Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito La fine della biblioteca di Alessandria

    Sono stati aperti dalla Commissione Europea dei procedimenti per infrazione contro alcune nazioni europee (tra di esse c'e' l'Italia), perchè hanno l'ardire di consentire alle biblioteche pubbliche il prestito gratuito dei libri. Tutto ciò, in contrasto con i principi espressi dalla direttiva 92/100. Mi passano davanti le immagini di quando da ragazzi prendevamo a prestito i libri nella biblioteca di classe, o della biblioteca comunale, e ci andavamo anche e soprattutto per fare, come si diceva allora, banda insieme agli altri...una grande occasione di crescita, con la scusa, vera o presunta, dei libri.
    E' lì che ho conosciuto lui, aveva la copertina dura ma dentro dentro era un gran tenerone.


  2. #2
    Sospeso/a
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    A



    l'inizio è B

  3. #3
    Alessandra
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    Originally posted by pcosta

    A
    L ROGO


    Se i libri non riportano quanto scritto nel Corano allora vanno distrutti, poiché non dicono il vero. Se i libri riportano quanto scritto nel Corano vanno distrutti ugualmente perché sono inutili

  4. #4
    Alessandra
    Ospite

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    I ritratti di quei personaggi che contribuirono alla fama della biblioteca.

    Demetrio Falereo Pasquin0, il brillante oratore ateniese che fu a capo della stessa Atene e consigliere di Tolomeo I, caduto poi in disgrazia e bandito dalla corte da Tolomeo II, fu avvelenato per ordine probabilmente dello stesso faraone.

    EuclideOrsobrrrrrr, che fondò la sua scuola proprio ad Alessandria.

    Erofilo Tomàs, conosciuto come il primo chirurgo che effettuò un'autopsia.

    Manetone Marcejap, lo storico che stilò una lista dei faraoni in ordine cronologico.

    Callimaco Marko, che raccolse in un catalogo circa mezzo milione di pergamene e codici della Biblioteca.

    Aristarco Jaki, che precedette Copernico di 1800 anni nella formulazione della teoria eliocentrica.

    Eratostene pcosta, l'erudito, studioso e scienziato che per 40 anni fu a capo della Biblioteca.

    Archimede Shelburn, che proprio ad Alessandria concepì la celebre vite.

  5. #5
    Makeru ga, katta
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    Originally posted by Alessandra
    Manetone Marcejap, lo storico che stilò una lista dei faraoni in ordine cronologico.

    E' stato un lavoro duro, ma qualcuno doveva pur farlo

    (certo, imparare l'egiziano antico... )
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  6. #6
    Sospeso/a
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    LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRA

    Demetrio Falereo Pasquin0, il brillante oratore ateniese che fu a capo della stessa Atene e consigliere di Tolomeo I, caduto poi in disgrazia e bandito dalla corte da Tolomeo II, fu avvelenato per ordine probabilmente dello stesso faraone.

    Altri dicono che fu soffocato con un cartoccio di papiro sul volto.

    EuclideOrsobrrrrrr, che fondò la sua scuola proprio ad Alessandria.

    ma in quella del Piemonte perché l'Egitto era troppo a sud

    Erofilo Tomàs, conosciuto come il primo chirurgo che effettuò un'autopsia.

    di se stesso (fu anche l'ultimo).

    Manetone Marcejap, lo storico che stilò una lista dei faraoni in ordine cronologico.

    e una lista delle ricette per cucinare le faraone

    Callimaco Marko, che raccolse in un catalogo circa mezzo milione di pergamene e codici della Biblioteca.

    che contenevano la recensione in ottava rima di tutti i film dell'antichità

    Aristarco Jaki, che precedette Copernico di 1800 anni nella formulazione della teoria eliocentrica.

    I maligni sostengono che passò alla teoria eliocentrica perché la teoria azotocentrica non ebbe il successo sperato.


    Eratostene pcosta, l'erudito, studioso e scienziato che per 40 anni fu a capo della Biblioteca.

    Erapcostene è inoltre famoso per aver misurato per primo la circonferenza della terra: si misurò la testa e divise per due.


    Archimede Shelburn, che proprio ad Alessandria concepì la celebre vite.

    Solo dopo fece il famoso film "la vite è bella"

  7. #7
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    Originally posted by pcosta
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    LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRA



    EuclideOrsobrrrrrr, che fondò la sua scuola proprio ad Alessandria.

    ma in quella del Piemonte perché l'Egitto era troppo a sud
    Perchè il Piemonte? Beh, lì fondai solo il museo egizio più importante dopo quello del Cairo.
    Di biblioteche, semmai, fondai quella Marciana in Venezia nel '500.
    Fu proprio il greco cardinale Bessarione, imparentato con Euclide, ad affidare alla rassicurante custodia della potenza veneziana il suo preziosissimo stock di volumi che costituì la prima di tante altre donazioni.
    ______________________________

    Biblioteca Nazionale Marciana
    Venezia

    --------------------------------------------------------------------------------

    Storia della bilioteca

    --------------------------------------------------------------------------------

    La Biblioteca Marciana (cioè la Libreria di san Marco, patrono e simbolo dello Stato Veneto) deve la sua origine al mecenatismo del cardinale Bessarione , che donò, nel 1468, la sua raccolta: circa 750 codici, cui egli aggiunse poi altri 250 manoscritti e alcune opere a stampa. Venezia accettò solennemente il dono: veniva così realizzato il disegno di una "pubblica Libreria" a Venezia; un disegno che già Francesco Petrarca aveva concepito un secolo prima, nel 1362, senza peraltro poter condurre a termine il suo progetto.
    Lo Stato Veneto si impegnò a collocare i volumi in una sede degna dell'importanza del dono; ma solo nel 1537 fu possibile iniziare la costruzione della Libreria , ideata da Jacopo Sansovino, che seppe mirabilmente armonizzare il più nobile stile classico della Rinascenza con il pittoresco ambiente veneziano.

