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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    In pochi mesi una serie di successi del colosso del gas e del petrolio.
    Per qualche consorteria forse fin troppa la lungimiranza geopolitica del cane a sei zampe, sarà solo una coincidenza una serie di attacchi iniziata da maggio scorso, mese della firma dell'accordo Eni-Gazprom per il South Stream...


    Gasdotto South Stream, accordo Eni-Gazprom
    sotto l'egida di Berlusconi e Putin


    di Vladimir Sapozhnikov

    Eni: scoperto grande giacimento di gas al largo del Venezuela - Il Sole 24 ORE

    MOSCA - Italia e Russia hanno compiuto insieme un passo decisivo che ha acceso la luce verde alla realizzazione di uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali del 21° secolo, la costruzione del gasdotto South Stream, che attraverso il Mar Nero dovrà collegare per il 2015 la Russia all'Italia e a molti altri Paesi dell'Europa Meridionale e centrale. Nel primo giorno del vertice italo-russo, che si svolge oggi e domani tra Sochi e Mosca, alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e del premier russo, Vladimir Putin, Eni e Gazprom hanno siglato alcuni accordi strategici sulla costruzione di South Stream e sull'ingresso del monopolio russo nei capitali di Severenerghija, un gruppo di società gaspetrolifere del nord russo, attualmente controllate in proporzione 60% e 40% da Eni e da Enel.

    La grande novità delle maxi intese italo-russe è l'aumento della capacita di trasporto di South Stream non da 31 miliardi a 47 miliardi di metri cubi all'anno, come si era pensato in precedenza, ma fino a 64 miliardi di metri cubi: «Dietro questi numeri si trovano gli accordi di un grande significato politico, perché tutto questo gas arriverà in Europa senza dover più passare per il territorio dell'Ucraina», ha sottolineto l'Amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, dopo aver deposto la propria firma sui documenti, insieme al presidente di Gazprom, Aleksej Miller, che in mattinata aveva siglato le intese su South Stream con le società energetiche della Bulgaria, della Grecia e della Serbia.

    Grazie all'aumento della capacità del gasdotto, l'Eni potrà ottenere un supplemento di 12 miliardi di metri cubi di gas all'anno, che gestirà e commercializzerà a propria discrezione. Per la costruzione di South Stream, cui parte subacquea sarà lunga 900 chilometri, Gazprom ed Eni costituirono nel 2007 su base paritetica una joint venture, mentre la realizzazione tecnica sarà affidata a Saipem, l'unica società al mondo capace di posare i tubi di grande diametro sul fondale marino a una profondità che in alcune zone supera i due mila metri. Dalle stazioni di compressione "Beregovaja" nel territorio russo, il gasdotto passerà per il Mar Nero, fino alla città bulgara di Varna, dopodiché si dividerà in due sezioni di cui una andrà verso il nord-ovest, in Serbia, Ungheria e Austria, mentre l'altra in direzione sud-occidentale passerà per il territorio della Grecia e attraverso il Mare Adriatico, porterà del gas russo in Italia.

    Un altro pacchetto di intese riguarda la cessione a Gazprom del 51% di capitale della joint venture Severenerghia per 1,5 miliardi di dollari, di cui Eni ed Enel otterranno rispettivamente 900 e 600 milioni di dollari. Secondo Scaroni il deal potrà essere chiuso per la fine di giugno di quest'anno. In base alla legge russa i pacchetti di maggioranza delle società energetiche di importanza strategica per la sicurezza del Paese devono rimanere in mano allo Stato.

    Le riserve complessive di Severenerghia che comprende tre società gaspetrolifere -Arcticgas, Urengoil e Neftegastekhnologhia- sono stimate a cinque miliardi di barili di equivalente petrolifero. I giacimenti della penisola di Yamal, la terra conosciuta come Eldorado gaspetrolifero dell'estremo nord russo, controllati da Severenerghia potranno produrre più di 18 miliardi di metri cubi di gas all'anno, mentre con il greggio si arriverà a 150mila di barili di equivalente petrolifero al giorno.

    Le intese italo-russe hanno provocato una reazione immediata e quanto dura dell'Ucraina, che rischia di perdere il proprio ruolo di monopolio per l'export di metano russo verso i consumatori europei. Il presidente Viktor Yuschenko ha convocato per il 18 maggio prossimo un incontro straordinario con il premier, Yulija Timoshenko, con il Governatore della Banca centrale, Viktor Stelmakh e con i ministri del blocco economico, finanziario ed energetico per chiedere una revisione fondamentale di tutte le intese sul gas tra Ucraina e Russia. «La posizione di Yuschenko è intransigente: il Governo ucraino sarà incaricato di avviare il processo di revisione degli accordi con la Russia sul gas», ha sottolineato il portavoce del presidente ucraino.

