Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Franciscu Pala
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    Talking Spagna. Il Ministro degli Esteri agli ambasciatori: "dite che è stata l'ETA".

    Madrid: Palacio ad ambasciatori, dite che e' stata l'Eta

    12/03/2004 - 21:23

    Dal ministro un preciso messaggio alla diplomazia spagnola
    (ANSA) - MADRID, 12 MAR - Dite che e' stata l'Eta: questo il messaggio del ministro degli esteri Ana Palacio a tutto il personale diplomatico nel mondo. Lo ha rivelato l'agenzia Europa Press, che dice di avere avuto accesso al documento. "Tenendo in conto gli sforzi fatti da alcune forze politiche per cercare di seminare la confusione in quanto alla responsabilita' sugli attentati", scrive Palacio, e' necessario che gli ambasciatori ricordino le dichiarazioni del ministro Angel Acebes, che accusano l'Eta.

    - - - - - - - - -





  2. #2
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    e adesso? come la mettiamo?

  3. #3
    Franciscu Pala
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    ...ma che problema c'è... tranquiiiilli, tutto normale!

  4. #4
    Franciscu Pala
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    Ricevo e posto:

    Le menzogne del Governo Aznar

    Gli uomini di Aznar fanno proprio il concetto già espresso da Condoleeza Rice dopo l'11 settembre 2001: bisogna "capitalizzare le opportunità" offerte dall'attentato (riferito da Nicholas Lemann sul New Yorker, aprile 2002)

    "La crudeltà colpisce. la crudeltà è la forza bruta. L'uomo della strada è colpito solo dalla forza brutale e dalla mancanza di ogni pietà. Il terrore è il più efficace strumento politico" (Adolf Hitler, in "Hermann Rauschning, Gespräche mit Hitler, Zurigo 1940, p. 81")

    da www.reporterassociati.org


    Madrid, l'ordine è: "E' stata l'ETA"
    13 Mar 2004
    Spagna, Palacio agli ambasciatori: dite che è stata l'Eta

    13 Marzo 2004 -- Il ministro degli Esteri spagnolo, Ana Palacio, ha inviato ieri un preciso messaggio a tutta la rete di ambasciate spagnole nel mondo, ordinando al personale diplomatico che confermi che i responsabili delle stragi terroristiche di Madrid sono i separatisti baschi dell'Eta.

    E' quanto rivela l'agenzia stampa Europa Press, che afferma di avere avuto accesso al documento. "Tenendo in conto gli sforzo fatti da alcune forze politiche per cercare di seminare la confusione in quanto alla responsabilità sugli attentati di Madrid", scrive nella nota Palacio, "è necessario che gli ambasciatori ricordino le dichiarazioni del ministro degli Interni, Angel Acebes, che accusano direttamente l'Eta". "

    "Gli ambasciatori" prosegue la nota "devono approfittare delle occasioni che si possano presentare per confermare la responsabilità dell'Eta, aiutando così a dissipare ogni tipo di dubbio che certi settori politici possono cercare di diffondere".

    Conferma anche su L'Unità

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=33700

    12.03.2004
    L'Eta: non siamo stati noi. Il governo agli ambasciatori: dite che sono stati i baschi
    di Gianni Marsilli

    Si è appreso tra l'altro che l'altra sera il ministro degli Esteri Ana Palacio ha inviato un messaggio a tutte le ambasciate spagnole nel mondo, dando precise disposizioni al personale diplomatico affinché confermassero che responsabile delle stragi di Madrid era l'Eta. Lo ha rivelato l'agenzia Europa Press, citando frasi della circolare ministeriale. «Tenendo presenti gli sforzi di alcune forze politiche per cercare di seminare la confusione sulla reponsabilità degli attentati di Madrid», è necessario che gli ambasciatori ricordino le dichiarazioni del ministro degli Interni Angel Acebes secondo cui gli autori appartengono all'Eta. Gli ambasciatori, proseguiva la nota «devono aprofittare delle occasioni che si possono presentare per confermare la responsabilità dell'Eta, aiutando così a dissipare ogni tipo di dubbio che certi settori politici possono cercare di diffondere».

