A Roma non ci sarà alcuna manifestazione per Priebke
di Wladimiro Settimelli
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Achille Serra ha vietato tutte le manifestazioni previste a Roma per la provocazione messa in atto dal capitano delle Ss Erich Priebke e dai suoi «camerati» italiani. Nel testo della decisione, notificata ai diversi organizzatori, si spiega che le preoccupazioni per l’ordine pubblico, proprio nel cuore della città, erano profonde e ampiamente motivate. Si precisa poi che la «notizia della manifestazione con l’ex ufficiale Priebke, aveva provocato un movimento di opinione con dure e risentite prese di posizione di gran parte delle forze politiche, sia parlamentari che extraparlamentari e nella Comunità ebraica».
Valori antifascisti
Dice ancora il documento del Comitato per l’ordine e la sicurezza, nel Palazzo Valentini, alla stessa ora della manifestazione per Priebke, si svolgerà anche una riunione straordinaria del Consiglio Provinciale per ribadire i valori «democratici e antifascisti della Provincia di Roma». Ma non basta: secondo la Questura sarebbero già in viaggio, per la Capitale, almeno settecento membri della organizzazione dell’estremismo di destra, Forza Nuova che avrebbero, comunque, nonostante i divieti, l’intenzione di provocare disordini e scontri.
Le manifestazioni, appunto, dovevano essere tre: quella prevista in Piazza S. Apostoli da un gruppo di deputati Verdi e antifascisti e di alcuni gruppi extraparlamentari e dei centri sociali; quella organizzata dal procuratore legale del nazista Priebke, Paolo Giachini alla quale dovevano prendere parte la signora Priebke, in arrivo dall’Argentina, un paio di generali tedeschi, il deputato di Forza Italia e avvocato Carlo Taormina, uno dei difensori dell’ex ufficiale nazista. Infine, quella convocata in Piazza Venezia dall’Anpi (i partigiani), dalle Organizzazioni ebraiche e dai familiari delle vittime della strage Ardeatina.
Alla manifestazione della Comunità ebraica, a quanto ha detto qualcuno, era stato invitato perfino il vicepresidente del consiglio Fini.
Comunque, alla parata neonazista e neofascista, avevano già dato forfait l’avvocato Taormina, con la scusa di certe minacce. In realtà, sarebbe stato chiamato personalmente da Berlusconi che lo avrebbe «dissuaso» dall’impegnarsi più di tanto nella faccenda. Poi era toccato alla moglie di Priebke che aveva annunciato di volersene rimanere tranquilla in Argentina.
Sulla decisione di proibire la manifestazione con il fucilatore delle Ardeatine, si sono pronunciati in molti. Il sindaco Walter Veltroni, che per primo aveva negato la piazza ai neofascisti e a Priebke, ha detto: «Si tratta di una decisione motivata e responsabile, tesa innanzitutto a garantire la serenità e la tranquillità della città che l’annuncio della manifestazione per la grazia a Priebke aveva messo in discussione». «Tale manifestazione - ha proseguito Veltroni - sarebbe stata, come abbiamo detto, inopportuna e avrebbe offeso i sentimenti profondi della città di Roma e della Comunità ebraica, a pochi giorni dalle celebrazioni ufficiali del sessantesimo anniversario della strage delle Ardeatine». Ha condiviso in pieno la scelta del Prefetto Serra anche il verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera. Leone Paserman, presidente della Comunità ebraica romana ha detto: «Mi ero augurato fin dal primo momento che la manifestazione non si svolgesse. Sono molto soddisfatto della decisione presa dalla Prefettura».
Una decisione coraggiosa
Il portavoce della Comunità ebraica Riccardo Pacifici ha aggiunto «che la coraggiosa decisione del prefetto Serra è confortante», per poi spiegare che non si può dare la grazia a uomini come Priebke, processato e condannato per crimini contro l’umanita. Il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra ha preso posizione con un comunicato nel quale dice che «la decisione di annullare tutte le manifestazioni su Priebke e ineccepibile e dimostra una profonda sensibilità istituzionale del prefetto Serra».
Paolo Giachini, il procuratore legale di Priebke e presidente della ridicola associazione di destra « Uomo e libertà», fino alla tarda serata di ieri, ha sostenuto che, a lui, non era stata notificata nessuna proibizione e che quindi i «suoi» di «Forza Nuova», avrebbero comunque manifestato, con o senza Taormina, la moglie di Priebke e i due ex generali della Nato previsti dal programma iniziale.
Il prefetto Serra ha comunque chiesto che oggi, tutti, si attengano al divieto. Gli uomini di sinistra si sono già impegnati in questo senso- ha spiegato Serra - e spero che dall’altra parte si faccia altrettanto. Poi ha aggiunto che Roma è e sarà sempre una città democratica dove è possibile a tutti manifestare liberamente. È la situazione eccezionale maturata in queste ore ad aver provocato il divieto. Il prefetto ha ancora spiegato che tocca allo Stato gestire il territorio e che per questo, tutta la zona dove erano previste le manifestazioni, sarà fortemente presidiata.
I familiari delle vittime delle Ardeatine, dal canto loro, hanno organizzato un presidio al sacrario dei martiri che resterà aperto per tutta la giornata. I romani e i visitatori avranno libero accesso anche nella zona delle tombe.
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=33523




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