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Discussione: Trincea d'Europa

  1. #1
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    Question Trincea d'Europa

    Che cosa ne è dell' associazione etnonazionalista "Trincea d'Europa" di Grisolia?...In internet non ve ne sono più tracce...di fatto era l'unica "rete" etnonazionalista della penisola...ricordo ancora un servizio in una trasmissione di Santoro....

  2. #2
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    Non esiste più. Grisolia è confluito in FN.
    Io ero uno dei responsabili di TdE.
    Anni memorabili.
    Esiste una nuova associazione etno-nazionalista (almeno da quello che ho letto su "Il Cinghiale Corazzato" e su "Triskel" dei V.V.) si chiama "Identità e Tradizione". L'indirizzo e-mail è:
    identita_tradizione@yahoo.it
    Ho letto che pubblicano anche un bollettino etno-nazionalista:"Ethnos".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Grazie!

    ho cercato invano il sito...(ho trovato solo questo> http://membres.lycos.fr/padania/editoriali/identita.htm

  4. #4
    ANTIMASSONE
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    Thumbs up IDENTITA' E TRADIZIONE

    IDENTITA’ E TRADIZIONE



    L’attuale dibattito politico interno alla Lega, ha fatto emergere, col progetto costituzionale e con la scelta delle possibili alleanze, una situazione definita a livello di intenti, non sempre supportata però da basi chiare e precise, probabile conseguenza di un insufficiente approfondimento di tematiche, che comunque restano innovative nel panorama italiano e la cui evoluzione e ben lungi dall’arrestarsi. In questa prospettiva concetti e definizioni, vecchi solo di pochi anni, rischiano di veder superati gli iniziali contenuti, se non integrati in tempo da più adeguate interpretazioni della matrice originale, maturate nel susseguente dispiegarsi di orizzonti preclusi in passato dalle pesanti sovrastrutture ideologiche, che duecento anni di giacobinismo ci avevano imposto e che solo dopo la caduta del muro di Berlino, sembra abbiano attenuato le loro malefiche influenze. E’ il caso di termini come federalismo, identità, popolo, nazione e stato, che nella dialettica leghista, hanno assunto precisi significati, che oggi risultano però troppo generici nelle loro vecchie connotazioni, soprattutto, se confrontati col rapido svilupparsi delle tematiche etnonazionaliste , che grande successo stanno riscuotendo in tutta Europa.

    L’Etnonazionalismo stesso non rispecchia più l’immagine che poteva avere all’inizio degli anni novanta, quando veniva associato al cosiddetto Federalismo Integrale , oggi esso si appresta grazie al continuo arricchimento dei suoi contenuti, a divenire il riferimento principale per tutti coloro che nel mondo, rifiutano l’abbraccio asfissiante del Mondialismo e del Modernismo. Trattate separatamente, queste due maledizioni contemporanee, sono in realtà originate da un unico filone di pensiero, che ha nella rivoluzione francese il suo momento di rottura epocale e nella grande finanza il motore economico.