    15 maggio 2009
    Ultima modifica di Bèrghem; 16-10-09 alle 20:53
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampi ministro degli esteri in pectore

    La notizia di questa settimana:

    Colpo grosso dell'Eni in Iraq,
    aggiudicato maxi giacimento

    Colpo grosso dell'Eni in Iraq, aggiudicato maxi giacimento - Il Sole 24 ORE

    Eni si è aggiudicata oggi la licenza per lo sviluppo del giacimento giant Zubair, in Iraq. La licenza è stata assegnata a un consorzio guidato da Eni come operatore (del 40% con possibili piccoli aggiustamenti nei prossimi giorni) e composto anche dall'americana Occidental Petroleum Corporation e dalla Korea Gas Corporation.

    La produzione di Zubair, uno dei più grandi giacimenti di petrolio dell'Iraq, è pari attualmente a circa 195 mila barili di olio al giorno. Nell'arco dei prossimi 7 anni, il programma di espansione del campo prevede il raggiungimento di un plateau di produzione pari a di 1,125 milioni di barili al giorno. Il progetto prevede la perforazione di oltre 200 pozzi ad olio, la costruzione delle facilities di trattamento e della necessaria rete di raccolta, nonché il riammodernamento degli impianti esistenti. Il contratto di servizio ha una durata di 20 anni, estendibili a 25, e prevede la partecipazione della compagnia di stato irachena Southern Oil Company con una quota del 25%.

    «Il giacimento di Zubair è un bel boccone - ha dichiarato l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni -. Prima dedicheremo tutto il nostro impegno per svilupparlo, poi valuteremo se partecipare ad altre gare in Iraq. Oggi è prematuro dire quale sarà il nostro appetito in futuro». Non ci sarà, a differenza del Consorzio originario, la cinese Sinopec: «Il Governo iracheno ci ha chiesto di escluderla perché presente in Kurdistan». Nel progetto, ha concluso Scaroni, Eni si avvarrà del supporto tecnico di Saipem.

    13 ottobre 2009
    Ultima modifica di Bèrghem; 16-10-09 alle 20:48
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampi ministro degli esteri in pectore

    Da Il Foglio di giovedì 15 ottobre



    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampi ministro degli esteri in pectore

    Da Il Foglio di giovedì 15 ottobre / 2



    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    Colpo fresco di giornata...

    Eni: scoperto grande giacimento di gas al largo del Venezuela

    Eni: scoperto grande giacimento di gas al largo del Venezuela - Il Sole 24 ORE

    Eni ha effettuato una scoperta di idrocarburi "di rilevanza mondiale" nell'offshore venezuelano, perforando con successo un pozzo esplorativo nel giacimento denominato Perla, localizzato nel blocco Cardon IV, nel Golfo del Venezuela. Lo annuncia il gruppo.

    Il giacimento potrebbe contenere una quantità di gas superiore ai 160 miliardi di metri cubi (1mld di barili petrolio equivalente) precedentemente stimati
    . In ogni caso, specifica l'Eni, al fine di definire ulteriormente il giacimento, sarà necessario perforare altri pozzi di valutazione.

    Durante la prova di produzione il pozzo ha prodotto gas di ottima qualità con una portata di circa 600mila metri cubi al giorno e 500 barili di condensato al giorno. Si prevede che la produzione di gas in condizioni normali superi 1 milione di metri cubi al giorno. Il blocco Cardon IV è operato da una Joint operating company, 50% Eni e 50% Repsol. In Venezuela, Eni ha una produzione giornaliera di circa 8mila barili di petrolio al giorno dal giacimento di Corocoro e una partecipazione in Petrolera Guiria che gestisce la scoperta di Punta Sur.

    16 ottobre 2009


    P.S.: ai mod, potete correggere il titolo del 3d con "zampe" al posto di "zampi"? Danke schön
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    P.S.: ai mod, potete correggere il titolo del 3d con "zampe" al posto di "zampi"? Danke schön
    Va bene che siete tutti in altre faccende affaccendati con forum da unire o non unire, però poi non ci si può lamentare se alcuni 3d o discussioni restano senza risposte se nemmeno i mod si degnano in una giornata non dico di rispondere bensì di eseguire una semplicissima richiesta di correzione del titolo.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampi ministro degli esteri in pectore

    ottima l'ENI assieme a FinMeccanica uno dei veri gioielli del Paese!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Va bene che siete tutti in altre faccende affaccendati con forum da unire o non unire, però poi non ci si può lamentare se alcuni 3d o discussioni restano senza risposte se nemmeno i mod si degnano in una giornata non dico di rispondere bensì di eseguire una semplicissima richiesta di correzione del titolo.
    Ti chiedo davvero scusa; si tratta di una disattenzione grave. Per ogni futura necessità, di qualsiasi tipo, avverti il sottoscritto o Florian anche via pvt. Troverai certo una risposta rapida (più rapida di questa...e rinnovo il mio dispiacere).

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Ti chiedo davvero scusa; si tratta di una disattenzione grave. Per ogni futura necessità, di qualsiasi tipo, avverti il sottoscritto o Florian anche via pvt. Troverai certo una risposta rapida (più rapida di questa...e rinnovo il mio dispiacere).
    Tutto apposto. Ti ringrazio.
    Ultima modifica di Bèrghem; 20-10-09 alle 01:38
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  10. #10
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    Cool Rif: Eni, Vidi, Vici - Il cane a sei zampe ministro degli esteri in pectore

    La cooperazione russo-italiana nel campo dell?energia prosegue, nonostante la crisi finanziaria internazionale | eurasia-rivista.org

    La Società per azioni italiana “ENEL OGK-5”, che possiede in Russia quasi il 56% delle azioni della Società di generazione elettrica russa – in forma abbreviata “Ogk-5”, ha dichiarato di passare una della quattro centrali elettriche – GRES Reftin sugli Urali – all’uso parziale del carbone del Bacino carbonifero di Kuznetsk, nel sud della Siberia, al posto del carbone del Kazahstan che viene usato attualmente. Alcuni particolari al riguardo sono trattati in una rassegna preparata da Valerij Prostakov.

    A prima vista la notizia di cui sopra ha un carattere nettamente tecnico e non è di interesse per un vasto pubblico in Italia. Ma i particolari dell’annuncio che ha fatto la divisione russa dell’ENEL, rivela che si tratta di uno sfruttamento razionale, da parte dei nostri partner italiani, delle possibilità di attività produttiva nell’industria elettroenergetica della Russia.

    Il valore energetico del carbone del Bacino calorifico di Kuznetsk raggiunge 6700 chilocalorie per chilogrammo.Contro 4000 kcal. del carbone del Kazahstan. La quota del cenere contenuta nel carbone di Kuznetsk è pari al 6 %- 10 % contro il 40 % nel carbone del Kazahstan. Nella combustione del carbonio di Kuznetsk si produce del 40 % in più di energia termica, si producono meno rifiuti nocivi, si riduce del 66 % l’emissione di polvere nell’aria, aumentano l’affidabilità e la sicurezza dell’approvvigionamento termico della centrale elettrica, si rende più stabile il suo funzionamento nel periodo autunno-inverno, più rigido per condizioni climatiche negli Urali rispetto alla zona europea della Russia. Il comunicato che hanno diffuso i vertici dell’Enel-OGK-5 dice altresì che il passaggio di GRES Reftin all’utilizzo del carbone di nuovo tipo che presenta le caratteristiche fisiche del tutto diverse è un progetto pilota.

    Come è noto, una condizione dell’acquisto delle attività messe in asta in Russia era l’attuazione di un programma d’investimento che prevedeva, in particolare; la costruzione di nuovi impianti energetici di un determinato tipo, e la loro messa in funzione entro un determinato termine.

    L’Enel è diventata la prima società straniera ad avere accettato tali condizioni e ad avere comprato il pacchetto di controllo di azioni di OGK-5. L’Enel provvede ad assolvere completamente i suoi impegni in Russia. Ogni anno la società italiana investe nell’elettroenergetica russa fino a 15 miliardi di rubli. Nei termini stabiliti – entro il Dicembre 2010, alla GRES Reftin sarà messo in funzione un impianto di una potenza di 410 megawatt del costo di circa 400 milioni di Euro. Un analogo progetto è stato elaborato per un’altra GRES facente parte di OGK-5 – quella di Nevinnomyssk nel Sud della Russia. L’Enel ha concesso alla sua Società figlia in Russia un credito di 50 milioni di Euro per non fermare il finanziamento del suo programma d’investimento nelle condizioni della carenza di fondi liquidi. Il Direttore dell’ENI per i progetti internazionali, Carlo Tamburi, ha dichiarato che la Società intende realizzare in Russia progetti d’investimento anche in futuro nonostante la crisi finanziaria internazionale.

    Sulla base degli assetti del gas della Jukos fallita, l’Enel, congiuntamente con l’ENI le cui quote di partecipazione sono in rapporto del 40 % al 60 %, ha costituito la Società “Sever-Energhia” (Nord-Energia). Ora l’Enel sta provvedendo a costituire in Russia, sulla base di questa nuova società, un’impresa verticalmente integrata che si occuperà della produzione di gas e della distribuzione dell’energia elettrica.
    In cambio dell’accesso alle risorse russe i partner italiani includono la Gazprom nei loro progetti, in Italia e in paesi terzi.
    In particolare, un progetto congiunto è direttamente legato all’ingresso della Gazprom, in volume fino al 33 %, in un’impresa che sotto il controllo dell’ENI partecipa allo sfruttamento del giacimento di petrolio “Elephant” in Libia.
    L’Enel, da parte sua, propone al partner russo, di acquistare, a scelta, quote di partecipazione in alcune centrali elettriche in Italia.

    La cooperazione russo-italiana nel campo dell’energia prosegue nonostante la crisi finanziaria internazionale.

 

 
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