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  1. #11
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Anch'io mi sono chiesto spesso la stessa cosa. La risposta che mi sono dato è che a nuotare controcorrente si fa più fatica.

    C'è infatti una corrente nella storia che va in direzione dell'emancipazione dell'individuo: rottura dei vincoli che lo legavano tradizionalmente

    - a Dio
    - alla famiglia
    - alla classe sociale
    - alla nazione

    E' un movimento che con la Rivoluzione Francese ha impresso alla Storia una forte accelerata in questa direzione, sotto la voce di "progresso". Da allora liberalismo, radicalismo, socialismo, comunismo, nuova sinistra sono state tutte tappe di un processo rivoluzionario i cui influssi hanno modificato la vita della società occidentale e il comune sentire.
    Questo processo è stato favorito e viene da sempre identificato con la sinistra. La destra, il conservatorismo, rappresentano un freno. Un freno che, per quanto necessario, è spesso malvisto e considerato con sufficienza dai più.

    Il mondo della cultura e quello della comunicazione perseguono l'obiettivo che un tempo era proprio dei philosophes illuministi: preparare l'opinione pubblica al cambiamento. La politica segue e non provoca i cambiamenti sociali.

    L'elezione di Obama è caduta come un frutto maturo, dopo otto anni di preparazione bushiana. L'avvento di Clinton era stato preparato da un'altra precedente fase repubblicana.

    Se guardiamo la storia dal 1945 ad oggi questa si presenta come un continuum in cui le fasi segnate dalla destra non hanno rappresentato una reazione ma un semplice freno all'impulso progressista. Un freno che non ha mai messo in discussione questo processo storico che ci vede coinvolti. Per questo, a mio avviso, la sinistra è amata e la destra tutt'al più tollerata.
    Condivido. A partire da un certo punto in poi -la Rivoluzione Francese- la Storia ha subito un processo di accelerazione sempre più accentuato e contraddistinto da un progresso (poi bisogna vedere se positivo o -molto più spesso- negativo) senza limiti, frenato solo in qualche temporanea occasione, con un ritorno idealistico e quasi mai concreto ai "buoni vecchi costumi".
    La Destra è solo tollerata, la sinistra rappresenta la linea di tendenza generale e sovrastrutturale di lungo periodo.
    Lo vediamo ogni giorno: ciò che un tempo era vietato, oggi è permesso.
    E domani sarà lecito anche ciò che ora sembra impensabile.
    E' un processo di decadenza irrefrenabile, o vi sono limiti invalicabili che destra e conservatorismo sono in grado di salvaguardare?

  2. #12
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Anch'io mi sono chiesto spesso la stessa cosa. La risposta che mi sono dato è che a nuotare controcorrente si fa più fatica.

    C'è infatti una corrente nella storia che va in direzione dell'emancipazione dell'individuo: rottura dei vincoli che lo legavano tradizionalmente

    - a Dio
    - alla famiglia
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    E' un movimento che con la Rivoluzione Francese ha impresso alla Storia una forte accelerata in questa direzione, sotto la voce di "progresso". Da allora liberalismo, radicalismo, socialismo, comunismo, nuova sinistra sono state tutte tappe di un processo rivoluzionario i cui influssi hanno modificato la vita della società occidentale e il comune sentire.
    Questo processo è stato favorito e viene da sempre identificato con la sinistra. La destra, il conservatorismo, rappresentano un freno. Un freno che, per quanto necessario, è spesso malvisto e considerato con sufficienza dai più.

    Il mondo della cultura e quello della comunicazione perseguono l'obiettivo che un tempo era proprio dei philosophes illuministi: preparare l'opinione pubblica al cambiamento. La politica segue e non provoca i cambiamenti sociali.

    L'elezione di Obama è caduta come un frutto maturo, dopo otto anni di preparazione bushiana. L'avvento di Clinton era stato preparato da un'altra precedente fase repubblicana.

