Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15

Discussione: Le fate di Cottingley

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le fate di Cottingley


  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal sito www.lapadania.com

    Il capolavoro della fase "spiritista" di Arthur Conan Doyle

    Quando le ragazzine fotografavano le fate


    di Massimo Centini


    Arthur Conan Doyle (1852-1930), campione del positivismo, creatore dell’indimenticabile Sherlock Holmes, investigatore la cui fama è dovuta anche al metodo d’indagine dominato dalla razionalità e dal ragionamento analitico, da un certo punto della sua vita divenne un sostenitore dello spiritismo.
    Dal 1887 al 1917, Doyle si trasformò a poco a poco in una attivista dello spiritismo, andando in giro per il mondo con le verità e raccogliendo numerosi consensi, fino a fare del vero e proprio proselitismo. Viaggiò molto in Europa, ma anche in Australia, Africa e Stati Uniti, ovunque ci fosse qualcuno che volesse saperne di più di una fenomenologia divenuta in breve un’autentica moda.
    Si può facilmente immaginare con quale interesse lo scrittore accolse la notizia che due ragazzine erano riuscite a fotografare delle fate. La vicenda ebbe per Doyle una tale risonanza che alle foto dedicò un libro: The coming of the fairies, pubblicato nel 1992.Ripercorriamo brevemente la vicenda.
    Nel 1917 Elise Wright (1901-1988) e sua cugina Frances Griffiths (1897 - 1986) scattarono, nei prati vicino alla casa di Elise nel villaggio di Cottingley alla periferia di Bradford nello Yorkshire alcune fotografie e delle... fate. Ma solo nel 1919 la madre di Elise, Polly Wright, parlò di quelle immagini alla Società Teosofica di Bradford. E così le fotografie giunsero nelle mani di Edwad L.Gardner, membro esecutivo del sodalizio, chele consegnò a Conan Doyle. Lo scrittore, in procinto di partire per l’Australia, scrisse un articolo sulla vicenda intitolato Faires photographes an Epoch making event, apparso sullo "Strand Magazine" nel dicembre 1920.Al ritorno dal viaggio, Doyle scrisse un altro articolo sull’argomento, pubblicato ancora sullo "Strand Magazine", inoltre inviò numerose lettere per porre in luce l’affidabilità delle immagini.
    Mentre i commenti sulle fotografie delle fate si facevano più accesi, Conan Doyle diede alle stampe la prima edizione di The coming of the Fairies (1922), alla quale ne seguirono altre (la seconda, integrata con materiale aggiuntivo, fu pubblicata nel 1928 dalla "Psyche Press", la casa editrice di Doyle).Contro Doyle e le fotografie delle fate si levarono molte voci, anche autorevoli, che con strumenti diversi, intendevano porre in rilievo l’inattendibilità di quelle "prove".
    Doyle così replicò emblematicamente alle accuse: "Ci sono migliaia di persone che credono ancora alla fantastica affermazione fatta qualche anno fa secondo cui le fotografie delle fate sarebbero state tratte da una ben nota pubblicità. Nella mia conferenza ho dichiarato che avrei accettato qualunque spiegazione di queste fotografie, tranne una che accettasse il carattere delle bambine. Sono sicuro che quando ho spiegato i fatti c’erano delle persone nella sala disposte ad accettare le fotografie (...). Ci sono state molte obiezioni presentate contro le fotografie di Cottingley, la maggioranza delle quali evidentemente assurde. L’obiezione che merita più attenzione è qualche si tratta di figurine accuratamente ritagliate e sospese con fili invisibili nella fotografia. Questa spiegazione è concepibile ma il peso della probabilità mi sembra ampiamente contro di essa".
    Poi, rifacendosi al metodo indiziario, Doyle apportava alcune puntualizzazioni e obbiezioni:
    1) Frances, la ragazza più giovane , ha scritto nel 1917 che Cottingley era un bel posto per le sue farfalle e le sue fate. Questa settimana venne spedita ad un’amica in Sud Africa e non venne scoperta fino al 1923, circa, e pubblicata sul Cape Argus. Per quale possibile ragione una bambina di 10 anni avrebbe dovuto esprimersi in questo modo se avesse saputo che si trattava di un inganno?
    2) Se le figurine fossero state ritagliate, le stesse figure, o simili, dovrebbero esistere su qualche libro o giornale. Ma non sono state ritrovate.
    3) C’è una grande differenza nella solidità tra le figure del 1920 e quelle del 1917, che può essere spiegata con la diminuzione dei poteri medianici delle bambine, ma non si spiega nell’ipotesi di un falso.
    4) Gli esperti hanno notato segni di movimento nelle figure.
    5) Il Signor Gardner si è formato un’altra opinione del carattere sia delle bambine che del padre di Elise. Quest’ultimo si sarebbe certamente resoconto di un eventuale inganno".Le certezze di Conan Doyle vanno soprattutto ricercate nelle pretese di obbiettività che, in particolare nel Positivismo, si riconoscevano alla tecnica fotografica, da poco in fondo entrata a far parte del corredo strumentale delle scienze.
    Malgrado le certezze della fotografia, le bugie hanno sempre le gambe corte e alla fine le fotografe testimoni, confessarono di aver costruito quelle immagini. Elise affermò: "papà ci disse che dovevamo spiegare subito come avevamo ottenuto le fotografie, così presi Frances da parte e le parlai seriamente, giacché avevo inventato io lo scherzo. Ma mi supplicò di non dir nulla perché lo Strand Magazine le aveva già causato parecchi problemi a scuola, e io stessa mi preoccupavo per Conand Doyle che era già criticato dai giornalisti per la sua fede nello spiritismo e anche nelle nostre fate. C’era perfino una vignetta su un quotidiano che lo mostrava incatenato a una sedia con la testa nelle nuvole e Sherlock Holmes in piedi vicino a lui. Conan Doyle aveva appena perso il figlio in guerra, e probabilmente cercava di consolarsi con realtà al di fuori di questo mondo". In seguito, le fate di Cottingley erano ritornate nel mito...

