Poste, la Procura di Roma apre fascicolo su presunto buco di 104 mln
Di Di (Adnkronos)
Roma, 4 mar. (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Roma ha aperto oggi un fascicolo relativo ad un presunto ammanco di 104 mln di euro nei bilanci delle Poste Italiane, in seguito ad un articolo, pubblicato nei giorni scorsi, da ''Il Corriere della Sera''. Le presunte irregolarita' sono state oggetto ieri di una interpellanza parlamentare fatta da Luca Volonte', dell'Udc. Il fascicolo, aperto secondo le modalita' del modello 45, e' per il momento affidato al procuratore reggente Ettore Torri e contiene l'articolo pubblicato dal quotidiano, nel quale si spiega che l'ammanco nei conti, scoperto dai revisori, e' stato gia' reso noto al ministero del Tesoro assieme ad una serie di iniziative, tra le quali la sospensione del responsabile dell'area 'finanza'. Nel servizio uscito domenica scorsa sul quotidiano si sosteneva che la scoperta del buco nelle casse era arrivata durante la revisione dei bilanci degli ultimi quattro anni. Immediata la risposta dell'amministratore di Poste Italiane, Massimo Sarmi alla notizia dell'apertura dell'inchiesta. ''Non c'e' ne' ammanco ne' buco. Non e' questa la situazione'', ha affermato, precisando che si stanno svolgendo le operazioni relative alla revisione dei bilanci e che e' cambiata la societa' di revisione, dalla Reconta-Ernst Young alla Price Waterhouse. L'accertamento della distrazione dei fondi risalirebbe alla fine di gennaio, quando la Price Waterhouse comunico' a Sarmi gravi irregolarita' nelle scritture contabili e quantifico' le perdite. La Price Watherhouse decise di analizzare tutte le operazioni effettuate negli anni precedenti per ottenere la copertura del debito. Nel primo rapporto inviato, la societa' di revisione sottolineava che nei conti aziendali c'erano voci di entrate e uscite che non corrispondevano alla realta'. Nel rapporto consegnato dopo il primo esame che dovrebbe portare alla certificazione dei bilanci- aggiungeva il Corriere della Sera- veniva anche spiegato che i report mensili erano stati falsificati. Price Watherhouse ha poi continuato le verifiche e, stando a quanto pubblicato da ''Il Corriere della Sera'', ha scoperto che il deficit riguarda la gestione dei prestiti ottenuti dall'azienda. L'attenzione si e' poi concentrata sull'area ''Finanza'', responsabile di tutti gli interventi che le Poste effettuano per il cosiddetto ''sostegno del debito''. Sarebbe stato convocato il responsabile per contestargli ufficialmente l'esito delle verifiche della price, che il capo dell'area ''Finanza'' avrebbe seccamente smentito sostenendo che non si sarebbe trattato di un'ammanco ma di un semplice criterio di gestione diverso da quello utilizzato dalla societa' di revisione. Qualche giorno dopo la Price ha inviato una nuova informativa all'amministratore delegato confermando che nell'attribuzione di costi e ricavi sono state utilizzate voci per mascherare la reale situazione finanziaria, smentendo cosi' nettamente la versione del responsabile dell'area ''Finanza'. Obiettivo delle Poste e' quello di scoprire se oltre ai 104 milioni di euro che sarebbero stati sottratti nel 2002 debbano sommarsi anche altre perdite, riguardanti il 2003. La revisione sul bilancio dello scorso anno non e' infatti ancora terminata




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