dal Corriere della Sera" di oggi
Ricerca e occupazione: Italia ultima nell'Ue
Nel rapporto presentato dalla presidenza irlandese giudizi negativi per l'Unione, con l'esclusione della Scandinavia
DUBLINO -
Una secca bocciatura dell'Italia, considerata la maglia nera nell'Unione europea in tema di competitività, ricerca e occupazione, è arrivata dal londinese Centre For European Reform (Cer).
La ricerca presentata lunedì dal primo ministro irlandese Bertie Ahern, presidente di turno dell'Ue. traccia un bilancio della strategia di Lisbona a quattro anni dallo storico accordo che si proponeva di fare dell'Ue «la più competitiva e dinamica economia del mondo entro il 2010».
NON BENE L'UNIONE - Nonostante un giudizio «mediocre» nell'insieme, il Cer evidenzia che alcune nazioni Ue hanno superato gli obiettivi che si erano posti a Lisbona. Fra questi la Danimarca, la Svezia e la Finlandia che si pongono come «economie di rango mondiale» in grado di «battere gli Stati Uniti su molti indicatori, come quello dell'innovazione, di nuovo lavoro e di capacità imprenditoriale». A questo gruppo segue un secondo drappello di Paesi fra cui Gran Bretagna, Olanda, Irlanda e Spagna «che si stanno comportando bene su quasi tutti o comunque su molti dei temi di Lisbona». E anche Paesi «ritardatari come Francia e Germania nel 2003 hanno avviato riforme cruciali in tema di pensioni e del mercato del lavoro» si legge un una nota diffusa dalla Commissione.
ITALIA MAGLIA NERA - All'Italia è riservato un poco lusinghiero giudizio: «villain» («discolo»). Un giudizio severo che si spiega, secondo il Cer, con «il basso livello di occupazione e gli scarsi risultati in termini di innovazione e capacità imprenditoriale». Nel rapporto si sottolinea inoltre che «il governo Berlusconi non ha ancora affrontato molte riforme necessarie».
In particolare sull'Italia il rapporto afferma che «sta scivolando indietro».
MARGHERITA: «IL GOVERNO SI MUOVA» - «I dati dimostrano ancora una volta la regressione del ruolo internazionale dell'Italia e l'assoluta mancanza di risposte del governo», ha affermato in una nota Roberto Pinza, presidente della consulta economica della Margherita. «Il governo italiano si era impegnato solo pochi giorni fa sui temi dell'Agenda di Lisbona, ma oggi arriva l'impietoso rapporto che non ci lascia scampo: sui temi strategici noi siamo fanalino di coda. Invece di fare appelli, il governo pensi seriamente a mettere sul tavolo un effettivo e urgente rilancio del Paese».
8 marzo 2004 - Corriere.it




Rispondi Citando