Un paese che ha decretato, attraverso leggi e pratiche sociali, che migranti, rom e omosessuali sono di diritto e di fatto fuori dal consesso civile, è un paese che si è posto fuori dal consesso dei paesi civili, nonché dagli standard e dalle convenzioni internazionali. Un paese in cui, senza discriminazione alcuna, ogni giorno si sprangano “stranieri” come gay, senza che si manifesti una reazione proporzionata alla gravità dell’escalation, è un paese sull’orlo dell’abisso. Un paese in cui governo, istituzioni, mezzi d’informazione concorrono a formare un’opinione pubblica intollerante e forcaiola, a incoraggiare, legittimare, banalizzare aggressioni razziste contro chi sia percepito e bollato come estraneo o diverso, è un paese in cui si è già instaurata una forma, per quanto “postmoderna”, di fascismo. Entro e grazie alla quale, attraverso leggi segregazioniste come il pacchetto-sicurezza, si rafforza un sistema neo-castale che separa cittadini e meteci: forza-lavoro bruta, priva di diritti o con diritti differenziati, resa docile dal ricatto del razzismo e della repressione, dell’internamento e dell’espulsione.
IL MANIFESTO




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