
Originariamente Scritto da
Mr. Right
Anch'io mi sono chiesto spesso la stessa cosa. La risposta che mi sono dato è che a nuotare controcorrente si fa più fatica.
C'è infatti una corrente nella storia che va in direzione dell'emancipazione dell'individuo: rottura dei vincoli che lo legavano tradizionalmente
- a Dio
- alla famiglia
- alla classe sociale
- alla nazione
E' un movimento che con la Rivoluzione Francese ha impresso alla Storia una forte accelerata in questa direzione, sotto la voce di "progresso". Da allora liberalismo, radicalismo, socialismo, comunismo, nuova sinistra sono state tutte tappe di un processo rivoluzionario i cui influssi hanno modificato la vita della società occidentale e il comune sentire.
Questo processo è stato favorito e viene da sempre identificato con la sinistra. La destra, il conservatorismo, rappresentano un freno. Un freno che, per quanto necessario, è spesso malvisto e considerato con sufficienza dai più.
Il mondo della cultura e quello della comunicazione perseguono l'obiettivo che un tempo era proprio dei philosophes illuministi: preparare l'opinione pubblica al cambiamento. La politica segue e non provoca i cambiamenti sociali.
L'elezione di Obama è caduta come un frutto maturo, dopo otto anni di preparazione bushiana. L'avvento di Clinton era stato preparato da un'altra precedente fase repubblicana.
Se guardiamo la storia dal 1945 ad oggi questa si presenta come un continuum in cui le fasi segnate dalla destra non hanno rappresentato una reazione ma un semplice freno all'impulso progressista. Un freno che non ha mai messo in discussione questo processo storico che ci vede coinvolti. Per questo, a mio avviso, la sinistra è amata e la destra tutt'al più tollerata.