) e il suo discorso si articola utilizzando una grande cultura, che è insieme militare, politico-economica e filosofica. Non dico che alla fine sia più convincente di altri, ma certo merita più di altri di essere letto. (?) Alain Joxe, L¹impero del caos, Sansoni, 213 pagine, 16 euro.
(Da La Stampa del 5 febbraio 2004)

L¹ambasciatore americano alla Ue: ³Antisemitismo come negli anni ?30²
Una battuta sull¹antisemitismo in Europa di Rockwell Schnabel, ambasciatore americano presso l¹Ue, ha riportato d¹attualità le accuse rivolte il mese scorso alla Commissione europea che, secondo alcuni rabbini, non farebbe abbastanza per contrastarlo. E anzi con certe sue iniziative lo incoraggerebbe. (?) ora secondo Schnabel l¹antisemitismo rende la situazione degli ebrei in Europa ³cattiva quasi come negli anni Trenta². Schnabel parlava al ricevimento di inaugurazione, giovedì sera a Bruxelles, dell¹Istituto Transatlantico fondato dall¹American Jewish Committee (Ajc, Comitato ebraico americano) per avvicinare le posizioni tra Ue, Israele e Usa.
(Da Avvenire del 14 febbraio 2004)

Lo spirito missionario dei cardinali di Giovanni Paolo II
Mosca - Sono venuto ³con la speranza di voltare pagina ed aprirne una nuova, una pagina d¹amicizia²: le prime parole del cardinale Walter Kasper sono state dedicate al tema dell¹ecumenismo e dei rapporti tra la Chiesa cattolica e al Chiesa ortodossa. E ieri si è registrata una nuova apertura su uno dei punti di contrasto, forse il più spinoso, tra le due confessioni, il problema del proselitismo [= convertire alla Chiesa di Cristo gli eterodossi scismatici, N.d.R.]: ³Nella misura in cui noi riconosciamo la Chieda ortodossa quale Chiesa vera ed i suoi sacramenti come autentici, non si può avere _ ha detto il porporato _ una politica deliberata o una strategia d¹evangelizzazione dei cristiani ortodossi².
(Da Avvenire del 19 febbraio 2004; il cardinale Walter Kasper è stato nominato da Giovanni Paolo II presidente del Pontifico consiglio per l¹unità dei Cristiani)

Le testate nucleari d¹Israele
Israele possiede 82 testate nucleari, secondo un rapporto segreto della Redense intelligence acency (DIA), pubblicato in un libro appena uscito negli Usa. Il volume, intitolato ³Rumsfeld¹s War², la guerra di Rumsfeld, racconta la lotta al terrorismo dalla prospettiva del capo del Pentagono. (?) Il libro, scritto da un giornalista del Washington Times, rivela anche la creazione al Pentagono di una unità segreta, la Grey Fox (Volpe Grigia), in grado di attivare i telefoni cellulari del nemico (a sua insaputa) consentendo ai veicoli automatici Predator di colpire il bersaglio usando il seganle telefonico per facilitare la mira.
(Da La Stampa del 24 febbraio 2004).

In Francia il film The Passion rischia di avere la distribuzione?ghigliottinata
In Francia La Passione di Cristo potrebbe non uscire. Per timore di accendere reazioni antisemite, in un Paese che ha la più grande comunità ebraica dopo quella americana. I distributori del film (Pathé, UGC, Gaumont e Mk2), secondo l¹inchiesta tv di Europe 1, sono indecisi anche se la Roger & Cowan, che ne cura la pubblicità, prepara la campagna di lancio. Ma nessuna data per l¹uscita del film è stata fissata. Nel 1988, alla proiezione dell¹Ultima tentazione di Cristo di Scorsese, un cinema nel centro di Parigi fu incendiato. E da allora, il clima è solo peggiorato.
(Dal Corriere della Sera del 26 febbraio 2004)

L¹esercito israeliano sradica coltivazioni per innalzare il muro
Gerusalemme - Mentre all¹Aja si discute per il terzo giorno sulla barriera di difesa per dividere i territori palestinesi da Israele, da Gerusalemme giungono notizie di scontri fra polizia e manifestanti. Ieri soldati israeliani hanno ferito almeno 50 palestinesi di Beit Sira e Beit Surik, che hanno cercato di bloccare i lavori per la costruzione del muro, che distrugge i loro campi coltivati. Muhammad Qundial, sindaco di Beit Surik, ha detto che 50 residenti sono stati feriti, compresi alcuni anziani. La polizia israeliana ha detto di aver usato salve di granate e gas lacrimogeni per disperdere la folla. I contadini e gli abitanti dei due villaggi, a nord di Gerusalemme si erano dati appuntamento ieri mattina avendo saputo che i bulldozer sarebbero giunti per cominciare le operazioni di innalzamento del muro. Il tracciato della barriera passa attraverso i campi di ulivi e di pesche dei villaggi e distruggerà le coltivazioni, privando gli abitanti del loro lavoro e sostegno. Inoltre, una parte dei campi coltivati, circa 60 ettari, passerà sotto la giurisdizione israeliana. ³Le nostre pesche così succose sono famose in tutto il Territorio, ha detto il sindaco. Ora siamo privati delle nostre pesche e dei nostri ulivi². I circa 100 manifestanti hanno fatto di tutto per impedire la distruzione di 150 metri di filari di alberi di ulivo. Molti di loro si sono stesi per terra per bloccare i bulldozer, ma il tentativo è stato vano. I soldati hanno cacciato via la folla con i gas e colpendoli con bastoni. Quatto giorni prima migliaia di abitanti avevano manifestato pacificamente per far deviare la costruzione del muro. La costruzione del muro è cominciata nel 2002. Israele afferma che il muro serve per salvare Israele dagli attentati terroristi. In effetti dalla costruzione del muro, gli attentati sono diminuiti del 50%. Ma il tracciato del muro rischia di requisire a favore di Israele buona parte dei territori occupati.
(Da AsiaNews del 25 febbraio 2004)

La predazione degli organi
Tutti coloro che nell¹adempimento di una loro attività muoiono, non sono eroi. Altrimenti lo sarebbero tutte le miglia di persone che muoiono per incidenti di viaggio. Eroi sono soltanto coloro che vanno oltre tale adempimento e coscientemente danno la loro vita per salvarne un¹altra, nell¹imminenza della morte. Il fattaccio dei 6 personaggi, medici e non, morti durante il trasporto di una merce predata, non è certo eroismo. Hanno scientemente interrotto una vita che poteva essere curata e svuotato un corpo dei suoi organi per dare più vita, malata, a un paziente che non era in imminenza di morte. Infatti il paziente in ³attesa² vive ancora. Si corre non per salvate una vita. Ma per impedire che la vita di un cuore strappato al corpo cui apparteneva si spenga. La leggenda dei trapianti è tutta entrata su un coinvolgimento emotivo artatamente costruito e un horror scientifico. Ci si dimentica il massimo principio: ³primum non nocere², unica realtà di un medico consapevole e responsabile.
(Lettera del prof. Dr. Massimo Bondi, patologo e chirurgo generale L.D. Università La Sapienza di Roma, pubblicata su La Stampa del 28 febbraio 2004)
__________________________________

Comunicato n. 21/04 del 1.03.2004



"Centro studi Giuseppe Federici"
Via Sarzana 86 - 47828 San Martino dei Mulini (RN)
Tel. 0541.758961 - Fax 0541.757231

E-mail: centrostudi.federici@tiscali.it