  7. #7
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ... quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si infranse in mille e mille piccoli pezzi, che si dispersero scintillando per tutto il mondo… Così nacquero le fate... (da Peter Pan di James M.Barrie)



    Sarebbe bello crederci ancora…



  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal sito http://members.tripod.com/~unavocegrida/

    Le fate di Conan Doyle
    di Massimo Introvigne

    Le librerie del New Age negli Stati Uniti - attente a cogliere i primi segni del declino delle mode precedenti degli angeli e degli extraterrestri - avevano proclamato il 1997 "l’anno delle fate". La data non era stata scelta a caso. Nel 1997 ricorreva infatti l’ottantesimo anniversario dell’apparizione delle fate a Cottingley, in Inghilterra. L’evento è stato ricordato da un film con Ben Kingsley, Photographing Fairies, tratto dall’omonimo romanzo di successo di Steve Szilagyi, pubblicato nel 1992 da un documentario televisivo inglese Fairy Tale A True Story, di Charles Sturridge con Peter O’Toole e Harvey Keitel; e da una nuova edizione del classico sulle apparizioni del 1917, The Case of the Cottingley Fairies, del giornalista Joe Cooper. Nel documentario di Sturridge Peter O’Toole interpreta la parte di sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), il creatore di Sherlock Holmes, che appare anche nel romanzo di Szilagyi.

    Che cosa c’entra Conan Doyle con le fate di Cottingley? C’entra molto. Fu infatti proprio Conan Doyle a diffondere negli ambienti teosofici ed esoterici di tutto il mondo la notizia delle apparizioni delle fate a Cottingley, prima con due articoli sullo Strand Magazine, del dicembre 1920 e marzo 1921 e quindi con un libro, The Coming of the Fairies ("La venuta delle fate"), pubblicato a Londra nel 1922 e quindi in una seconda edizione ampiamente rivista nel 1928. Il volume non era mai stato tradotto in italiano, fino a quando nel 1992 uscì da SugarCo - con il titolo Il ritorno delle fate e con la riproduzione delle fotografie originali conservate dalla biblioteca dell’Università di Leeds - in un’edizione curata dal sottoscritto e dallo specialista americano Michael W. Homer. Anche i lettori italiani potevano così scoprire una curiosa verità su Conan Doyle: lo stesso romanziere che aveva messo in scena il trionfo della ragione deduttiva con Sherlock Holmes era stato un fervente difensore della credenza delle fate.

