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    Predefinito Attentati: è massacro a Madrid

    MADRID - Oltre 125 persone sono morte e molte altre sono state ferite in una serie di attentati esplosivi contro le stazioni di treni pendolari di Atocha, El Pozo e Sant'Eugenia, nel centro di Madrid, attribuiti dalle autorita' all'Eta.
    Le esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8.00 (ora locale italiana). Secondo le prime ricostruzioni l'attentato piu' violento ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha. La stazione e' stata totalmente isolata dalle forze dell'ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale di campagna nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti.
    Non meno violente sembrano le esplosioni che hanno scosso la stazione di El Pozo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid e nella stazione di Sant'Eugenia.
    Nella capitale spagnola si respira un ambiente di caos e panico. Le autorita' hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia, nonche' nella prima linea della metropolitana madrilena.
    Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervista in diretta dalla televisione ha definito gli attentati ''un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia'', rifiutandosi per il momento di dare un bilancio ufficiale di vittime, limitandosi a parlare di ''decine di morti''.
    Le televisioni trasmettono in diretta le prime immagini di viaggiatori feriti e scossi dei treni pendolari, mentre sulle radio si moltiplicano le testimonianze di passeggeri si trovavano nei luoghi degli attentati, avvenuti a tre giorni dall'elezioni politiche nazionali in Spagna.

    11/03/2004 109
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Sospesa la campagna elettorale per le elezioni di domenica
    Madrid, attentati sui treni: almeno 62 morti
    Le bombe sono scoppiate in tre diverse stazioni ferroviarie: centinaia i feriti. Il governo spagnolo ha accusato i separatisti baschi dell'Eta

    La stazione di Atocha a Madrid







    Madrid, 11 mar. - (Adnkronos) - Gli attentati terroristici di oggi avvenuti questa mattina a Madrid nel pieno dell'ora di punta hanno provocato almeno 62 morti, secondo cifre diffuse dal ministero degli Interni.
    Tre sono le esplosioni che si sono prodotte a bordo di altrettanti treni di pendolari in arrivo nelle stazioni ferroviarie madrilene di Atocha, El Pozo e Santa Eugenia fra le 07.35 e le 07.55. I convogli provenivano da Guadalajara, Alcala ed Henares.
    Il bilancio provvisorio del ministero parla di 29 morti alla stazione di Atocha, la piu' importante di Madrid, 18 a El Pozo e 15 a Santa Eugenia. I feriti, secondo i soccorritori, sarebbero tra i 200 e i 350.
    A Madrid sono stati allestiti due ospedali da campo. Uno si trova in una scuola presso la stazione del Pozo del Tio Raimundo e l'altro in un'installazione sportiva vicino alla stazione di Atocha. Per distinguere i feriti piu' gravi e' stato adottato un sistema di classificazione riservato per le catastrofi. Ai morti, si legge sul sito di El Mundo, viene attaccata un'etichetta nera. I feriti piu' gravi sono segnati con il colore rosso, il giallo e' destinato ai feriti che non sono in pericolo di vita e il verde ai feriti lievi. Tutti gli ospedali di Madrid sono attivati per la cura delle centinaia di feriti e le autorita' hanno lanciato urgenti appelli per donazioni di sangue. Per il trasporto dei feriti e' stato necessario ricorrere anche ad auto private, taxi e autobus, perche' le ambulanze non erano sufficienti.
    La polizia ha raccomandato di evitare gli spostamenti mentre sono stati bloccati i treni dei pendolari e chiuse diverse linee della metropolitana. Secondo fonti delle ferrovie, citate sul sito di El Mundo, la decisione di bloccare i treni dei pendolari per Madrid ha colpito un milione di persone.
    Il governo spagnolo ha accusato i separatisti baschi dell'Eta. Il portavoce del governo Eduardo Zaplana ha condannato ''l'assassinio collettivo contro la democrazia spagnola, l'assassinio collettivo compiuto dalla banda di criminali e assassini dell'Eta''. Anche il leader dell'opposizione, Jose Luis Rodriguez Zapatero, ha accusato i terroristi baschi. Tutti i partiti hanno sospeso la campagna elettorale per le elezioni di domenica.
    Il governo spagnolo ha invitato tutti i cittadini a partecipare ad una grande manifestazione contro il terrorismo che si terra' domani sera alle 19 a Madrid. ''Con le vittime, con la costituzione, per la sconfitta del terrorismo'' sara' il tema della manifestazione, ha reso noto il segretariato di Stato per la comunicazione.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Domenica in Spagna le elezioni. Sospesa la campagna elettorale
    Madrid colpita da quattro esplosioni, strage
    Almeno 62 morti e 250 feriti in tre diverse stazioni. La capitale nel caos. Governo: «Attentato dell'Eta alla democrazia»
    MADRID - Una stazione di Madrid e due negli immediati dintorni sono state investite giovedì tra le 7,35 e le 7,45 da forti esplosioni che hanno causato una strage. Un primo bilancio ufficiale del ministero dell'Interno parla di 62 morti e 250 feriti.
    «Si tratta di un chiaro attentato contro la democrazia da attribuire alla banda criminale di assassini dell'Eta basca», ha detto il portavoce del governo spagnolo Eduardo Zaplana. Domenica in Spagna sono previste le elezioni generali, ma subito dopo gli attentati i partiti hanno deciso di sospendere la campagna elettorale.
    Il presidente della regione autonoma basca, Juan Jose Ibarretxe, ha condannato gli attentati sottolineando che l’Eta non rappresenta il popolo basco e invitato tutti i baschi a manifestare questa sera alle 20 davanti alle sedi di municipi e delegazioni regionali e per mandare un chiaro segnale di rifiuto al terrorismo.
    La provincia di Madrid ha invitato i cittadini a riunirsi per cinque minuti alle 13 davanti ai 179 municipi della provincia. Il governo ha invitato tutti gli spagnoli a manifestare nelle strade a partire dalle 19.




