Città del Vaticano, 21 feb. (Apcom) - Disco verde del Papa all'ingresso della Turchia in Europa sebbene sia un 'via libera' condizionato al rispetto dei diritti fondamentali ed al riconoscimento giuridico delle Chiese. "Mentre la Turchia si prepara a stabilire nuove relazioni con l'Europa -ha detto Wojtyla ricevendo il nuovo ambasciatore turco, Osman Durak- mi unisco ai cattolici turchi che guardano con impazienza al riconoscimento da parte delle autorità turche dello status giuridico della Chiesa. In nessun caso la Chiesa cerca privilegi speciali o un trattamento privilegiato, piuttosto insiste solo per i fondamentali diritti dei suoi membri ad essere rispettati e a che la Chiesa sia libera di esercitare questi diritti".
Sebbene il Vaticano non abbia mai fatto una opposizione di principio all'ingresso della Turchia nell'Ue, in passato, i suoi diplomatici invitarono a riflettere (fu il cardinale Jean-Louis Tauran a farlo) su due fattori: "l'ubicazione geografica, e "la diversa tradizione culturale e religiosa". Fattori, disse Tauran che potrebbero "mettere in discussione la candidatura". Tanto che, proseguiva il cardinale, "forse sarebbe più opportuno dar la precedenza a Paesi come la Moldavia e l'Ucraina".
Alcuni mesi fa il nunzio ad Ankara, monsignor Edmond Farhat, è intervenuto per fare luce sulla posizione del Vaticano in materia. La Santa Sede, disse, si rimette ai criteri di adesione validi per tutti gli altri paesi. "Se la Turchia si adegua a questi criteri si trova nella posizione di accedere all'Ue".
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