Alitalia riparte dagli esuberi
Zanichelli incontra oggi i sindacati
Il nuovo amministratore delegato di Alitalia alla prova del confronto con i sindacati. Il successore di Mengozzi, Marco Zanichelli, sta per affrontare una delle prove più difficili, perchè proprio le questioni sindacali e lavorative sono quelle più calde in questo momento in casa Alitalia, con i dipendenti della compagnia, agguerritissimi, già pronti allo sciopero di venerdì.
Oggetto principale dell'incontro, in programma oggi, tra il numero uno dell'azienda e i vertici delle organizzazioni sindacali, sarà il nuovo piano Alitalia, o meglio le linee del piano industriale rimodulato dal governo e dal nuovo management per cercare di liberare la compagnia dalle proteste dei lavoratori. I sindacati diranno quindi la loro.
Dopo l'incontro tra governo e i leader confederali di sabato, infatti, il nuovo amministratore delegato, Marco Zanichelli, vedrà le dieci sigle che rappresentano i lavoratori del gruppo per prospettargli, si prevede, i ritocchi che saranno apportati al piano per cercare di inserire in un'ottica di sviluppo i necessari tagli che anche questo nuovo management dovrà operare sul personale.
Il governo ha infatti confermato di voler predisporre la cassa integrazione per 1.548 lavoratori, confermando, e aumentando leggermente, il numero degli esuberi previsti dal Piano Mengozzi. Per far passare i tagli, tuttavia, il governo avrebbe già messo sul piatto una serie di interventi che potrebbero convincere i sindacati a collaborare con la compagnia. Questo è anche quanto auspica il ministro del Welfare Roberto Maroni. "Non è una questione fra Alitalia e i sindacati" ha detto "o una vertenza contrattuale, ma si tratta del futuro e del destino di Alitalia e tutti coloro che vogliono che diventi un'azienda risanata e forte sono chiamati ora a collaborare con la nuova dirigenza".
Secondo il responsabile del dicastero, il nuovo management "è assolutamente in grado di affrontare seriamente la crisi Alitalia e di risolverla con la collaborazione delle parti sociali, del sindacato in primo luogo".
Un rinnovato clima di distensione con il sindacato è di tale importanza per il futuro della compagnia che sarà lo stesso Consiglio di amministrazione, convocato per l'8 marzo, a fare il punto sullo stato di avanzamento della trattativa con i lavoratori. Sul piatto del negoziato Zanichelli avrebbe pronte una serie di misure concordate con il governo: tra queste, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbero una riduzione del prezzo dei carburanti, un calo delle tariffe di atterraggio, e un rafforzamento della flotta. A queste misure si dovrebbe quindi aggiungere la concessione della cassa integrazione. Non è chiaro, invece, se queste misure dovranno rientrare nel conteggio di quei sostegni per 180 milioni di euro, già pattuiti con il governo con il vecchio piano industriale del 2001.
Quanto alle altre misure, lo sconto sui costi aeroportuali dovrebbe arrivare da un taglio delle tariffe percepite dall'Enav per l'atterraggio e il decollo degli aerei. Lo sconto, ovviamente, dovrebbe valere per tutte le compagnie. Per evitare un taglio delle accise sui carburanti, invece, semba sia allo studio la possibilità di far praticare uno "sconto" sul prezzo del carburante da parte dell'Eni.
Per rimodernare la flotta, invece, sarebbe prevista l'entrata in campo di Sviluppo Italia, che dovrebbe acquistare una decina di nuovi aerei (dovrebbero essere i B777 e i nuovi 7E7) e poi affittarli alla compagnia. Tutte queste misure sarebbero finalizzate ad aiutare la compagnia senza incorrere in possibili procedure per aiuti di Stato da parte della Commissione europea.
Quanto alla cassa integrazione, rispunta la possibilità di avviare, parallelamente al provvedimento, programmi di formazione da affidare alle Regioni e, successivamente, di coinvolgere altri gestori del settore nell'eventuale riassorbimento di personale in esubero. E' da vedere se queste possibili misure e le altre che saranno annunciate in queste ore, riusciranno a convincere i sindacati che hanno già detto alla Commissione di garanzia di non essere disponibili a rinunciare allo sciopero generale di 24 ore del trasporto aereo, previsto per il 5 marzo."Ci spieghino quali intenzioni hanno e dove vogliono andare, poi valuteremo le iniziative da mettere in campo", ha detto il leader della Cisl, Savino Pezzotta. "Dall'incontro ci aspettiamo un forte segnale di inversione di tendenza rispetto a un piano industriale focalizzato soltanto sugli esuberi", ha sostenuto anche Roberto Panella, segretario nazionale dell'Ugl.
Le parti che mi sembrano più interesanti:
-Il governo ha infatti confermato di voler predisporre la cassa integrazione per 1.548 lavoratori, confermando, e aumentando leggermente, il numero degli esuberi previsti dal Piano Mengozzi
-il nuovo management "è assolutamente in grado di affrontare seriamente la crisi Alitalia e di risolverla con la collaborazione delle parti sociali, del sindacato in primo luogo
- Sul piatto del negoziato Zanichelli avrebbe pronte una serie di misure concordate con il governo: tra queste, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbero una riduzione del prezzo dei carburanti, un calo delle tariffe di atterraggio, e un rafforzamento della flotta
-Per rimodernare la flotta, invece, sarebbe prevista l'entrata in campo di Sviluppo Italia, che dovrebbe acquistare una decina di nuovi aerei (dovrebbero essere i B777 e i nuovi 7E7) e poi affittarli alla compagnia.
Hanno proprio la fissa per il 7E7!!! Vedo che si tratta proprio di misure da attuare nel breve periodo...
CIAO
>goa



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