Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    "SI PUO' FARE"
    Data Registrazione
    06 Dec 2003
    Messaggi
    8,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Telekom Serbia: il cerchio si stringe. Il veggente Trantino dai magistrati

    07.03.2004


    Telekom Serbia, Trantino sapeva troppo


    di Enrico Fierro

    I magistrati di Torino che indagano sulla grande calunnia targata Telekom-Serbia non si accontentano più delle risposte di Igor Marini e Antonio Volpe. Ora vogliono spiegazioni da Enzo Trantino, il Presidente della Commissione parlamentare Telekom-Serbia, che nei prossimi giorni sentiranno come testimone.

    A Marcello Maddalena, il procuratore capo, e a Bruno Tinti, il suo aggiunto, non bastano più le balle ben congegnate di un attore fallito e di un massone-faccendiere prosperato nei sottoscala di vari servizi segreti. Meno che mai le imbarazzate deposizioni di Alfredo Vito, il parlamentare berlusconiano che accompagnò Volpe negli uffici di palazzo San Macuto a consegnare il famoso dossier con i pay-orders intestati a Ranoc. e Mortad. No, i due magistrati ora puntano molto in alto: vogliono sapere chi organizzò la Grande calunnia, chi la ispirò e quali ambienti offrirono la copertura politica.

    Per capirne di più andiamo a pagina 81 dell’inchiesta torinese sul trio De Simone, Romanazzi e Volpe, dove si legge che «l’operazione (calunniatoria) Marini era partita ben prima della sua audizione del 7 maggio 2003 da parte della commissione parlamentare Telekom-Serbia: tanto è vero che nell’audizione di Paoletti del 14 gennaio 2003, vengono poste allo stesso domande che chiaramente presupponevano, da parte degli interroganti, la conoscenza della (futura) versione di Marini in proposito». Fermiamoci un attimo: i magistrati sostengono che l’interrogatorio dell’avvocato d’affari Paoletti - socio di Igor Marini - fu una sorta di farsa, utile solo a preparare il terreno alle devastanti dichiarazioni di Marini che tiravano in ballo Dini, Prodi e Fassino come percettori di mazzette miliardarie. Tanto da far dire agli stessi pm che «gli interroganti» conoscevano in anticipo il racconto che Marini avrebbe fatto quattro mesi dopo.

    Preveggenza, o cos’altro? In quella audizione di Paoletti fu il Presidente Trantino a torchiare il teste, con domande precise, nomi, circostanze, fatti. Ma Trantino ha sempre sostenuto che fu una fonte anonima a promettergli informazioni sull’affaire Telekom-Serbia. Circostanza confermata dal dottor Guido Longo (funzionario della Dia e consulente della Commissione) ai pm torinesi nella testimonianza del 9 ottobre 2003: «Verso la fine di novembre 2002, il Presidente della Commissione mi disse di aver ricevuto una telefonata anonima in cui un tale gli aveva suggerito di indagare sul conto di certo avvocato Paoletti di Roma, perché sarebbe stato colui o uno di coloro che avevano riciclato i denari provenienti dall’affare Telekom-Serbia...». Il telefonista anonimo, il 5 dicembre invia un dossier alla Camera dei Deputati («ma mi verrà consegnato solo l’8 gennaio», precisa poi Trantino) accompagnato da un ordine di bonifico bancario proveniente dallo Ior (la banca vaticana) che faceva riferimento a Paoletti, oltre che alla Lannock, la società che molti mesi dopo (il 31 luglio del 2003) sarà al centro del dossier confezionato da Romanazzi e Volpe. Ancora un attimo di pausa per tornare alle parole dei magistrati e alle domande degli «interroganti» a Paoletti che, quattro mesi prima, «chiaramente presupponevano la conoscenza della futura versione di Marini». Ora, se gli interroganti, vale a dire Trantino, non erano dei maghi, come facevano a sapere tutto in anticipo? La spiegazione sta nelle parole dei procuratori Tinti e Maddalena: «Vi era qualcuno (o la fonte del Presidente della Commissione, o la fonte della fonte) che chiaramente sapeva, a quell’epoca, quel che Marini sarebbe venuto a raccontare, mentendo, mesi dopo». Per dipanare la matassa e portar via un po’ di giallo all’intera faccenda, basterebbe che l’onorevole Trantino dicesse nome e cognome dell’anonimo telefonista di novembre 2002 e dell’autore del primo appunto che gli arrivò l’8 gennaio del 2003. Nomi che il parlamentare di An non ha mai voluto fare. Ecco cosa dice l’8 ottobre del 2003 in una seduta pubblica della Commissione Telekom-Serbia. Il suo interesse, racconta Trantino, nasce dalla lettura di un articolo del 2001 che per primo parlava di tangenti pagate per l’affaire telefonia serba.

