....rifatte ed altro
Il seno rifatto in diretta a “Bisturi” avrà choccato i tre milioni e passa di telespettatori di Italia Uno, in prima serata, ma di qua a parlare di ultima frontiera superata ce ne corre.
Perché la televisione italiana, con in suoi piccoli Grandi Fratelli che si spupazzano un po’ sotto le lenzuola, i miracolati dell’Isola dei famosi e le vere e false Talpe, è ancora ingenua e idilliaca.
Volete mettere con quella russa che si è inventata “Golod”, che poi vuol dire “Fame”, quella provata dai dodici concorrenti che, senza un rublo o un euro sono stati sbattuti, ironia della sorte, nella Berlino post Muro dove, da soli, senza aiuti, devono sopravvivere?
E quando una concorrente è andata sul sicuro, prostituendosi, nessuno si è scandalizzato, tantomeno l’auditel che ha raggiunto picchi imprevisti.
Dalla fame al sonno, in perfetto stile sadico: in America i partecipanti di “Shattered”, “Stravolto”, fanno di tutto per restare svegli per una settimana, giorno e notte: vince, naturalmente, chi si addormenta per ultimo.
Gli americani, per inventarsi un reality estremo, se ne fregano anche del loro sacro politically correct: altrimenti, non avrebbero neppure pensato a “The littlest groom”, “Lo sposo più piccolo”, in cui (canale Fox) un uomo deve scegliere una donna tra un gruppo di concorrenti: insomma, una roba stile l’italiano “Bachelor”, con il piccolo particolare che il principe azzurro è un principino altro 137 centimetri e le cenerentole somigliano ai sette nani di Biancaneve.
In G.B. nello “Lo scambio delle mogli”, protagoniste sono due mogli, nonché madri, che si scambiano le famiglie, e che sono aperte a ogni varia ed eventuale; pronta risposta in Francia, dove M6, un canale commerciale, ha messo in onda una versione del format inglese che ha tenuto banco per settimane sui giornali, con gli psichiatri a parlare del danno psicologico provocato ai bambini. In confronto, “Changing room”, “Cambia stanza”, con due famiglie che vanno a vivere l’una nella casa dell’altra, è roba per bambini.
Ma sono sempre gli americani quelli che cercano di spostare sempre più in là il limite. Per esempio, con “Mad Mad House”, una specie di pazza, pazza casa probabilmente ispirata a quella della famiglia Adams, in cui dieci persone si trovano a vivere in mezzo a vampiri, a stregoni, a maghe, tra riti vudù e affini: il concorrente che, a colpi di esorcismi e cornetti sopravvive, si porta a casa centomila dollari.
Chi non regge il truculento, preferisce invece “Are you hot – The search for America’s sexiest people”, in cui un pugno di belloni e bellone, superpalestrati e supertutto, si contende la palma di più sexy del reame. Niente a che vedere con “The surreal life” che parte dal principio base del reality show – che è poi quello del Grande Fratello – ma lo reinterpreta con ardite variazioni: in poche parole, nella casa dove vivono i concorrenti, volta a volta arrivano personaggi un po’ particolari, dal pornoattore alla bagnina di Baywatch al cantante rap: per capire quello che succede, basti pensare alla celebre incursione di Emilio Fede nel GF italiano e moltiplicare per mille l’effetto.
Due ereditiere bucoliche
Non scherza neanche l’annunciato “The simple life”, soprattutto per le due protagoniste, il cui nome è già un programma.
Si tratta di due ereditiere belle, viziate e un po’ viziosette: Nicole Richie, rampolla del re del pop Lionel e Paris Hilton, sì, proprio lei, quella di cui, qualche tempo fa, girava via Internet un pornovideo con le esibizioni sue e del fidanzato.
Nel reality Nicole e Paris andranno a provare la vera vita in una fattoria dell’Arkansas, a mungere vacche, zappare la terra, pulire i maiali.
Ma il limite probabilmente lo infrangerà “Can you be a pornstar”. Andrà in onda su un circuito di pay tv, ma il gioco è chiaro e lo scopo anche: guadagnarsi, a parte un po’ di dollari, un contratto per un pornofilm. Per riuscirci, le dolci fanciulle possono fare di tutto; strip, provini, esibizioni di ogni genere, tutto per guadagnarsi il voto dei teleguardoni.
Eppure, c’è un limite che solo la tv italiana ha infranto, cui neanche è arrivata la Nbc con “The apprentice”, “L’apprendista”
che pure può vantare Donald Trump intorno al quale ruotano un gruppo di concorrenti gettati nella giungla del mondo degli affari americani, stile “Wall Street” con Michael Douglas.
Nessuno, finora, è riuscita a trovare un ex presidente della Camera (come Irene Pivetti) disposto a condurre un reality stile
“Bisturi”.
A. Asc. su il Foglio




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