Sgominata banda di trafficanti allo scalo milanese
Clandestini a Malpensa come addetti delle pulizie
Per 5.000 dollari davano agli immigrati falsi documenti e le divise dei dipendenti per uscire dall'aeroporto. Nove arresti
MILANO - Fornivano falsi documenti e divise dei dipendenti addetti ai servizi di pulizia dell'aeroporto di Malpensa: nove persone sono state arrestate dalla polizia al termine di un'operazione contro l'immigrazione clandestina. Agli stranieri, per lo più nordafricani, l'ingresso in Italia costava cinquemila dollari. L’organizzazione, una volta permesso ai clandestini di entrare in Italia, ne favoriva la permanenza fornendo loro falsi documenti. L’operazione è giunta al termine di una indagine che ha permesso di identificare i componenti dell’associazione e delle persone di supporto, dipendenti di ditte che forniscono servizi di pulizia nell’aeroporto di Malpensa. Gli extracomunitari, una volta giunti in aeroporto, venivano agganciati nell’area transiti da alcuni dipendenti, che, approfittando della propria posizione professionale, fornivano loro le divise della ditta per uscire senza controlli. Nelle numerose perquisizioni sono stati rinvenuti documenti falsi, timbri, utilizzati per assicurare la permanenza illegale in Italia ai clandestini, nonché capi d’abbigliamento dello scalo di Malpensa.
L'ORGANIZZAZIONE - I nove, secondo gli investigatori, facevano parte di un' organizzazione con un basista che agiva in Egitto, il quale aveva il compito di offrire a coloro che volevano entrare in Italia e godere della recente sanatoria, un biglietto aereo per la tratta Il Cairo-Malpensa-Marocco, la garanzia di interrompere il viaggio una volta giunti in Italia indossando le divise degli uomini addetti alle pulizia, e di ottenere falsi documenti attestanti buste paga risalenti ad anni prima. È stata proprio la strana tratta Cairo-Malpensa-Marocco a insospettire gli agenti, che hanno avviato le prime indagini. L'operazione iniziata sei mesi fa e soprannominata 'Sfinge Arancione', ha portato all'individuazione di una sessantina di egiziani clandestini che sono stati in parte respinti alla frontiera e in parte espulsi dal territorio italiano. Tutti avevano fatto scalo tecnico all'hub di Malpensa. Una volta entrati nell'area riservata alle persone in transito, venivano avvicinati dagli addetti alle pulizie i quali fornivano loro le divise delle ditte che avevano l'appalto del servizio, li facevano transitare lungo i corridoi riservati (saltando così i controlli di polizia) e davano loro i documenti che attestavano la pregressa permanenza in Italia. Finora sono 18 i cittadini extracomunitari espulsi dall’Italia e 23 quelli respinti alla frontiera nell’ambito dell’operazione 'Sfinge Arancione'.
Tratto da : www.corriere.it




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