    L'Eta ha parlato. Una telefonata ieri pomeriggio al giornale «Gara», destinatario abituale dei messaggi del gruppo terroristico basco: «Non abbiamo alcuna responsabilità negli attentati di ieri». Una telefonata di questo tipo non è oro colato, ma da decenni si tende a dargli credito. Ha parlato anche il primo esame di una bomba trovata inesplosa giovedì tra i sedili di uno dei treni saltati in aria. Ha detto il ministro degli Interni Angel Acebes che quella perizia «ha aperto nuove piste». Quella bomba stava in uno zainetto, ed era collegata ad un telefono cellulare. Fonti ufficiose del ministero degli Interni hanno fatto sapere che quel tipo di esplosivo «non è abituale» per l'Eta. Assomiglia piuttosto a quello usato «da gruppi islamisti». Ieri sera la pista di Al Qaeda prendeva paurosamente quota. (...)
    Si è appreso tra l'altro che l'altra sera il ministro degli Esteri Ana Palacio ha inviato un messaggio a tutte le ambasciate spagnole nel mondo, dando precise disposizioni al personale diplomatico affinché confermassero che responsabile delle stragi di Madrid era l'Eta. Lo ha rivelato l'agenzia Europa Press, citando frasi della circolare ministeriale. «Tenendo presenti gli sforzi di alcune forze politiche per cercare di seminare la confusione sulla reponsabilità degli attentati di Madrid», è necessario che gli ambasciatori ricordino le dichiarazioni del ministro degli Interni Angel Acebes secondo cui gli autori appartengono all'Eta. Gli ambasciatori, proseguiva la nota «devono aprofittare delle occasioni che si possono presentare per confermare la responsabilità dell'Eta, aiutando così a dissipare ogni tipo di dubbio che certi settori politici possono cercare di diffondere».

    Rodriguez Zapatero, il candidato socialista alla presidenza del governo e sfidante del delfino di Aznar Mariano Rajoy, ieri non appariva così convinto della pista basca. Ma Zapatero non poteva dirlo «apertis verbis». Il capo dell'opposizione ieri era obbligato ad invocare «unità e fermezza» del paese e delle forze politiche: come nutrire una qualsiasi riserva in vista della grande manifestazione convocata da Aznar per le sette di ieri sera? È stato così che Zapatero ieri alle 13 ha voluto un breve incontro con i giornalisti, nel corso del quale è apparso doverosamente sobrio nei propositi. Oltre all'appello unitario, ha rivolto al governo una richiesta di «diligenza e trasparenza» nel fornire informazioni sull'iter delle indagini: era certo una critica per come l'esecutivo aveva distillato le notizie il giorno prima, quand'era arrivato soltanto a sera tarda ad ammettere vagamente la possibilità che non dell'Eta si trattasse, ma di qualche gruppo islamico. Ma era, quella di Zapatero, una critica necessariamente indiretta. Non aveva gli strumenti per dire «il governo ha mentito», e non voleva né poteva introdurre un elemento di grave divisione nello spirito pubblico nazionale. Ragion per cui, «non voglio commentare in questo momento la sequenza dell'informazione».

    Di questa «sequenza» ha parlato però, per quanto «off the records», uno dei più stretti collaboratori di Zapatero. Ai socialisti non va giù che il ministro degli Interni giovedì sapesse già alle 12, quattro ore dopo gli attentati, che in una strada di Alcala de Henares, a trenta chilometri da Madrid proprio da dove partivano i treni colpiti, fosse stato trovato un furgoncino rubato in un quartiere abitato in prevalenza da immigrati arabi. Che dentro questo furgoncino fossero stati trovati dapprima dei detonatori e subito dopo delle cassette con dei versi del Corano. E che appena alle sette e mezzo della sera se ne desse notizia. Ai socialisti non piace neanche che ancora ieri vi fosse molta nebbia attorno al cadavere di un marocchino trovato su uno dei treni, nebbia che può far pensare all'esistenza di almeno un kamikaze, figura di terrorista che la tradizione dell'Eta non contempla. Fanno anche notare che la geometria simbolica dell'attentato non può non far pensare a quella delle Twin Towers. In quel caso furono tre aerei, in questo tre treni: in ambedue i casi convergevano su obiettivi popolosi in ore di punta. (...)
    Non c'è dubbio alcuno che ai popolari faccia molto comodo una firma basca sotto quelle bombe (Aznar si è costruito una solida immagine di «primo nemico» dell'Eta, che ha anche tentato di ammazzarlo). E che, specularmente, i socialisti non digeriscano tanta precipitosa attribuzione di responsabilità. Sia per una sospetta strumentalità preelettorale, sia perché se fosse stata Al Qaeda, parecchia gente, domenica nell'urna, potrebbe ricordarsi che Aznar ha portato il paese nell'avventura irachena contro il 90% dell'opinione pubblica. Sono in molti inoltre a ricordare la presenza dell'estremismo islamico nel paese. Il giudice Baltasar Garzon ha incolpato 33 persone per «appartenenza all'organizzazione terroristica Al Qaeda», e tra queste Osama Bin Laden.
    Il quale era indagato in Spagna già nel 1996. In Spagna soggiornò, dal 7 al 19 luglio del 2001, Mohammad Atta, il capo dei pirati dell'aria che dirottarono gli aerei sulle Twin Towers. In Spagna è stato rimpatriato il 13 febbraio scorso Hamed Abderrahman Ahmed dopo oltre due anni di detenzione a Guantanamo. Ricoverato in un primo tempo all'ospedale, è stato lo stesso giudice Garzon ad associarlo alle carceri nazionali. In tutto, dall'11 settembre del 2001, gli arresti nell'ambito dell'estremismo islamico sono stati 63: un numero considerevole, che fa pensare all'esistenza di una rete robusta e diffusa.

 

 

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