    Ma che cosa era successo, precisamente, ottant’anni fa a Cottingley? In quell’anno una bambina di nove anni, Frances Griffiths (1907-1986) si era trasferita nella località dello Yorkshire dal Sudafrica, andando a vivere insieme con la madre in casa di una zia materna che aveva una figlia di sedici anni, Elsie Wright (1901-1988). Un giorno Frances ed Elsie tornano a casa bagnate. Rimproverate, spiegano che presso un ruscello si sono sporte per vedere le fate. Trattate da bugiarde, chiedono in prestito la macchina fotografica del padre di Elsie, e tornano a casa con una fotografia dove Frances è circondata da quattro fate danzanti. A questa prima foto, del luglio 1917, ne segue in settembre un’altra che mostra Elsie con uno gnomo. La famiglia non dà troppa pubblicità alle apparizioni, ma la madre di Elsie partecipa alle attività della Società Teosofica e nel 1919 trasmette le fotografie a Edward L. Gardner, un’autorità fra i teosofi in materia di spiriti. Gardner ne parla all’amico Conan Doyle che, razionalista e ostile al Cristianesimo e ai miracoli, è però un attivo spiritista e si interessa a tutta una serie di fenomeni occulti. Il romanziere prega Gardner di indagare nello Yorkshire e, quando il teosofo conferma che le ragazzine sembrano degne di fede, si lancia a capofitto nella propaganda internazionale dell’episodio. Confida che con il primo articolo sullo Strand Magazine pensa di avere innescato una "bomba ad orologeria. Posso immaginare il grido di ‘Falso!’ che farà sorgere. Ma le fotografie resisteranno all’investigazione. E’ una cosa che, naturalmente, non ha niente a che fare con lo spiritismo in senso proprio. Ma qualunque cosa che può scuotere la mente dalle sue ristrettezze e farle comprendere che mondi senza fine ci circondano, separati solo da una differenza di vibrazione, potrà lavorare nella generale direzione della verità".

    Conan Doyle si considerava un esperto di fotografia, e aveva esaminato le prime due fotografie - e le altre tre scattate dalle ragazze di Cottingley nel 1920 - senza trovare nessun sintomo di trucco o di doppia esposizione. Le fotografie tuttavia non hanno "resistito all’investigazione". In anni più recenti, esperti più simili allo scettico Sherlock Holmes, che al credulo Conan Doyle le hanno riesaminate, e hanno concluso che - senza bisogno di doppia esposizione - le bambine hanno semplicemente collocato nei prati di Cottingley delle banali silhouette, delle fate di cartone, che poi hanno fotografato. Ironia della sorte, la prima e più celebre fotografia sembra ispirata a un disegno di un libro per bambini del 1914, il Pincess Mary’s Gift Book, a cui aveva contribuito lo stesso Conan Doyle. Nel bel mezzo di una serie di articoli sul "sorprendente caso delle fate di Cottingley" pubblicati tra il 1982 e il 1983 dall’autorevole The British Journal of Photography, il caso diventa veramente "sorprendente". La più vecchia delle bambine di Cottingley, Elsie - ormai un’anziana signora - scrive e confessa che si trattava proprio di fate di cartone, di uno "scherzo, che è stato ora smascherato", iniziato per gioco e sostenuto per anni per non creare problemi alla madre teosofa di Elsie e al povero Conan Doyle. La rivista rintraccia anche Frances, la cui versione è diversa: sì, le fate sono di cartone nelle prime quattro fotografie, ma non nella quinta che "è una vera fotografia di vere fate". Per Frances le fate esistono, ma nessuno avrebbe creduto alla loro esistenza se - attraverso le prime quattro fotografie - non avessero corredate di prove false una storia vera. Oggi anche la quinta fotografia viene messa in discussione dagli esperti, ma certo a rigor di logica Frances (che è morta nel 1986) aveva ragione.

    Il fatto che le fotografie di Cottingley siano false non dimostra che le fate non esistono. Chi ci crede può continuare a credere - il romanzo di Szilagyi rilegge l’episodio in chiave scettica, ma il documentario di Sturridge concede alle fate il beneficio del dubbio - e le librerie del New Age possono sperare di fare buoni affari con l’"anno delle fate". Più interessante sarebbe chiedersi perché un razionalista "puro e duro" come Conan Doyle, allievo entusiasta a Edimburgo del più anticristiano dei positivisti inglesi, Joseph Bell (1837-1911), uno dei modelli per il personaggio di Sherlock Holmes, si sia lasciato ingannare dalle false fotografie delle fate. Si potrebbe rispondere - ricordando le credenze nella magia, nello spiritismo, nell’occulto di tanti altri illustri razionalisti scettici nei confronti del cristianesimo, da Napoleone a Garibaldi - che il cuore degli uomini aborra il vuoto e che, rifiutata la fede in Dio, va alla ricerca di credenze alternative (tanto più se si presentano come "scientifiche" e offrono "prove" tangibili: per esempio, fotografie). Come scriveva un avversario letterario di Conan Doyle (e di Sherlock Holmes), il cattolico Chesterton, quando non si crede più in Dio non è che non si creda più a nulla: si crede a tutto.

    * "Io sono la Via, la Verità e la Vita…!" n. II\ 6; "Avvenire", anticipato con il titolo redazionale "Attenzione: fate in volo!" in "Avvenire", 27\10\1997.

