DAL NOSTRO INVIATO
KLAGENFURT (Austria) - Jörg Haider torna sulla cresta dell'onda. Contro tutte le previsioni, vince con sicurezza nella sua Carinzia e subito - mosso dal fuoco dell'ambizione che lampeggia nei suoi occhi - rilancia sul prossimo appuntamento elettorale, le elezioni di primavera per il Parlamento europeo. Nei prossimi giorni, dice, cercherà un'intesa con i partiti nazional-populisti dei Paesi Ue per arrivare a un minimo di piattaforma elettorale comune. «Sono partiti e movimenti giovani, non molto organizzati, ma dopo il nostro risultato credo che sia arrivato il momento di collaborare» ha commentato ieri sera, dopo avere visto il suo Partito liberal-nazionale confermarsi numero uno in Carinzia.
Di più, nell'entusiasmo della vittoria, non ha voluto dire. Martin Strunz, segretario locale del partito, ha aggiunto che, «certo, i risultati di oggi sono un segnale per l'intera Europa» e su questi si dovrà costruire. Già, l'Europa. Proprio quell'Europa che nel 2000, quando i liberal-nazionalisti erano entrati nel governo di Vienna, aveva imposto sanzioni contro l'Austria e aveva congelato le relazioni diplomatiche. Quella Bruxelles che è un grande cavallo di battaglia in negativo di Haider, a suo parere un'entità burocratica, lontana dalla gente, socialisteggiante. Bene, sarà proprio questa Unione Europea da combattere il cemento, o almeno quel minimo di collante, che l'estrema destra austriaca metterà in gioco per arrivare all'obiettivo che nello staff di Haider definiscono «una piattaforma per un'Europa dei cittadini».
I collaboratori del leader nazionalista confermato governatore insistono nel dire che sono interessati ad avere rapporti con tutti i partiti di centrodestra italiani. In realtà, la loro idea di presentarsi alle elezioni europee su un programma anti-Bruxelles ha punti di contatto solo con le posizioni della Lega. La quale, per parte sua, con Haider ha sempre avuto contatti ma tutto sommato pochi scambi di affettuosità. Non sarà una strada in discesa, in altre parole, anche perché la vittoria di ieri di Haider non può essere letta come la banderuola segnavento che indica da che parte soffiano gli europei. In Carinzia, a detta di quasi tutti, Haider governa bene, ha la reputazione del politico con le mani pulite e piace soprattutto alle vecchiette: nel resto dell'Austria, però, i suoi consensi stanno crollando, come segnala l'altra elezione provinciale di ieri, quella del Land Salisburgo, dove i liberal-nazionalisti hanno più che dimezzato i consensi.
Ciò nonostante, è chiaro che Haider cercherà di massimizzare la vittoria personale di ieri. A Vienna, dove per il cancelliere Wolfgang Schüssel si preparano giorni non facili nella relazione con i liberal-nazionalisti, suoi partner al governo. E nel Continente: in molte parti d'Europa, negli ultimi anni i partiti populisti, nazionalisti, xenofobi hanno conquistato consensi su piattaforme radicali e contrarie al centralismo di Bruxelles. E' alle destre di Olanda, Danimarca, Norvegia, Francia, Anversa, Amburgo, oltre che italiane, che probabilmente Haider proporrà il suo messaggio. Non certo la creazione di un partito continentale: le differenze su una serie di questioni sono troppo grandi. Ma una piattaforma antieuropea potrebbe essere un terreno di incontro.
Una volta rieletto governatore dal Landtag (il parlamento) della Carinzia (per la terza volta), Haider avrà inoltre una maggiore autorità nel portare avanti una serie di progetti di interesse transnazionale, nei quali già oggi è coinvolto. In particolare, quello di «euroregione» dell'Adriatico del Nord rilanciato nei mesi scorsi dal presidente di centrosinistra della regione Friuli-Venezia Giulia Riccardo Illy. Si tratta dell'idea di costituire un'entità transfrontaliera che, sulla base di regole approvate dalla Ue nel 1980, può muoversi su progetti e interessi comuni, dalle infrastrutture all'ambiente. Illy ha già proposto a Haider di partecipare al progetto e ne ha ricevuto una risposta positiva: d'altra parte, il governatore della Carinzia collabora da sempre con Udine e Trieste, al di là delle differenze ideologiche e politiche delle diverse amministrazioni. Della «euroregione» farebbero parte Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Veneto (il governatore Giancarlo Galan si è già detto d'accordo), alcune aree della Slovenia, l'Istria, Fiume. In più, le regioni Friuli, Carinzia e forse Veneto potrebbero collaborare a Bruxelles nella rappresentanza dei loro interessi, persino con una sede comune.
Chi aveva visto nelle elezioni di ieri l'occasione per dire addio a Haider rimarrà deluso.
Danilo Taino




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