    Chiede al consulente 007 della Dia, il dottor Longo, di dargli una mano, il superpoliziotto «allarga le braccia e dice che non è materia sua». Allora - ma attenti alla prosa del Presidente - Trantino cerca di «cogliere qualche informazione» (da chi?, forse questo vogliono sapere i pm di Torino), «e mi si riferisce» (chi è la fonte, questa volta?) «che ci può essere persona informata dei fatti che, se si trova nelle condizioni di trovare la pista giusta, può legittimamente avere notizie che poi avrebbe riferito». Ancora una volta, chi è la persona informata, e quali sono le condizioni, qual è la pista giusta? Andiamo avanti. Per dire che «finalmente» l’abile investigatore Trantino si imbatte in un certo Dimitrijevic (uno 007 serbo), e che fa? «Ricontatto chi mi aveva promesso informazioni e sollecito...». Quindi il Presidente Trantino conosceva nome, cognome e telefono dell’anonimo informatore, gli chiedeva aiuto e notizie. Lo contattava e ricontattava per sapere. E l’anonimo informatore collaborava, orientando il lavoro della Commissione. Con quali risultati si è visto. Ma torniamo alla famosa audizione dell’avvocato Paoletti, 14 gennaio 2003. Al teste, Trantino cita ben 22 nomi di personaggi vari, di questi, solo sei vengono forniti dal consulente Longo. Il Presidente chiede anche se Paoletti fosse stato a Zurigo nel settembre-ottobre 2001 in compagnia di tali Tom Tomic e Zoran Persen. L’avvocato risponde di sì. Ma quei nomi e quell’episodio, mai citati in alcun atto, erano di fatto sconosciuti alla Commissione. Ricompaiono mesi dopo, a maggio-giugno 2003, quando Marini parla di un incontro a Zurigo nel settembre 2001 con Persen, Tomic (che chiama Tom), Paoletti e l’avvocato svizzero Boscaro: qui - secondo il conte Igor - iniziò il [/i]lavaggio[/i] della maxi-tangente Telekom-Serbia. Ora - e questa è la domanda che il 20 gennaio scorso i capigruppo dell’opposizione, Giovanni Kessler per i Ds e Michele Lauria per la Margherita, hanno rivolto ai presidenti di Camera e Senato - come faceva Trantino a sapere dell’esistenza di Tomic e Persen già il 14 gennaio 2003? Come faceva a sapere che Tomic si faceva chiamare Tom (come sosterrà poi Marini)? Come poteva il Presidente sapere che Tomic e Persen, nel settembre 2001, erano a Zurigo con Paoletti, come racconterà poi Marini, incardinando la sua calunnia proprio a questo episodio? Si attendono ancora risposte. Ma Trantino, sempre l’8 ottobre del 2003, si difende dicendo che la sua fonte confidenziale si era rivelata utilissima perché lo aveva messo sulla pista dei «sei di Milosevic». Un’allegra compagnia dove c’è di tutto: Maslovaric (ex ambasciatore della Repubblica federale di Jugoslavia presso la Santa Sede) e Dimitrijevic (uomo d’affari e 007 serbo attivo nella mediazione per la vendita di Telekom-Serbia), ma anche i famosi Tomic e Persen (quelli citati da Igor Marini), più due donne. E qui non manca la sorpresa finale, perché le due cittadine croate citate, Ujdenica Jakoby Zaklina e Ujdenica Danica, sono rispettivamente la moglie e la suocera di Antonio Volpe.