    Colonne portanti dell’Etnonazionalismo , sono l’Identità etnica e la Tradizione :vediamo di comprenderne il significato. Oggi parlare di identità, significa perlopiù riferirsi ad ambiti individuali (personalità soggettiva) o socioeconomici (identità di classe, professionale, culturale), quasi mai di tipo etnico ; ne risulta che essa, l’identità, sia tutto sommato un qualcosa di non definitivo, legata al censo di nascita, alle capacità personali, agli eventi della buona sorte o peggio ancora alla più completa casualità. La stessa Identità padana , quando viene impostata unicamente su posizioni economicistiche, rientra a pieno titolo nella casistica precedente: essere Padani ad esempio solo perché in Italia si pagano troppe tasse, vuol dire quasi certamente essere pronti a tornare Italiani se solo ce ne fosse la convenienza e comunque fa sì che la nostra padanità, sia legata a fattori instabili e opportunistici. L’Identità etnica al contrario, nasce sugli inscindibili legami del sangue e del suolo , che possono essere rifiutati a livello individuale, ma che implacabilmente sono destinati a riemergere nel corso della vita di ognuno di noi. Ad ogni etnia , si associa, infatti, una particolare visione del mondo, che il territorio e le vicende storiche, hanno contribuito a formarsi nel corso dei millenni; da ciò è comprensibile come più un popolo è antico e radicato su una determinata area geografica, più le sue caratteristiche etniche saranno peculiari e insopprimibili. L’autocoscienza di ciò è il primo passo verso la costruzione di una Nazione etnica , i cui confini saranno determinati dall’ampiezza del popolo che la costituisce. Tutto il contrario quindi degli artificiosi stati-nazione, che pretendono di accorpare tra loro etnie differenti, tenendole insieme col solo legante ideologico, diretto discendente di quello giacobino di due secoli fa e dei quali l’Italia fa parte a pieno titolo. Elementi costituenti di ogni popolo, secondo l’evoluzione naturale delle società organiche tradizionali , sono la famiglia e la comunità territoriale , altrimenti detta omogenea : nella seconda noi troviamo l’allargamento e lo sviluppo dei vincoli della prima, che basandosi sulla consanguineità e la divisione di un suolo comune, indicano dove materialmente sta l’origine di ogni nazione. Quando questi legami apparentemente, con l’aumentare delle distanze fisiche si indeboliscono, ecco che il fatto di parlare una lingua comprensibile, pur con lievi differenziazioni locali tra le varie comunità, permette di definire nella maniera più esplicita un’etnia. In effetti, si tratta di una visione parziale, che trova però un preciso riscontro nelle vicende storiche di un determinato popolo: valga a titolo d’esempio il fatto che millecinquecento anni sono sufficienti perché due rami di un unico gruppo, parlante in origine la medesima lingua, non si comprendano più se separati da motivi geografici o politici. E’ in buona parte il caso dei Popoli Padani , che appaiono linguisticamente più divisi, di quanto in realtà il sangue e la condivisione di un comune territorio stiano a dimostrare. Il concetto di popolo quindi, va strettamente associato a quello di etnia , senza escludere però la possibilità di forme aggregative per chi ha comuni origini. Risulta quindi chiaro come l’identità etnica , sia il legame più forte tra gli uomini e l’unico in grado di far nascere un vero sentimento di fratellanza , al di fuori della sfera religiosa. Tutti i tentativi, infatti, di creare in alternativa, artificiosi e interessati vincoli ideologici tra le persone, sono miseramente falliti e continueranno ad esserlo per il futuro.

    L’identità etnica non potrebbe però esistere, senza l’azione vivificante della Tradizione , che sola ne dimostra la continuità nel corso dei secoli e dei millenni, legando tra loro operativamente e spiritualmente, pur nel suo continuo evolversi, generazioni molto distanti nel tempo. Le comunità omogenee infatti adeguano i loro usi e costumi, in base alle condizioni ambientali in cui si trovano a operare e agli interscambi commerciali e culturali che intrattengono. Questo ha permesso nel passato, di selezionare e mantenere, solo ciò che portava reali vantaggi, eliminando altresì tutto il superfluo e il dannoso. E’ evidente che da ciò, hanno soprattutto tratto beneficio i popoli autoctoni, da sempre insediati su un determinato territorio, proporzionalmente però al grado di libertà che hanno saputo conquistarsi e alla sua durata. In ambito padano lo stanno a dimostrare le vicende delle Serenissime Repubbliche di Venezia e Genova , entrambe indipendenti dall’Alto Medioevo sino all’occupazione napoleonica del 1797, già con alle spalle però un’autocoscienza etnica , risalente al periodo preromano dei Veneti e dei Liguri , con una presenza umana accertata sul territorio per quest’ultimi, addirittura collegabile all’uomo di Cro-Magnon , vale a dire a oltre 30. 000 anni fa. La Tradizione è quindi quanto di meglio un popolo possa fare per la sua salvaguardia sociale, economica e spirituale e in essa trova inoltre la perfetta integrazione nell’ambiente che lo ospita, preservando altresì tutti questi benefici alle generazioni future. Un punto importante da sottolineare, è che non vi è contrasto tra Tradizione e progresso tecnologico , sempre che esso sia utilizzato nel bene comune e non, come purtroppo accade oggi nell’interesse di una cerchia ristretta, magari a scapito di altri, del territorio e del domani di intere comunità, se non del Popolo tutto. Tutto ciò che è quindi in palese contrasto con la Tradizione , se attuato porterà prima o poi a gravi danni, con pesanti ripercussioni economiche, che potranno giungere sino all’eliminazione, in ampi strati della popolazione, dell’autocoscienza etnica , vale a dire la via più breve per la perdita o la possibilità di riconquista, della propria libertà . In questo modo, a partire soprattutto dal periodo giacobino, a cavallo tra il XVIII° e il XIX° secolo, i Popoli Padani hanno iniziato quel percorso disgregante, che li ha portati dritti dritti sotto il massonico tricolore e le cui conseguenze, simili a un’epidemia devastante, paghiamo oggi più che mai sulla nostra pelle.