    La strage a Madrid clicca su una foto

    http://www.corriere.it/av/galleria.h...marzo/madrid&1



    ATOCHA - Sono avvenuti due scoppi alla stazione Atocha di Madrid. Le esplosioni hanno devastato due treni di pendolari e un treno ad alta velocità in partenza. I morti sono 29 e i feriti 250.
    Gli attentati hanno provocato caos e panico nella capitale spagnola, dove il traffico è paralizzato e le autorità hanno chiesto ai cittadini di evitare ogni spostamento che non sia assolutamente necessario. I treni pendolari e alcune linee della metropolitana hanno sospeso il servizio e i dintorni delle tre stazioni sono stati isolati dalla polizia e dai servizi di emergenza, che hanno istallato tende per fornire i primi soccorsi ai numerosi feriti. Intorno alla strada Atocha decine di automobilisti e tassisti si sono offerti volontari per aiutare le squadre di soccorso nel trasporto delle vittime.
    In risposta a un appello urgente del governo, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il sangue. Le reti di telefonia cellulare sono collassate.
    Nel centro di Madrid regna un clima surreale: alle strade totalmente vuote di traffico si alternano altre completamente bloccate da automobili e autobus.

    PERIFERIA - Altre due esplosioni sono avvenute in due località vicino a Madrid: Pozo del Tío Raimundo e Santa Eugenia. A Pozo del Tio Raimundo, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, i morti sono almeno 18. Secondo testimoni, le esplosioni hanno colpito convogli di pendolari che provenivano da Guadalajara e Alcalà de Henares. Gli artificieri stanno passando al setaccio l'area per verificare l'eventuale presenza di altri ordigni.
    A Santa Eugenia le vittime sono 15.