    Se guardiamo la storia dal 1945 ad oggi questa si presenta come un continuum in cui le fasi segnate dalla destra non hanno rappresentato una reazione ma un semplice freno all'impulso progressista. Un freno che non ha mai messo in discussione questo processo storico che ci vede coinvolti. Per questo, a mio avviso, la sinistra è amata e la destra tutt'al più tollerata.
    Concordo con Mr.Right,la tendenza dominante è della sinistra dalla Rivoluzione Francese in poi,la destra ha sempre agito da freno.
    Me ne fregio !
    E.Petrolini

    Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.

  3. #13
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Sono soprattutto dei cicli storici, stati d'animo collettivi.
    Ogni forma di civiltà -superato il suo culmine- invecchia e tende allo scetticismo, all'ipercriticismo, al malumore e all'assoluta maniacale centralità delle funzioni fisiologiche, specie evacuative.
    Il resto -sembra dire dall'alto della sua decrepita esperienza- vada pure al diavolo.

  4. #14
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Sono soprattutto dei cicli storici, stati d'animo collettivi.
    Ogni forma di civiltà -superato il suo culmine- invecchia e tende allo scetticismo, all'ipercriticismo, al malumore e all'assoluta maniacale centralità delle funzioni fisiologiche, specie evacuative.
    Il resto -sembra dire dall'alto della sua decrepita esperienza- vada pure al diavolo.
    Concordo sull'idea di un ciclo storico dominato da un particolare stato d'animo collettivo. Al riguardo mi sono fatto una certa idea, che non ha alcuna pretesa di scientificità, ma che mi sembra avere un certo riscontro nei fatti.

    Nella politica occidentale sinistra, centro e destra (in America: progressives, liberals, conservatives) al di là delle schermaglie intercorse mi sembrano come legate da un rapporto simbiotico e alla fine complementare, nonostante il perdurante e illusorio (anche se reale nella quotidianeità) clima di guerra civile. La famosa frase di Churchill: "Chi da giovane non è di sinistra è senza cuore, chi da anziano non è di destra è senza cervello" non credo sia una semplice boutade, ma un esempio di come le categorie politiche agiscano nello stesso organismo sociale funzionalmente allo sviluppo dello stesso.

    Prima fase (sinistra): I progressives immaginano il futuro.

    Seconda fase (centro): I liberals riformano, accogliendo gli spunti progressisti che sono maturi per la società presente.

    Terza Fase (destra): I conservatives conservano le riforme liberals preservandole dalle nuove aperture progressiste, ancora acerbe.

    In realtà, come si può vedere, la terza fase corrisponde alla prima ed è una fase di immaginazione/conservazione. Questo spiega anche il perchè i conflitti sociali siano qui più aspri che nella seconda fase. Mi sovvengono in mente vari esempi, presi dalla storia americana.

    Il periodo che va dal 1900 - 1930 fu un periodo dominato da spinte intellettuali progressiste e allo stesso tempo da una politica di conservazione. Le prime trovarono attuazione nella successiva fase liberal, 1930 - 1960 circa, e vennero infine conservate nel trentennio successivo. Nel 1990 inizia una nuova fase riformatrice, tuttora in corso, che dà sviluppo a quanto la sinistra aveva elaborato nel famoso sessantotto.

    Possiamo vedere come le stesse persone si collochino a sinistra, al centro e infine a destra in diversi momenti della loro vita, pur rimanendo in fondo coerenti con se stesse.

    Le idee dei populisti di fine ottocento e dei progressisti di inizio Novecento trovarono parziale attuazione nelle riforme del New Deal. Infine vennero conservate da quella stessa generazione di uomini che si trovarono a destra - vedi ad esempio Reagan, oppure per altri versi i neocons - quando sorse all'orizzonte una nuova spinta ideale da parte della sinistra. Dopo essere stati la coscienza critica della società, gli ex sessantottini conquistano il potere elaborando un nuovo corso liberal: vedi i Clinton (e in Europa i Blair e i Fischer).