    L' Unità
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
    Vox
    Data Registrazione
    08 Mar 2003
    Località
    Terra del sole e del mare
    Messaggi
    7,406
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Telekom Serbia: il cerchio si stringe. Il veggente Trantino dai magistrati

    In Origine Postato da ossoduro
    07.03.2004

    Telekom Serbia, Trantino sapeva troppo


    I magistrati di Torino che indagano sulla grande calunnia targata Telekom-Serbia non si accontentano più delle risposte di Igor Marini e Antonio Volpe. Ora vogliono spiegazioni da Enzo Trantino, il Presidente della Commissione parlamentare Telekom-Serbia, che nei prossimi giorni sentiranno come testimone.

    A Marcello Maddalena, il procuratore capo, e a Bruno Tinti, il suo aggiunto, non bastano più le balle ben congegnate di un attore fallito e di un massone-faccendiere prosperato nei sottoscala di vari servizi segreti. Meno che mai le imbarazzate deposizioni di Alfredo Vito, il parlamentare berlusconiano che accompagnò Volpe negli uffici di palazzo San Macuto a consegnare il famoso dossier con i pay-orders intestati a Ranoc. e Mortad. No, i due magistrati ora puntano molto in alto: vogliono sapere chi organizzò la Grande calunnia, chi la ispirò e quali ambienti offrirono la copertura politica.
    Voilà ... la frittata si gira ... si chiamerà "Telekom-Trantino-Vito"?

    Al cantar l'uccello ...

    B.

  3. #3
    "SI PUO' FARE"
    Data Registrazione
    06 Dec 2003
    Messaggi
    8,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il PM Tinti ha detto che il prezzo pagato per TS risulta essere congruo.

    D'altra parte si prosegue nelle indagini per "individuare la zona grigia".

    Ecco, allora, che comincia l' assalto della destra alla magistratura ................... come mai?

    Chissà cosa hanno da tenere?



    08.03.2004


    Telekom Serbia, la destra attacca i giudici
    di Enrico Fierro

    Gli sviluppi dell’inchiesta sulla Grande Calunnia targata Telekom-Serbia fanno impazzire la destra, che ora chiede l’intervento dei presidenti di Camera e Senato contro la procura di Torino. Mentre nel capoluogo piemontese il pm Bruno Tinti ribadiva che le indagini puntano a scoprire i mandanti di Volpe e Marini, a Roma si scatenava l’inferno.

    Fabrizio Cicchitto, numero tre del partito di Berlusconi, accusava i pm torinesi di voler dirottare l’inchiesta dalla ricerche delle ipotetiche tangenti pagate per l’acquisto del 29% della società telefonica serba, al funzionamento della Commissione parlamentare d’inchiesta. Da Torino, dove lunedì era in corso l’udienza a porte chiuse del Tribunale del riesame sulla richiesta di scarcerazione avanzata da Antonio Volpe, il pm Bruno Tinti parlava anche di quella vicenda escludendo «irregolarità», e giudicando il prezzo pagato «congruo».

    Ma tutto ciò a Cicchitto non basta, per lui le iniziative dei pm torinesi aprono «un problema istituzionale grande come una casa». Quella procura, è l’accusa lanciata in contemporanea da Luigi Bobbio, senatore di An, è scorretta, «le indagini contro Marini e Volpe procedono a colpi di mannaia». Nessuna replica da parte dei magistrati di Torino, che lunedì hanno smentito di aver convocato Enzo Trantino, presidente della commissione di inchiesta, per ascoltarlo come persona informata sui fatti: «Notizie destituite di ogni fondamento». Ma le indagini vanno avanti e puntano direttamente ai mandanti e a quanti hanno lavorato per inquinare i lavori della Commissione. Lo ha detto il pm Tinti nel corso dell’udienza del Riesame motivando il no alla scarcerazione o alla concessione degli arresti domiciliari avanzata da Antonio Volpe. Il magistrato ha nuovamente parlato della «zona grigia» all’interno della quale il faccendiere si muoveva, fatta di affaristi, agenti segreti, massoni e ambienti istituzionali.