    ATTENTATI - La polizia era già in stato di massima allerta per possibili attentati dell'Eta basca in vista delle elezioni di domenica.
    Prima degli attentati odierni non è stata effettuata alcuna telefonata preventiva per avvisare dell’imminente attentato, come spesso nel passato è avvenuto. Lo rende noto il quotidiano «El pais» che cita fonti della polizia.
    Il 29 febbraio le forze di sicurezza avevano intercettato un furgone con oltre 500 kg di esplosivo.
    Il 24 dicembre scorso era stato sventato all'ultimo momento un attentato alla stazione madrilena di Chamartin con modalità del tutto simili a quello avvenuto oggi. In entrambi i casi le accuse si erano concentrato sui terroristi separatisti baschi dell'Eta.
    Alcune settimane fa l'Eta aveva diffuso immagini che annunciavano una tregua degli attentati in Catalogna, raggiunta grazie agli incontri con il discusso leader della sinistra nazionalista catalana Carod-Rovira.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Bilancio provvisorio degli Interni. Le esplosioni, in tre stazioni ferroviarie al centro della capitale, hanno colpito i pendolari
    Madrid, bombe sui treni
    "Oltre sessanta morti"
    La tv di Stato conta oltre 80 vittime. Il governo: "Eta assassina"
    Gli attentati alla vigilia delle politiche di domenica


    Il treno esploso alla stazione
    Santa Eugenia a Madrid

    MADRID - Oltre sessanta morti e un numero imprecisato di feriti. E' il bilancio ancora tutto del tutto provvisorio, fornito dal ministero dell'Interno, di tre potenti esplosioni che hanno investito stamane quasi contemporaneamente tre stazioni ferroviarie a Madrid, colpendo tre convogli affollati di pendolari, due regionali e un treno superveloce. Una quarta esplosione si è avvertita dopo diverse ore.

    La conta delle vittime è ancora incerta e numeri e fonti si accavallano: la sensazione è che il bilancio finale sarà pesantissimo. Se gli Interni parlano di oltre sessanta vittime, la tv di Stato ne conta oltre 80. Per i vigili del fuoco sono almeno 30 le vittime nella sola stazione di El Pozo del Tio Raimundo, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, dove transitano i treni dei pendolari. Le altre stazioni colpite sono Atocha e Santa Eugenia, anche queste frequentate, specie al mattino, da treni di gente che va a lavorare nella capitale spagnola. Secondo fonti ufficiali alla televisione privata Telecinco, i morti sarebbero almeno 45, per la stampa locale più di 60. Un tragico balletto di cifre in questi primi concitati momenti.

    Secondo testimoni e autorità i 'modi' degli attentati sarebbero attribuibili al gruppo terrorista separatista basco. Ma al momento non è arrivata alcuna rivendicazione.

    Le esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8 (ora italiana) in tre snodi centrali del traffico ferroviario della capitale spagnola. Secondo le prime ricostruzioni l'attentato più violento (29 morti) ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha, uno degli snodi ferroviari più importanti del Paese. La stazione è stata totalmente isolata dalle forze dell'ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale da campo nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti. Nella stessa stazione di Atocha, diverse ore più tardi, una seconda esplosione.
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    Non meno violenta sembra l'esplosione che ha scosso la stazione di El Pozo del Tio Raimundo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid, nella parte sudorientale della città, dove ci sarebbero stati 18 morti. Altre 15 vittime nella terza stazione ferroviaria, quella di Santa Eugenia, alla periferia della città.

    Nella capitale spagnola è caos e panico. I soccorritori utilizzano i taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate intorno a un ospedale da campo improvvisato in via del Commercio, a poca distanza da Atocha. Le autorità hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia e nella prima linea della metropolitana madrilena.

    In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi. Il governo catalano ha fatto sapere di aver inviato 500 sacche di sangue.

    Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione ha definito gli attentati "un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia", e ha puntato il dito contro i separatisti baschi del'Eta che ha definito un "banda criminale di assassini".

    A differenza dello 'stile' adottato dall'Eta, questa volta non c'è stato nessun avvertimento da parte del gruppo terrorista su un imminente attacco. Lo ha sottolineato il ministro degli Interni Angel Acebes, che ha parlato di decine di morti e feriti senza indicare un numero preciso. Alla stazione di Atoche, ha aggiunto, oltre a bombe su un treno c'erano forse anche cariche esplosive sui marciapiedi lungo i binari.

