L'ho preso dal Corriere di oggi....ma con che gente abbiamo a che fare? e mi riferisco a quelli più vicini a noi e non ai gianfighetta...io ve lo dico sinceramente non ci capisco più niente, può chi è vicino ai dirigenti del movimento, intendo ai piani alti fargli presente sto articolo e che si diano da fare per evitare sta catastrofe
LA CONSULTA
E' noto che Zagrebelsky fu nominato alla Corte da Oscar Luigi Scalfaro, acerrimo rivale del Cavaliere fin dai tempi del Quirinale, ed è altrettanto noto che ha «idee diverse dal centrodestra», come ha spiegato il presidente della Camera, «ma accusare i vertici istituzionali di congiurare contro il centrodestra, non fa che indebolire la maggioranza». Specie quando, entro i limiti delle regole, esistono comunque dei rapporti, dei canali di contatto. L'esame della legge, per esempio, è stato affidato a Carlo Mezzanotte, vice presidente della Corte, assai vicino al Polo. Ed è da un mese che dal palazzo della Consulta giungono al governo messaggi autorevoli quanto inequivocabili, accompagnati da suggerimenti. Tutti a Palazzo Chigi sanno come la norma che prevede l'accompagnamento alla frontiera di un immigrato clandestino senza il vaglio di un giudice, si appresti ad essere giudicata incostituzionale. E lo stesso rischio corre l'articolo che stabilisce l'arresto per chi non ha lasciato il territorio italiano, dopo averne subìto l'intimazione. Bastava un decreto per sanare i due articoli. E basta ancora oggi. L'invito a provvedere c'è stato, all'inizio è stato anche raccolto. Pare addirittura che il Viminale abbia preparato un testo da un paio di settimane, ma che non riesca a farlo esaminare dal Consiglio dei ministri.
Possibile che i padri della legge non si siano mossi per affrettarne l'approvazione? Possibile che Gianfranco Fini e Umberto Bossi attendano di veder bocciati dalla Consulta due pilastri della riforma che porta il loro nome? Ammesso che il capo del Carroccio intenda sfruttare l'occasione per sferrare un nuovo attacco contro la Consulta a ridosso delle elezioni, è pensabile che il leader di An abbia la stessa strategia? Il tempo passa, gli interrogativi restano, e la sentenza della Corte si avvicina. Serve un decreto a Silvio Berlusconi per evitare la bocciatura su un tema che contribuì a renderlo vincente nella competizione con l’Ulivo del 2001. In caso contrario, nessuno nel centrodestra potrà usare l’alibi di Zagrebelsky «nemico» del governo.




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