Arriva da Cannes l'appello della GSM Association ai produttori di cellulari perché si uniscano nel combattere i furti di cellulari. Il database di IMEI, il numero che identifica univocamente ogni cellulare, stenta a decollare e soprattutto non può essere considerata una soluzione globale.

Basta infatti riprogrammare l'IMEI o, più semplicemente, utilizzare il cellulare rubato in Paesi che non supportano il sistema basato sugli IMEI o per sfuggire al blocco. Non a caso i cellulari rubati in Europa occidentale, dove gradualmente i gestori di telefonia mobile stanno implementando il blocco dei cellulari rubati, finiscono spesso in Africa o Europa orientale, dove il sistema basato sugli IMEI non è implementato.

I produttori di cellulari hanno dunque accolto positivamente la richiesta della GSM Association e hanno annunciato a Cannes l'intenzione di implementare su tutti i nuovi cellulari una tecnologia che blocchi a livello globale il telefonino risultato rubato.

Alcatel, Motorola, Nec, Nokia, Panasonic, Sagem, Siemens e SonyEricsson si sono impegnate da un lato a migliorare la sicurezza dell'IMEI in modo che non possa più essere modificato, dall'altro a creare un unico database globale di IMEI (Central Equipment Identity Register, CEIR) per mettere automaticamente fuori uso i cellulari rubati.

Se gli utenti GSM nel mondo sono un miliardo, anche il numero di cellulari GSM rubati cresce e la GSM Association ritiene che non sia più possibile lasciare ai singoli Paesi, tramite accordi interoperatore, la gestione del problema. Il Commissario UE Erkki Liikanen si è detto pronto a sostenere l'iniziativa, con la speranza che il CEIR diventi davvero un database utilizzato in tutto il mondo.

Il blocco dei cellulari rubati, secondo la polizia britannica, farebbe crollare i furti e non solo: Scotland Yard ritiene che poco meno della metà dei delitti avvenuti in Inghilterra recentemente sia collegabile a furti di telefonini.