    I soccorsi alla stazione
    di Atocha a Madrid


    L'attentato arriva quando mancano quattro giorni alle elezioni politiche nazionali in Spagna. Il Partito popolare spagnolo del premier Josè Maria Aznar, come tutti gli altri, hanno sospeso le loro campagne elettorali. Il premier Aznar ha convocato una riunione urgente del gabinetto di crisi del suo governo al Palazzo della Moncloa, dopo la quale parlerà ai suoi concittadini in un messaggio radiotelevisivo.

    Alla fine di febbraio la polizia credeva di aver sventato un attentato che l'Eta voleva compiere nella capitale in vista delle elezioni: due membri del gruppo indipendentista erano stati arrestati mentre, a bordo di un furgone con mezza tonnellata di esplosivo, si dirigevano verso Madrid. Il capo del governo regionale basco, Juan Jose Ibarretxe, ha convocato una conferenza stampa, mentre il premier spagnolo ha cancellato una conferenza che avrebbe dovuto tenere al Club dell'Industria, della tecnologia e delle miniere e si tiene in contatto con il ministro dell'Interno, Angel Acebes, per essere aggiornato sulla situazione.


    (11 marzo 2004)
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    Der Wehrwolf

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    La libertà è VITA, non morte, specialmente di civili innocenti. Non si macchia una bandiera che si ama di sangue se non nella tragica possibilità della guerra. Sono le bandiere degli stati nazionali ad essere sporche di vergogna e quelle dei popoli autentici non devono imitarle. Anche se come al solito bisogna sospendere il giudizio su mandanti morali e reali, auspico che le battaglie politiche siano sempre condotte secondo i principi, più trascinanti e inattaccabili, della non violenza, della pressione democratica e della disobbedienza civile.

  6. #6
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    Eta assassina..e non c'era bisogno di questa strage per saperlo!!

  7. #7
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    Como Muggiò
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    attenzione però..l'Eta non ha rivendicato nulla, stavolta...e se fossero gli islamici? e se fossero i servizi deviati? sembrerebbe tanto strano?

