Ma quand'è che ci svegliamo?

UNIVERSItA'

In Lombardia la laurea a caro prezzo
A Milano Bicocca il record con 2.607 euro l'anno per l'ultima fascia di reddito; seguono l'Insubria e Milano Statale.
Tasse più contenute al Sud. Tutti i risultati di un'inchiesta su 49 atenei.




Quanto si paga
Il costi di iscrizione al primo anno di laurea
In ordine sparso
Confronto tra i costi di iscrizione
al primo anno di tre corsi di laurea

Quanto costa una laurea? Quello delle tasse universitarie è un tema spinoso ovunque. Per rivoluzionare il sistema inglese un mese fa Tony Blair ha rischiato grosso, spuntando in extremis una maggioranza risicata che gli ha consentito di portare dal 2006 le rette da 1.125 a 3.000 sterline (circa 4.200 euro), aumentando nel contempo gli aiuti finanziari agli studenti meritevoli, mentre in Germania si discute la creazione di atenei d'eccellenza sul modello di Harvard. Ma che cosa accade nelle Università del nostro Paese? Tasse record a Milano. Nel 2003 le tasse pagate dagli studenti italiani hanno subito solo un adeguamento al tasso d'inflazione, senza aumenti significativi, ma il dato che spicca è l'estrema diversificazione dei contributi a seconda degli atenei, come appare evidente dall'inchiesta condotta dal Sole-24 Ore del lunedì a cui hanno risposto 49 sui 77 atenei italiani interpellati. Escludendo la facoltà di medicina, mediamente più cara rispetto alle altre, l'iscrizioneagli atenei più cari costa fino a cinque volte tanto quella alle università più economiche (senza calcolare l'incidenza delle borse di studio).I conti più salati sono quelli presentati in Lombardia: all'Universitàdi MilanoBicocca gli studenti con famiglie più abbienti arrivano a pagare per iscriversi al 1° anno 2.607 euro all'anno (2.280 solo di contributi), all'Università dell'Insubria il prezzo massimo supera i 2.500 euro mentre alla Statale di Milano il tetto è di 2.317 euro. «Da quest'anno - spiegano all'ateneo della Bicocca - è stato introdotto un nuovo sistema di aliquote, che redistribuisce in maniera più equa l'onere a carico dei singoli studenti, aumentando il prelievo in presenza di alti «Ice», indicatori calcolati sommando al reddito netto Irpef il 20% del patrimonio familiare. Il prelievo medio, comunque, rimane invariato». I più modici. All'altro capo della classifica ci sono gli studenti di Macerata, che pagano al massimo 550 euro e, in caso di andamento brillante, vedono scendere la soglia limite a 369 euro. A mostrarsi più modici sono in genere degli atenei del Sud, che raramente superano i 1.000 euro anche per le fasce di reddito più alte. Molto varie anche le differenze tra l'importo minimo e massimo da pagare nelle università pubbliche: in media la fascia più alta paga il 62% in più di quella più bassa, ma questa divaricazione arriva all'80% negli atenei lombardi, mentre la giovane università della Val d'Aosta e l'ateneo di Camerino prevedono un contributo unico. Le tendenze degli atenei "generalisti" si mantengono inalterate anche nel caso dei politecnici dove Milano, con 2.775 euro per la fascia più alta, rimane la città più cara e Bari, con una forbice che va dai 252 ai 681 euro, conferma le dinamiche più contenute che si registrano al Sud. Questione di chiarezza. «Le differenze riscontrate sul territorio - commenta Guido Fiegna, membro del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu) - non sono sempre giustificate, mentre si spiega meglio il costo minore degli atenei meridionali, perché in queste realtà un aumento dei costi precluderebbe a molti la strada verso la laurea. In Lombardia ci sono molti più ricchi che a Bari». Il primo passo da compiere, secondo il Cnvsu, è un'operazione - chiarezza: «La scelta degli studenti - sottolinea Fiegna - deve basarsi sulla possibilità di fare confronti, ma oggi le informazioni sulle tasse non sono per nulla pubblicizzate. A questo riguardo stiamo studiando una pagina standard, che segue il modello della banca dati dell'offerta formativa, che riporti i costi e i servizi offerti in tutte le università». Le private. Più care, come è ovvio, le università non statali, dove il costo d'iscrizione può superare gli 8mila euro, come accade negli atenei milanesi della Bocconi e del San Raffaele. Molto più diffuso, rispetto a quanto si verifica negli atenei pubblici, il sistema della fascia unica, applicato in quattro Università su nove.