    Dalla Tradizione deriva inoltre il vero concetto di Patria , che il capo vandeano Charette , in lotta mortale contro i rivoluzionari giacobini, seppe esprimere compiutamente: " La Patria per noi sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri Padri , hanno amato prima di noi. La nostra Patria è la nostra Fede, la nostra terra, il nostro re…Ma la loro patria che cos’è per loro? Voi lo capite? Loro l’hanno nel cervello, noi la sentiamo sotto i nostri piedi…". Con queste parole andrebbero bollati tutti i patetici appelli di Scalfaro e dei suoi accoliti, a una patria figlia dell’ideologia e di ogni tipo di mercimonio. Quanto finora detto ci porta poi alla logica conclusione che, al contrario dell’attuale visione mondialista dominante, è l’economia che deve essere messa al servizio delle comunità e dei popoli e non viceversa e ciò è possibile solo nel pieno recupero e utilizzo della Tradizione . Innegabili sono quindi i vantaggi materiali e morali, che si accompagnano a una visione del mondo in senso tradizionale, in mortale contrasto però con ogni forma di Modernismo economicistico , che tenta in tutti i modi di minarne alla radice i valori portanti. Di essi purtroppo ben poco, se non nulla, è rimasto nell’attuale società, soprattutto nelle realtà più urbanizzate: il legame con la terra e i suoi cicli naturali, ha da sempre permesso, infatti, un più forte radicamento identitario , per via di quei legami di sangue e suolo già accennati; nelle città invece, l’aspetto economico è divenuto sempre più importante, fino a essere la principale motivazione della loro stessa esistenza. Ciò ha comportato sin dai tempi antichi, il parassitismo dei grossi borghi sulle campagne e la nascita di una nuova morale , in contrasto con quella tradizionale. Gli Etnonazionalisti , ben consci di tutto questo, nel tentativo di riannodare i fili di una Tradizione interrotta o nel migliore dei casi fortemente mutilata, si sono visti costretti a recuperarla e a codificarla in senso ideologico , pur sapendo i rischi insiti in una tale operazione; al Mondialismo , summa di tutto il pensiero rivoluzionario , si contrappone oggi un Etnonazionalismo che lotta contro ogni forma di ideologia , avendo come strumento principale una Tradizione ideologizzata , al fine di ritorcere contro il nemico le sue stesse armi.

    Flavio Grisolia, Settembre 1998
    La massoneria il vero nemico!

  5. #5
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    Uno scritto attuale.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Se andate sul sito di Forza Nuova Genova (www.forzanuovagenova.it), al suo interno troverete ancora le pagine del sito che fu di trincea d'Europa. E' gestito sempre da Grisolia, ma il sito non è piu' aggiornato dal gennaio 2003...
    <p><center>Europa Dei Popoli!
    http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>

  7. #7
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  8. #8
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    Predefinito TdE: Der?

    Der non dimenticare che alla base della fine di TdE vi è stato un forte momento di crisi con la Lega. Il dibattito fra nazionalismo etnico ed etnonazionalismo: temi pregnanti e scottanti che hanno portato al punto di crisi forse (dico forse) per salvaguardare una determinata immagine.
    Gundam

  9. #9
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    Predefinito

    Grisolia era iscritto alla vecchia POL e partecipava regolarmente alle discussioni (fra l'altro, finché è esistita l'associazione, c'è stato in POL anche il forum "Trincea d'Europa")...

  10. #10
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Grisolia era iscritto alla vecchia POL e partecipava regolarmente alle discussioni (fra l'altro, finché è esistita l'associazione, c'è stato in POL anche il forum "Trincea d'Europa")...
    Ricordo. 2000/2001...Zelea?

 

 
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