  9. #9
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il ritorno delle fate
    di Lorenzo Cantoni

    1917: la Madonna appare a Fatima, in Portogallo. Non viene fotografata. La stampa laica e positivista si chiede con gravità come sia possibile credere, in pieno secolo ventesimo, a questo genere di "superstizioni medievali" e denuncia il rischio di un ritorno ai "secoli bui". 1917: le fate appaiono a Cottingley, in Inghilterra. Vengono fotografate. La stampa laica e positivista — a partire dal noto "Strand Magazine" — le prende assolutamente sul serio…: con questo accostamento polemico si apre lo studio Cottingley, o il trionfo del positivismo, di Massimo Introvigne e di Michael W. Homer, introduzione all’opera Il ritorno delle fate, prima edizione italiana di The Coming of the Fairies, di Sir Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e campione indiscusso del positivismo a cavallo fra i secoli XIX e XX.
    Il testo costituisce un’occasione preziosa per riflettere sul senso e sul percorso della modernità e del positivismo al di fuori di un accostamento spesso tanto oleografico quanto falsificante.

    È anzitutto utile riassumere gli avvenimenti. Nel 1917 Frances Griffiths (1907-1986) e la cugina Elsie Wright (1901-1988) scattano due fotografie, nei pressi di Cottingley, in cui compaiono alcune fate e uno gnomo. Edward L. Gardner, membro del comitato esecutivo della Società Teosofica, viene in possesso di tali fotografie e, nel 1920, ne porta a conoscenza Arthur Conan Doyle, già da anni convinto assertore dello spiritismo (cui era giunto dopo aver abbandonato all’età di diciassette anni la Chiesa cattolica e la fede cristiana, ed essersi messo alla ricerca di una "religione positiva") e suo zelante apostolo e missionario dal 1916. Inizia così una serie di ricerche e d’interventi, che conducono alla pubblicazione del volume The Coming of the Fairies, uscito il 1° settembre 1922.

    Attraverso un minuzioso resoconto degli avvenimenti e delle ricerche condotte su di essi soprattutto da Edward L. Gardner, Arthur Conan Doyle intende condurre il lettore, come in un’indagine poliziesca, a riconoscere la fondatezza degli argomenti a favore delle fotografie di Cottingley in particolare (alle due prime se ne erano aggiunte altre tre) e dell’esistenza di fate, gnomi, elfi e altri esseri simili in generale. Ne emerge l’immagine di una natura popolata da numerosissimi esseri, visibili solo a chi abbia particolari facoltà medianiche — talora le pellicole fotografiche... — e in condizioni atmosferiche favorevoli, una realtà che solo l’interpretazione teosofica è in grado di penetrare. Ecco, per esempio, parte della descrizione di una foto proposta da Edward L. Gardner in una lettera riportata da Arthur Conan Doyle: "Accovacciata sul margine superiore di sinistra, con l’ala ben distesa, v’è una fata nuda, che evidentemente sta considerando se sia ora d’alzarsi. Sulla destra è visibile un’altra fata più mattiniera e di età più matura, con fluente capigliatura e ali meravigliose: attraverso l’abito da fata è possibile intravederne il corpo, leggermente più robusto. Appena dietro, ma sempre sulla destra, appare con estrema nitidezza la testa di un elfo birichino e sorridente, con in capo un berretto aderente".

    L’autore è consapevole dell’immensa portata che ha svelare questa nuova dimensione del reale, e così ne scrive: "La nostra questione non riguarda direttamente il problema ben più fondamentale del destino riservato a noi e a quelli che abbiamo perduto, ragione che mi ha condotto qui in Australia [per la causa dello spiritismo]. Tuttavia, qualsiasi cosa in grado di ampliare l’apertura mentale dell’uomo e di dimostrargli che la materia, così come ci è stato dato di conoscerla, non è in realtà l’unico confine del nostro universo, può servire efficacemente a combattere il materialismo, elevando il pensiero umano verso più grandi e spirituali orizzonti.