  8. #8
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    MADRID - Le stragi odierne a Madrid costituiscono per numero di vittime il piu' grave attacco terroristico mai avvenuto in Europa occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Con 173 morti e 592 feriti, il bilancio provvisorio dell'odierna carneficina nella capitale spagnola, forse messa a segno dall'Eta (ma proprio ora stanno emergendo i primi dubbi sulla paternita' dell'attentato), si pone al primo posto nel triste elenco delle stragi avvenute in passato nella stessa Spagna e in altri paesi europei. Pat Cox, presidente del Parlamento europeo, ha da parte sua detto che quella dell'11 marzo dovra' essere ricordata come la data del piu' grave attentato terroristico mai avvenuto in un paese dell'Unione europea.
    LA CRONACA DELLA GIORNATA
    Il terrorismo ha inondato di sangue la vigilia elettorale in Spagna, facendo saltare in aria tre treni a Madrid nel momento di massima affluenza di pendolari.
    Gli attentati non sono stati rivendicati ma il governo ha accusato i separatisti baschi dell'Eta. Due uomini sono ricercati.
    Ma Arnaldo Otegi, un dirigente di Batasuna, considerata il braccio politico dell'Eta, ha detto di rifiutarsi di pensare che gli attentati siano opera dell'organizzazione separatista, attribuendone la responsabilita' alla 'resistenza araba'.
    Le esplosioni si sono succedute a pochi minuti di distanza, intorno alle 7.30, e hanno devastato tre treni regionali carichi di pendolari diretti al lavoro: nella grande stazione di Atocha e nelle stazioni di Santa Eugenia e di El Pozo, tutte nel centro della citta'.
    A Atocha, secondo il ministro dell'Interno Angel Acebes, gli ordigni esplosi nel treno sono almeno due, e non e' escluso che altre bombe fossero state collocate sui marciapiedi a fianco delle rotaie.
    Acebes ha detto che chiunque siano i responsabili degli attentati, 'la pagheranno cara'.
    Dopo pochi minuti, gli organi di informazione hanno iniziato a comunicare cifre di morti e feriti sempre piu' tragici.
    Le scene nei luoghi delle stragi sono terrificanti: cadaveri, sangue, gemiti e invocazioni di aiuto, oggetti sparpagliati sulle pensiline e sui binari, feriti che cercano di allontanarsi barcollando, sotto choc. Le forze di sicurezza hanno isolato le aree colpite, mentre accorrono squadre di soccorso e ambulanze.
    Nonostante la confusione e il clima di paura calato nella capitale, centinaia di madrileni hanno risposto a un appello urgente delle autorita' e si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unita' mobili per donare il sangue. Nella grande aula di una scuola vicina alla stazione di Atocha e' stato allestito un centro dove vengono prestate le prime cure ai feriti.
    Il governo del premier Jose' Maria Aznar ha riunito il gabinetto di crisi, ha decretato tre giorni di lutto nazionale e ha chiamato tutti gli spagnoli a riunirsi domani alle 19.00 per manifestare con lo slogan 'Con le vittime, con la Costituzione, per la sconfitta del terrorismo'.
    Gli attentati non sono stati rivendicati, ma il portavoce del governo Eduardo Zaplano ha subito chiamato in causa i separatisti baschi dell'Eta, accusandoli aver compiuto 'un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia'.
    Il capo del governo regionale basco, il nazionalista moderato Juan Jose' Ibarretxe, ha avuto parole di fuoco per l'organizzazione del separatismo armato: 'Sono degli assassini, delle canaglie. Non sono dei baschi. Che orrore', ha detto Ibarretxe aggiungendo che l'Eta vuole 'far saltare in aria la democrazia'.
    Tutti i principali partiti hanno sospeso la campagna elettorale per le elezioni politiche di domenica. Mariano Rajoy, candidato del Partito popolare a succedere a Aznar, ha detto che se eletto dara' la caccia ai terroristi finche' non li catturera'.
    La polizia spagnola sta ricercando due individui che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari in una stazione a nordovest di Madrid tra le 7.00 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive.
    Il 29 febbraio la polizia spagnola aveva arrestato nella provincia di Cuenca due membri dell'Eta in possesso di 500 ghili di esplosivo, che dovevano servire - avevano detto gli inquirenti - ''per un attentato imminente'' nella capitale.

    11/03/2004 12:40
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    Bilancio degli Interni. Dieci eplosioni in tre stazioni
    al centro della capitale hanno colpito convogli di pendolari
    Madrid, bombe sui treni
    "Le vittime sono 173"
    Il governo: "Eta assassina". Ma un leader di Batasuna nega
    Gli attentati alla vigilia delle politiche di domenica


    Il treno esploso alla stazione Santa Eugenia a Madrid

    MADRID - Dieci esplosioni, in rapida successione, su tre treni affollati di pendolari all'ora di punta: 173 morti, 592 feriti. Un bilancio da strage, ma ancora provvisorio (sebbene da fonti degli Interni) per Madrid, colpita alla vigilia delle elezioni politiche di domenica da violentissimi attacchi. Dalle 7.30, una dopo l'altra, dieci bombe (ma, a quanto pare, ne erano state piazzate tredici) sono esplose in tre stazioni ferroviarie, tra cui due ad Atocha, snodo fondamentale per il traffico cittadino, colpendo convogli carichi di pendolari, due treni regionali e un superveloce.