    Queste trasformazioni riguardano non solo la politica, ma anche l'arte e i media.

    Si prenda ad esempio l'ambito della letteratura. Lo scrittore ebreo Saul Bellow è un trotzkysta negli anni trenta, un liberal negli anni cinquanta e alla fine un moderato/neocon negli anni settanta-ottanta. Il modernismo di William Faulkner appare di sinistra negli anni quaranta e conservatore il decennio successivo. La spinta corrosiva che la Pop Art aveva negli anni sessanta è persa del tutto negli anni ottanta, quando diventa patrimonio delle masse conformiste.
    Al cinema, un regista populista come John Ford partecipa attivamente, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, alle riforme del New Deal, per attraversare anche lui in età matura una fase conservatrice contrassegnata dai famosi western interpretati da John Wayne.

    Alla base di quanto detto, il sottoscritto non vede (o meglio, non vede più) nella Storia è un contrasto eterno, manicheo, tra Bene e Male, in quanto le forze in gioco sembrerebbero alla fine le stesse. Mi sembra di scorgere, al contrario, un processo unitario riguardante l'evoluzione della razionalità umana, che si spoglia progressivamente dei vincoli imposti dalla cultura e dalla tradizione. In questo processo la tradizione (con l'iniziale rigorosamente minuscola) non è statica, ma dinamica, visto che conserva di volta in volta le conquiste dell'uomo per farle meglio durare nel tempo. Staremmo parlando, dunque, di una tradizione progressista e di un'evoluzione soggetta a stabilizzazione.

    Infine, c'è una morale in tutto ciò? E' giusto o meno con quanto accade?

    Ma vale forse qualcosa domandarselo? Il sole nasce e tramonta, noi nasciamo e moriamo. Funziona così. E forse è proprio per questo che è giusto così.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #15
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Ciò che proponi è interessante, però... non so, non mi convince del tutto.
    Spesso infatti le visioni politiche dei tre schieramenti che elenchi sono totalmente inconciliabili, e il dialogo e l'alternanza non si risolvono se non in un tiramolla su temi troppo importanti.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  6. #16
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Ciò che proponi è interessante, però... non so, non mi convince del tutto.
    Spesso infatti le visioni politiche dei tre schieramenti che elenchi sono totalmente inconciliabili, e il dialogo e l'alternanza non si risolvono se non in un tiramolla su temi troppo importanti.
    Appaiono (illusoriamente, aggiungo) inconciliabili nel breve, ma mi sembra si accordino complementariamente nel lungo termine.
    SADNESS IS REBELLION

  7. #17
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Ciò che proponi è interessante, però... non so, non mi convince del tutto.
    Spesso infatti le visioni politiche dei tre schieramenti che elenchi sono totalmente inconciliabili, e il dialogo e l'alternanza non si risolvono se non in un tiramolla su temi troppo importanti.
    Nel movimento generale della storia possono esserci sempre delle antinomie e delle contraddizioni; difatti non esistono Leggi universali di evoluzione storica applicabili in ogni tempo e in ogni luogo.
    Persino le tesi di Marx, che sembravano così convincenti, sono finite -alla prova dei fatti- piuttosto male. Il capitalismo, nonostante gli acciacchi di oggi, è in linea generale uscito vincitore dalla sfida e dalle profezie di sventura.
    Certo è che le parole di Mr. Right mi affascinano e mi convincono.
    E' difficile, e talora anche sconsigliato, fare delle previsioni per il futuro, ma se il moto storico è questo...siamo dinnanzi ad un progresso continuo, ad una tradizione in dinamica trasformazione ed avanzamento. Passo dopo passo ci avviciniamo però ad uno scenario che mi turba alquanto; ci sono certi limiti che a parer mio non dovrebbero essere travalicati ed ignorati.
    Il futuro, quello lontano, non mi sembra così roseo. Le civiltà ebbre di lusso, di ricchezza, di abbondanza e di piaceri solitamente vanno incontro, prima o poi, ad un rilassamento tale dei costumi da portare ad un successivo, rapido tracollo.
    Speriamo solo di smentire questa tendenza che ha accompagnato il decorso di molte civiltà.
    La teoria biologica della storia delle società umane (infanzia e sviluppo-fase adulta di apogeo-vecchiaia e declino -morte) ci indica che anche noi un dì potremmo accorgerci che è ormai troppo tardi per evitare il collasso finale.