    Per rafforzare le sue tesi, il pm ha mostrato alcuni, non tutti, accertamenti fatti negli ultimi giorni: l’interrogatorio di un funzionario di una banca di Montecarlo e la trascrizione di una serie di sms ricevuti da Volpe. I magistrati lo hanno scritto chiaro e tondo nella loro inchiesta: «L’operazione calunniatoria di Marini era partita ben prima della sua audizone del 7 maggio 2003 da parte della Commissione parlamentare». Tracce evidenti ci sono nell’audizione dell’avvocato d’affari romano Fabrizio Paoletti del 14 gennaio 2003, quando, scrivono i magistrati, «vengono poste a Paoletti domande che chiaramente presuppongono, da parte degli interroganti, la conoscenza della futura versione di Marini». Chi interrogò, e molto a lungo, Paoletti fu il presidente Trantino. Che si era imbattutto in quel nome grazie ad una misteriosa telefonata, arrivata in Commissione (testimonianza del funzionario di polizia Guido Longo) verso la fine di novembre 2002.

    Il telefonista consigliava di indagare su un certo Paoletti indicato «come uno dei riciclatori dei denari provenienti dall’affare Telekom-Serbia». Il poliziotto-consulente indaga e scopre che l’avvocato era stato arrestato su dichiarazioni di un certo Igor Marini. Il frutto del suo lavoro viene appuntato su un foglio e consegnato al Presidente Trantino. Il 2 dicembre 2002 viene spedita una lettera anonima che arriva negli uffici del Parlamento il 5 dicembre 2002, la consegna a Trantino è molto ritardata (e anche questo è un mistero non ancora chiarito), e porta la data dell’8 gennaio 2003. Scrive l’anonimo: «I nomi sono grossi, so di rischiare anche se non firmo, ma i risulati premieranno le vostre opere». In allegato un bonifico dello Ior e il riferimento alla società Lannock. Ricordiamo la tesi dei pm sull’operazione calunniatoria di Marini partita ben prima del maggio 2003, per collegarla alle confidenze che lo stesso Marini fa «tra il 29 novembre e il 5 dicembre 2002», ad una certa Vinicia Toson, titolare di una società di intermediazione mobiliare. «Marini - fa mettere a verbale la teste - si abbandona a confidenze circa l’affare Telekom-Serbia». Ma anche Antonio Volpe sapeva tutto, ben prima che Marini apparisse sulla scena.

    Il 7 gennaio, quindi il giorno prima che Trantino leggesse l’anonimo, chiede al collega Romanazzi notizie sulla Lannock. Ma solo il 10 gennaio, «attraverso un comunicato Ansa delle 19,20» - scrivono i magistrati torinesi nella ordinanza di arresto - compare il nome dell’avvocato Paoletti. Quindi qualcuno, «fonti informative», chiosano i pm, deve aver informato Volpe. Per saperne di più, lunedì la procura di Torino ha chiesto alla Commissione l’acquisizione di una serie di documenti: l’appunto del consulente Longo per Trantino, la lettera anonima arrivata in Commissione l’8 gennaio, e il bonifico Ior, più i due pay-orders con l’indicazione dei nomi Ranoc. e Mortad., i due soprannomi con i quali Marini indicò Dini e Prodi, che Volpe consegnò a San Macuto il 31 luglio di quest’anno.

    Il punto centrale è arrivare al personaggio che telefonando a Trantino indirizzò i lavori della Commissione sulla pista-tangenti. Perché, scrivono i pm a pagina 81 della loro inchiesta, «vi era qualcuno (o la fonte del presidente della Commissione, o la fonte della fonte) che chiaramente sapeva, a quell’epoca (novembre 2002, ndr) quel che Marini sarebbe venuto raccontando, mentendo, mesi dopo». Il nome della sua fonte, il Presidente Trantino non lo ha mai voluto rivelare.

    Agli attacchi della destra rispondono Michele Lauria (Margherita) e Massimo Brutti (ds). Cicchitto, dice Brutti, «teme forse che vengano alla luce tutte le responsabilità per la calunnia di Telekom Serbia?». E Lauria: « Aspettiamo di conoscere complici e mandanti di Volpe e Marini».


    L' Unità
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

 

 

Discussioni Simili

  1. Finmeccanica: il cerchio si stringe
    Di Avanguardia nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 16-02-13, 12:04
  2. Il cerchio si stringe ...
    Di ilgiardiniere nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-01-11, 13:58
  3. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 23-02-10, 10:24
  4. Putin Stringe Il Cerchio Su Sakhalin
    Di RUS nel forum Politica Estera
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 30-09-06, 01:52
  5. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 04-01-03, 05:24

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito