(Adnkronos) - ''E' indubbio che la massiccia presenza nelle carceri sarde di detenuti extracomunitari del Magreb - e' stato detto nella conferenza stampa alla presenza del responsabile dell'area educativa Claudio Massa - ha posto all'attenzione delle istituzione il problema di garantire a questi cittadini la cui pratica religiosa comporta anche norme igienico-sanitarie e alimentari, un adattamento. Nel caso dei musulmani si tratta di offrire loro, cosi' come avviene nel mondo anglosassone, uno strumento per orientarsi in modo da poter svolgere le funzioni religiose guardando verso l'antica citta' di Mecca''.
Dopo il penitenziario di Cagliari il progetto sara' esteso anche a Isili, Sassari, Nuoro e Macomer. L'incontro con i giornalisti e' stata anche l'occasione per fare il punto sulla situazione nel carcere cagliaritano. Attualmente si trovano rinchiusi 544 detenuti di cui 32 donne. Gli stranieri sono 89 con una prevalenza di albanesi e rumeni.
''Una situazione che, se si considera la capienza tollerabile di 476 detenuti (380 e' quella regolamentare di Buoncammino), e' ormai - ha sottolineato Caligaris - evidentemente al collasso. Si impedisce cosi' qualunque forma di recupero da parte degli operatori della struttura penitenziaria, peraltro fortemente carente di agenti e di impianto ottocentesco. Senza contare i problemi derivanti dalla presenza di numerosi detenuti in precarie condizioni di salute''. L'associazione Socialismo Diritti Riforme ha preso contatti con le ambasciate di Libia e Marocco anche per i ministri di culto.
Libero News - CARCERI: 'LIBERI DI PREGARE', DONATE A DETENUTI MUSULMANI CAGLIARI 30 BUSSOLE (2)




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