  8. #18
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Effettivamente, quello che sento è "Bush fascista", "Papa fascista", "Berlusconi fascista"....
    Io comunque confido che, almeno in Italia, dal crollo politico della sinistra (lo stesso PD è un fantasma, un morto che cammina) ne derivi un radicale ribaltamento del paradigma culturale...sono stufo, stufo di sentir parlare di superiorità della sinistra. Boria ed arroganza devono finire.
    In parte è perchè, come diceva giustamente satoshi, è perchè la destra in italia si è sempre identificata con il fascismo. I liberali sono sempre stati ininfluento sia a livello elettorale sia a livello culturale.
    Mentre i conservatori veri, tranne rare meteore, non ci sono mai stati.
    E il neofascismo italiano, per decenni, ha rifiutato qualsiasi espressione culturale che non fosse quella becera del ventennio.
    Di fronte a ciò ha avuto buon gioco la sx che ha egemonizzato culturalemnte la società ad ogni livello.
    Mentre a destra si rifiutavano sdegnosamente "il libro" e la "cultura" come segni di "debolezza" e di poca virilità, dall'altra si diffondeva la cultura "progressista".

    Solo negli ultimi anni c'e' una ripresa della cultura di dx con, es, Marcello Veneziani e altri. Cultura che non può essere la semplice riproposizione dei classici del passato, ma una lettura della società e del suo sviluppo dal punto di vista conservatore.

    Perchè ormai la sx non ha più nulla da dire. Ma vive ancora di rendita, di quando ha saputo seminare e disseminare. Nonostante abbia sposato appieno la causa, ad esempio, del capitalismo.

  9. #19
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Per completare il ragionamento voglio sottolineare il fatto che in questo schema

    la predominanza della sinistra sulla destra è illusoria.

    I progressisti danno, è vero, la spinta propulsiva all'evoluzione umana, perchè senza lo sviluppo della razionalità l'uomo sarebbe ancora chiuso in una caverna. Però questa spinta è alimentata da una carica distruttiva che se non venisse moderata si ritorcerebbe contro sè stessa.

    In natura l'essere prevale sempre sul divenire. Per il progressista ciò che è proprio di natura è ritenuto ingiusto e l'uomo, attraverso le conquiste della razionalità, deve farsi carico di correggere le innumerevoli disuguaglianze (=ingiustizie) presenti. Viceversa, il conservatore legittima il mondo per quello che è: accetta l'idea che il leone mangi la gazzella, che i forti predominino sui deboli, che la vita possa interrompersi da un momento all'altro, per un motivo come un altro, ad esempio per un terremoto.

    Questo non accettare il il Caso (o il Dio) generatore di inuguaglianze porta il progressista a a tendere inequivocabilmente verso il suicidio. Il conservatore, religioso o meno che sia, dà comunque legittimazione all'esistente, di cui cerca incessantemente un equilibrio.
    SADNESS IS REBELLION

  10. #20
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    Predefinito Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?

    Il post 14 potrebbe sembrare in contraddizione col precedente post 8, ma non è così.

    Il nostro mondo sembra andare a sinistra, in realtà va per i fatti suoi, ovvero rimane in fondo sempre lo stesso. Cambiano soltanto le apparenze. La Rivoluzione francese ha iniziato un ciclo storico, ma altri cicli erano sorti in precedenza e altri presumibilmente verranno.

    Rallegriamoci, dunque, perchè la rottura non è mai l'elemento predominante, quanto l'equilibrio.
    SADNESS IS REBELLION

 

 
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