Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Voto sull'Iraq. Opposizione divisa? Non mi pare proprio.

    Ieri si è votato per il prolungamento della missione italiana in Iraq. Tutti i media e tanti quaquaraqua non fanno altro che blaterare sulle divisioni dell'opposizione.

    A me non sembra che nessun deputato del triciclo, del correntone, di PRC, PDCI, Verdi, Udeur abbia VOTATO SI. Solo in quel caso, secondo me, si poteva parlare di opposizione divisa.

    Di fatto nessuno all'opposizione ha approvato il decreto.
    Di fatto, se il centrosinistra fosse stato al governo, il finanziamento non sarebbe stato approvato, ed i soldati italiani sarebbero tornati a casa.
    Non capisco perchè tanti bischeri (LaRussa in testa) insista a dire che l'opposizione non ha una linea di politica estera.

    ITALIANI A CASA.

  2. #2
    Ospite

    Predefinito

    L'opposizione si è potuta astenere perchè c'è già una maggioranza sufficente per non far figure di merda in politica estera all'Italia, se governava l'ulivo stai sicuro che la missione del contingente in Iraq non veniva messa in discussione, ci pensava il centrodestra ad aiutare nelle scelte fondamentali, anche perchè ora la situazione sembra si stia normalizzando e la presenza internazionale multinazionale è indispensabile.

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    ci fosse stato l'Ulivo la missione non sarebbe neanche partita..e sarebe stato un bene.
    Non aver paura che ci fosse stato Berlusconi al posto di D'Alema avresti detto che su Belgrado non sarebbero mai cadute le bombe.


    --------------------------------------------------------------------------------
    Missione in Iraq, la lista Prodi perde pezzi
    PIETRO PERONE
    Dopo settimane di dilanianti polemiche per l’Ulivo è finita come al Senato: in ordine sparso sul voto al decreto di rifinanziamento della missione italiana in Iraq, visto nella stessa coalizione si sono registrate tre diverse opzioni fra chi si è astenuto come Mastella; chi ha votato contro come Pdci, Verdi, correntone Ds e Rifondazione, mentre la lista unitaria è rimasta in aula senza esprimersi. Assenti alcuni leader, il non voto viene contestato dal movimento pacifista che giudica la scelta «in contraddizione con la piattaforma della manifestazione del prossimo 20 marzo», scrive il comitato «Fermiamo la guerra» organizzatore del corteo. Luca Casarini dei Cobas «consiglia» quindi ai leader del centro sinistra «di astenersi nell’imporre la propria sgradita presenza in piazza», mentre a Bologna Gino Strada rompe gli argini: «Tutti quelli che si astengono e non votano è gentaglia che deve andare a casa». Il fondatore di Emergency definisce inoltre «delinquenti politici coloro che al governo si assumono la responsabilità della missione», ma in ugual modo «sono delinquenti politici - dice Strada - coloro che in Parlamento non si oppongono».
    Polemiche di fuoco a sinistra, mentre con 281 sì, 64 no, 12 astenuti i militari italiani resteranno comunque in Iraq, «forti» infine di un applauso bipartisan arrivato al termine del dibattito grazie all’invito che il presidente della Camera ha rivolto al ministro della Difesa: «Abbiamo avuto - dice Casini - opinioni diverse, anche molto. Ma ora ritengo giusto rivolgermi a lei, come rappresentante delle forze armate, perché faccia giungere a tutti i militari il nostro applauso più sentito». Unico momento di unità registrato in un’aula dove è andato in scena l’epilogo di una spaccatura annunciata, sottolineata dal fuoco di fila del centro destra che ha gridato durante la votazione «vergogna, vergogna» all’indirizzo dell’opposizione. Incalza il segretario dell’Udc, Marco Follini: «Il triciclo esce dall’aula dopo avere dato uno spettacolo penoso su un tema importantec».
    Copione simile rispetto a quanto avvenuto a palazzo Madama non senza qualche colpo di scena che ha reso ancora più visibile la spaccatura dell’Ulivo, drammatiche le lacerazioni della Quercia: Pietro Folena, esponente del correntone Ds, ha presentato un proprio emendamento che nelle sostanza chiedeva il ritiro immediato delle truppe. Il suo partito aveva invece concordato un ordine del giorno con Margherita e Sdi che rinviava al 30 giugno un eventuale dietro-front ovemai non vi fossero segnali di svolta nel trasferimento del potere agli iracheni. Risultato: entrambi i documenti sono stati respinti, ma il correntone ha votato il proprio raccogliendo quaranta voti provenienti dalle file diessine, compresi quattro deputati vicini al segretario: Albonetti, Preda, Giacco e Zani, protagonista quest’ultimo di un ulteriore ripensamento avendo votato pure l’ordine del giorno della lista Prodi. Non è mancato infine il giallo di sette deputati della Margherita, fra i quali Maccanico e Letta, che hanno detto sì a Folena per poi dichiarare che si è trattato di un errore.
    La missione Antica Babilonia si è dunque trasformata nella Babele del centro sinistra, anche se Massimo D’Alema ostenta serenità: «Il non voto della lista unitaria è il più coerente e ragionevole»». Invece Clemente Mastella va oltre l’astensione annunciata: «Solo la logica della coalizione ci ha trattenuti dall’esprimere un voto decisamente a favore». Quello arrivato da un centro destra compatto che ringrazia l’Ulivo della spaccatura consumata.

  4. #4
    Ospite

    Predefinito

    Gino Strada ha dato del delinquente della politica anche a chi si è astenuto evidentementei i suoi politici di riferimento sono uomini come Bin Laden e Saddam.
    Stendiamo per l'ennesima volta un velo pietoso nei confronti della politica estera della sinistra italiana ancora sotto il ricatto comunista

  5. #5
    email non funzionante
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito

    In origine postato da antonio
    ci fosse stato L'Ulivo non ci sarebbe stata alcuna missione in Iraq, con tutto cio' che ne e' conseguito. questo e' poco ma sicuro.
    sì infatti comq quando avete dato l'autorizzazione ai bombardamenti sulla serbia...

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da Nanths
    sì infatti comq quando avete dato l'autorizzazione ai bombardamenti sulla serbia...
    Continuate tutti a far stupidamente finta di dimenticare che quella del Kossovo era una operazione INTERNAZIONALE richiesta dalla NATO, che ha fornito soldati e mezzi. La missione in Iraq è stata autorizzata per aiutare Bush (e l'abbiamo pagato con 19 poveri soldati morti) e sorvegliare la zona di Nassirya dove l'ENI avrà i suoi interessi.

    Sotto il governo dell'Ulivo questa missione sarebbe partita solo dopo la richiesta dell'ONU, ed INSIEME alle altre forze internazionali.

    Vergognatevi bugiardi

  7. #7
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    Predefinito Inglesi komunisti....


    Iraq. «Un anno dopo si contano i giorni, in cerca di una via d’uscita. C’è ormai il formarsi di una strategia di sganciamento. I soldati non ne possono più e non vedono l’ora di tornare a casa».


    Time, 11 marzo 2004

  8. #8
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    In origine postato da Manuel
    Gino Strada ha dato del delinquente della politica anche a chi si è astenuto evidentementei i suoi politici di riferimento sono uomini come Bin Laden e Saddam...
    Manuel, penso che questa sia un stupidaggine. Gino Strada è da anni in mezzo agli orrori delle guerre e degli attentati. Io credo che sia un pacifista senza se e senza ma, senza bisogno di politici di riferimento, italiani o stranieri.

 

 

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