    La conta delle vittime è ancora incerta e numeri e fonti si accavallano: la sensazione è che il bilancio finale sarà pesantissimo. L'ultimo, del ministero degli Interni, parla di 173 morti. Il precedente, dei soccorritori, di 131, che subito il municipio madrileno aveva 'corretto' con una stima ancora più pessimistica: "Il bilancio finale sarà significativamente molto più alto". Una previsione purtroppo attendibile, visto che le varie fonti continuano ad aggiornare al rialzo i propri bilanci.
    Le stazioni prese di mira all'ora di punta, quando il traffico dei pendolari sui treni è più intenso: le quattro esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8 (ora italiana) nei tre snodi centrali del traffico ferroviario della capitale spagnola.

    Secondo le prime ricostruzioni l'attentato più violento, con diverse esplosioni, ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha, uno degli snodi ferroviari più importanti del Paese. La stazione è stata totalmente isolata dalle forze dell'ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale da campo nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti.
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    Non meno violenta sembra l'esplosione che ha scosso la stazione di El Pozo del Tio Raimundo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid, nella parte sudorientale della città, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, così come nella terza stazione ferroviaria colpita, quella di Santa Eugenia, alla periferia della città.

    Secondo testimoni e autorità i 'modi' degli attentati sarebbero attribuibili al gruppo terrorista separatista basco Eta. Ma al momento non è arrivata alcuna rivendicazione. Anzi, il braccio politico dell'organizzazione terroristica basca, Harry Batasuna, ha prima negato la responsabilità dell'Eta e, poi, ha condannato l'attentato.

    La polizia spagnola sta ricercando due persone che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcalà de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive sui treni. Secondo fonti della sicurezza, i due sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.

    Nella capitale spagnola intanto è caos e panico. I soccorritori utilizzano i taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate intorno a un ospedale da campo improvvisato in via del Commercio, a poca distanza da Atocha. Le autorità hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia e nella prima linea della metropolitana madrilena.

    I soccorsi alla stazione di Atocha a Madrid


    In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi. Il governo catalano ha fatto sapere di aver inviato 500 sacche di sangue.

    Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione ha definito gli attentati "un'omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia", e ha puntato il dito contro i separatisti baschi del'Eta che ha definito un "banda criminale di assassini".

    Ma un dirigente di Batasuna, il partito radicale basco dichiarato fuori legge perché ritenuto vicino a l'Eta, nega responsabilità e punta il dito contro la "resistenza araba". "Mi rifiuto di credere anche in via ipotetica" alla responsabilità dell'Eta, ha detto Otegi in un'intervista radiofonica definendo la strage di oggi come il frutto di "un'operazione condotta da settori della resistenza araba".

    A differenza dello 'stile' adottato dal gruppo terrorista, questa volta non c'è stato nessun avvertimento da parte del gruppo terrorista su un imminente attacco. Lo ha sottolineato il ministro degli Interni Angel Acebes, che ha parlato di decine di morti e feriti senza indicare un numero preciso. Alla stazione di Atoche, ha aggiunto, oltre a bombe su un treno c'erano forse anche cariche esplosive sui marciapiedi lungo i binari.

    L'attentato arriva quando mancano quattro giorni alle elezioni politiche nazionali in Spagna. Il Partito popolare spagnolo del premier Josè Maria Aznar, come la maggior parte delle altre formazioni politiche, ha sospeso la campagna elettorale. Il premier Aznar ha convocato una riunione urgente del gabinetto di crisi del suo governo al Palazzo della Moncloa, dopo la quale parlerà ai suoi concittadini in un messaggio radiotelevisivo.

    Bandiere spagnola ed europea a mezz'asta, un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato: così il Parlamento europeo si è unito al lutto per le stragi di Madrid. E' stato il presidente dell'europarlamento Pat Cox, in apertura della seduta, a ricordare gli attentati nella capitale spagnola. "Decine di persone sono state assassinate" e innumerevoli sono i feriti causati dall'esplosione di quattro ordigni piazzati su tre convogli, ha detto, sicuramente il più grave attentato terroristico della storia spagnola e europea. Quanto accaduto oggi - ha concluso - è una dichiarazione di guerra alla democrazia".


    (11 marzo 2004)
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