    La Biblioteca, dopo il suo trasferimento nel nuovo edificio, si arricchì soprattutto grazie a donazioni e a lasciti. Si ricordano, fra i più importanti, i seguenti:

    1589: Melchiorre Guilandino di Marienburg (2.200 libri a stampa);
    1595: Jacopo Contarini da S. Samuele (divenuto operante solo nel 1713, all'estinzione della famiglia; 175 mss. e 1500 opere astampa);
    1619: Girolamo Fabrici D'Acquapendente (13 volumi con preziose tavole anatomiche a colori);
    1624: Giacomo Gallicio (20 mss. greci);
    1734: Gian Battista Recanati (216 mss. fra cui i codici "francoveneti" di casa Gonzaga);
    1792: Tommaso Giuseppe Farsetti (350 mss. e libri a stampa);
    1794: Amedeo Svajer (oltre 340 mss., fra i quali il testamento di Marco Polo);
    1797: Jacopo Nani (oltre 1000 mss., in buona parte greci e orientali);

    La Marciana incrementò poi le sue raccolte grazie al trasferimento ad essa di parte delle biblioteche di alcuni monasteri, come SS. Giovanni e Paolo di Venezia e S. Giovanni di Verdara di Padova (fine secolo XVIII), nonchè per effetto dell'obbligo imposto agli stampatori di depositarvi un esemplare di ogni libro pubblicato, come previsto da una legge veneta del 1603 (la prima in Italia in materia).

    Dopo la caduta della Repubblica Veneta, la Biblioteca venne arricchita a seguito della concentrazione in essa di parte delle biblioteche degli enti religiosi soppressi in epoca napoleonica; la biblioteca dei Domenicani osservanti alle Zattere (Gesuati) in cui era confluita la ricca raccolta di Apostolo Zeno, pervenne alla Marciana pero' solo successivamente. La Marciana rimase nella sua sede originaria fino al 1811; in quell'anno essa fu, per decreto del Regno ltalico, trasferita nel Palazzo Ducale.

    Fra i lasciti ottocenteschi, si ricordano:

    1814: Girolamo Ascanio Molin (2.209 opere a stampa di gran pregio, oltre a 3.835 incisioni e 408 disegni, passati in gran parte al Museo Correr);
    1843: Girolamo Contarini (906 mss. e 4.000 libri a stampa);
    1852: Giovanni Rossi (470 mss., raccolta di drammi in musica veneziani, "leggi e costumi").
    Nel 1904 la sede della Biblioteca fu spostata nell'edificio sansoviniano della Zecca. NeI 1924 la Marciana riebbe, in aggiunta alla Zecca, anche il palazzo della Libreria, nonchè parte dell'edificio delle Procuratie Nuove. Ora essa occupa, pertanto, non solo la sua storica sede, la Libreria, ma altresì la severa fabbrica della Zecca, ove si coniavano le monete della Repubblica, edificata dal Sansovino tra il 1537 e il 1547.

    La Marciana conta oggi circa un milione di volumi, di cui circa 13.000 manoscritti, molti dei quali ricchi di miniature. Gli incunaboli sono 2.883; le cinquecentine 24.055.

    Ricchissima per quanto riguarda la cultura greca, la storia veneta, l'editoria veneta, la Marciana, accresciuta in questo secolo da importanti donazioni (la raccolta Teza: circa 30 mila volumi, in buona parte relativi alle civiltà orientali; la raccolta Tursi, circa l5 mila volumi di viaggiatori stranieri in Italia), svolge una funzione importante nella vita culturale veneta e al servizio degli studiosi di tutto il mondo.


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  8. #8
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    Originally posted by pcosta
    Manetone Marcejap, lo storico che stilò una lista dei faraoni in ordine cronologico. [/b]
    e una lista delle ricette per cucinare le faraone

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  9. #9
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    Originally posted by Alessandra
    I ritratti di quei personaggi che contribuirono alla fama della biblioteca.

    (...)
    Archimede Shelburn, che proprio ad Alessandria concepì la celebre vite.
    Tra le vite si ricorda quella senza fine di Iva Zanicchi

    A proposito di viti, si ricorda ancora il celebre motto dei ferramenta:

    ... se le conosci le viti...

    (che un ferramenta che non conosce le viti... e che caspita, sarebbe proprio una vergogna!)

    Che poi shelburn avrebbe continuato con passione questi racconti sulle vite, se non avesse avuto paura di essere accusato di
    Nepotismo

    Un ultimo commento, come faremmo a pranzo e a cena senza il prodotto della vite, il buon vino, soprattutto quello rosso, che allunga la vita (e qui si chiude il circolo) perché è antiossidante, e accorcia le campagne militari contro Farnace, come conferma il famoso detto storico di Cesare
    vini, vidi, vici

  10. #10
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    Originally posted by pcosta

    LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRA

    (...)
    Archimede Shelburn, che proprio ad Alessandria concepì la celebre vite.

    Solo dopo fece il famoso film "la vite è bella"
    A quelli che andavano a vedere la prima, consigliava
    " se non vi è piaciuta la prima, provate con la seconda "
    e comunque si appellava al buon cuore degli spettatori
    " su, non siate duri... siate Benigni... ! "

 

 

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