    Arthur Conan Doyle muore nel 1930, Edward L. Gardner nel 1970: troppo presto per leggere, il 1° aprile 1983, la nona parte di un articolo di Geoffrey Crawley, pubblicato dal British Journal of Photography, in cui si riportava una lettera di Elsie, che fra l’altro scriveva: "Papà ci disse che dovevamo spiegare subito come avevamo ottenuto le fotografie, così presi Frances da parte e le parlai seriamente, giacché avevo inventato io lo scherzo. Ma mi supplicò di non dir nulla perché lo "Strand Magazine" le aveva già causato parecchi problemi a scuola, e io stessa mi preoccupavo per Conan Doyle che era già criticato dai giornali per la sua fede nello spiritismo e anche nelle nostre fate. [...] Nello stesso numero della rivista anche Frances ammetteva che le prime quattro fotografie erano truccate, ma continuava ad affermare che la quinta era vera, e che da bambina aveva visto le fate. La posizione delle due veggenti divergerà poi fino alla loro morte: Frances continuerà ad affermare l’esistenza delle fate e la veridicità della quinta fotografia, mentre Elsie sosterrà di non credere alle fate e di aver scattato lei stessa tale fotografia. A proposito di quest’ultima così ne scrivono Michael W. Homer e Massimo Introvigne: "Alcuni esperti ritengono che si tratti di una doppia esposizione in cui sia stata fotografata prima l’erba e poi una figurina ritagliata, il che spiegherebbe perché entrambe le ragazze ricordino di avere scattato questa fotografia. Naturalmente l’opinione degli esperti non coincide con quella di Frances, i cui ricordi si inquadrano comunque in una fede nell’esistenza delle fate".

    Articolo apparso sul N° 218 di Cristianità (dal sito http://members.tripod.com/~Corneliu/)


  10. #10
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Conan Doyle aveva esaminato le fotografie scattate dalle ragazze di Cottingley nel 1920, senza trovare trucchi o indizi di doppia esposizione. Contro Doyle e le fotografie delle fate si levarono molte voci che, con strumenti diversi, intendevano porre in rilievo l’inattendibilità di quelle "prove".

    Doyle replicò così alle accuse: "Ci sono migliaia di persone che credono ancora alla fantastica affermazione fatta qualche anno fa secondo cui le fotografie delle fate sarebbero state tratte da una ben nota pubblicità. Sono sicuro che quando ho spiegato i fatti c’erano delle persone nella sala disposte ad accettare le fotografie (...). Ci sono state molte obiezioni presentate contro le fotografie di Cottingley, la maggioranza delle quali evidentemente assurde. L’obiezione che merita più attenzione è quella che si tratti di figurine accuratamente ritagliate e sospese con fili invisibili nella fotografia. Questa spiegazione è concepibile ma il peso della probabilità mi sembra ampiamente contro di essa”.

    Poi, rifacendosi al metodo indiziario, Doyle apportava alcune puntualizzazioni e obiezioni:

    1) Frances, la ragazza più giovane, ha scritto nel 1917 che Cottingley era un bel posto per le sue farfalle e le sue fate. Questa lettera venne spedita ad un’amica in Sud Africa e non venne scoperta fino al 1923. Per quale possibile ragione una bambina di 10 anni avrebbe dovuto esprimersi in questo modo se avesse saputo che si trattava di un inganno?

    2) Se le figurine fossero state ritagliate, le stesse figure, o simili, dovrebbero esistere su qualche libro o giornale. Ma non sono state ritrovate (e invece sono state ritrovate, eccome… ).

    3) C’è una grande differenza nella solidità tra le figure del 1920 e quelle del 1917, che può essere spiegata con la diminuzione dei poteri medianici delle bambine, ma non si spiega nell’ipotesi di un falso.

    4) Gli esperti hanno notato segni di movimento nelle figure.

    5) Il Signor Gardner si è formato un’altra opinione del carattere sia delle bambine che del padre di Elsie. Quest’ultimo si sarebbe certamente reso conto di un eventuale inganno.

    Le certezze di Conan Doyle vanno ricercate soprattutto nelle pretese di obiettività che, in particolare nel Positivismo, si riconoscevano alla tecnica fotografica, da poco entrata a far parte del corredo strumentale delle scienze.

    Doyle morì nel 1930, senza sospettare di aver difeso un falso grossolano. Anzi, più che un falso, una burla, che le due bambine a un certo punto non seppero più controllare. I negativi delle foto non furono manomessi in alcun modo, ma le fate immortalate assomigliano in modo imbarazzante alle illustrazioni di un libro dell'epoca, Princess Mary's Gift Book al quale, ironia della sorte, aveva contribuito lo stesso Doyle nel 1914.




    ... pubblicato nel 1914 da Hodder & Stoughton, London

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Le fate di Cottingley
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 12-02-13, 07:07
  2. Parlamentari: fate ridere, fate pena
    Di salvo.gerli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 14-11-12, 11:26
  3. fate come diciamo non fate come facciamo
    Di luciana (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 11-03-08, 00:42
  4. fate un partito unico, fate prima!
    Di landen nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-10-06, 11:16
  5. fate un partito unico, fate prima!
    Di landen nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-10-06, 11:03

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito