



Zeffirelli a "TG2 Dossier" e poi a "Ottoemezzo" ha ripetuto che il Concilio Vaticano I sarebbe stato quello del 1962-63, sotto Roncalli, e il Vaticano II quello del '63-'65, sotto Montini. Ha affermato altresì che la "Nostra Aetate", dichiarazione conciliare sulle religioni non cristiane, sarebbe del 1972 (Concilio finito da 7 anni) e che essa sarebbe la fonte diretta del suo "Gesù".
Da simile fine conoscitore della storia della Chiesa vengono le invettive contro Mel Gibson "antisemita" e suo padre "infame negazionista", nonché contro il film "La Passuione di Cristo", che sarebbe espressione di truculenta macelleria antievangelica.
Che il "maestro", così chiamato in continuazione da un Ferrara stranamente "in ginocchio" e capace appena di correggere timidamente ma senza insistere la più clamorosa delle succitate castronerie storiche (il Concilio Vaticano I si svolse nel 1869-70) non sappia la storia e ciononostante venga chiamato a pontificare in TV non fa purtroppo notizia. Ma che si permetta di insultare quasi duemila anni di tradizione cattolica, definendo il cristianesimo una dottrina sanguinaria che ha prodotto l'antisemitismo (il "maestro" preparò il suo film, definito "melenso" da un anticlericale come Guerri, con la consulenza del rabbino Tannenbaum) , è troppo.
Zeffirelli non è né è mai stato cattolico: è solo un opportunista parolaio la cui vita è la rappresentazione esatta di che cosa sia diventato il cattolicesimo nelle mani del giudaizzante Montini, di cui solo la decenza impedisce di ricordare l'altro fondamentalle motivo di sintonia con il "maestro".
Rimarrebbe da dire di Messori, diventato ormai il portavoce ufficiale (anche se non ne ha mai avuto la delega) del "mondo cattolico": ma le sue sviolinate ai "fratelli ebrei" ("figli del diavolo" invece secondo Nostro Signore) e la puzzetta sotto il naso con cui ha liquidato Gibson sr, membro di una bieca "setta sedevacantista", sono già abbastanza eloquenti.
Franco Damiani
Villafranca Padovana (PD)