CRONACHE
La sentenza dell'appello, in primo grado avevano avuto l'ergastolo
Piazza Fontana: Zorzi, Maggi e Rognoni assolti
Per non aver commesso il fatto. Pena ridotta da tre anni a uno per Tringali per favoreggiamento. Parte civile: «Sorprendente»

Carlo Maggi (G. Neri)
MILANO - I tre imputati principali della strage di piazza Fontana (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni) sono stati assolti per non aver commesso il fatto. In primo grado erano stati condannati all'ergastolo. Ridotta la pena da tre anni di reclusione a uno per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento, con sospensione condizionale della pena. Revocata inoltre l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Zorzi in relazione al reato di strage. Viene revocato anche l’obbligo di dimora a Maggi. Tra 30 giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza.
Il sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale ha preannunciato il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Zorzi, Maggi e Rognoni.
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PARTE CIVILE: SENTENZA SORPRENDENTE - «Non pensavo che la Corte, che pure ha seguito accuratamente il processo verificando quanto fossero falsi i testimoni della difesa, potesse arrivare a un verdetto di non colpevolezza». Lo dice l’avvocato di parte civile Federico Sinicato commentando la sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Milano. «Leggeremo le motivazioni per vedere quali percorsi logici hanno portato a questa sentenza, ma si tratta di percorsi che io ritengo comunque incompatibili con le risultanze processuali».
«La corte ha giudicato sui fatti e non sulle ideologie già condannate del resto dalla storia», ha commentato di Benedetto Tusa, difensore di Rognoni. «Esiste ancora uno Stato di diritto e questa sentenza è la prova che si può giudicare le persone in base ai fatti e non in base alle loro posizioni politiche».

«NON HO PIÙ FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA» - «Non ho più fiducia nella giustizia e soprattutto non ho parole». Carlo Arnoldi, figlio di una delle vittime di piazza Fontana: «Quanti processi abbiamo visto finire in questo modo? Come si fa ancora a credere in qualche cosa? Come faccio adesso a telefonare a mia madre che attendeva una buona notizia? Dopo 35 anni evidentemente non si può avere giustizia. Ma io non penso a ragioni tecniche, protendo più per ragioni politiche».

MAGGI: «SEMPRE STATO INNOCENTE» - «Ho paura ad alzarmi per l'emozione». Carlo Maria Maggi, che è sotto processo anche per la strage di piazza della Loggia a Brescia, dalla sua casa a Venezia quasi non ci crede. «La condanna di primo grado è stata vergognosa. Io sono sempre stato assolutamente innocente. piazza Fontana non sapevo nemmeno dov'era: a Milano ci sono venuto solo per il processo».

ANARCHICI: INACCETTABILE - «È una sentenza inaccettabile, assurda perché vuole cancellare anche la memoria storica radicata nelle coscienze democratiche», ha riferito Mauro Decortes, portavoce del circolo anarchico di Milano Ponte della Ghisolfa. «Una storia così evidente che viene chiusa con questa ingiustizia rientra in quella che è sempre stata la strategia della tensione. Per noi resta che Valpreda era innocente e che la strage è di Stato».

«QUADRO SOLIDISSIMO» - Nelle motivazioni della sentenza di primo grado i giudici avevano scritto che «il quadro delle prove è solidissimo», dando prova di credere alle accuse dei principali pentiti: Digilio e Siciliano. Secondo la prima sentenza, la strage (17 morti e 88 feriti) del 12 dicembre 1969 alla Banca dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano sarebbe stata ideata da Delfo Zorzi (da anni emigrato in Giappone dove ha preso anche la nazionalità) anche se non c'era la prova che avesse depositato materialmente la bomba nella banca.