Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le sei condizioni di Londra all'Iraq

    da www.lastampa.it

    " Iraq: Londra pone sei condizioni a Saddam

    12 marzo 2003


    LONDRA. La gran Bretagna ha posto sei condizioni a Saddam Hussein, tra cui l'impegno a dichiarare in televisione che consegnerà tutte le armi di sterminio in suo possesso.

    Mike ÒBrien, sottosegretario agli Esteri britannico, ha elencato le condizioni cui il rais deve adempiere per scongiurare un attacco alleato e che sono state sottoposte ai Paesi membri del Consiglio di sicurezza per essere allegate alla bozza della seconda risoluzione.

    ÒBrien ha detto ai cronisti che Saddam deve anche permettere a 30 scienziati iracheni e alle loro famiglie di andare a Cipro per avere colloqui con gli ispettori delle Nazioni Unite lontano dai condizionamenti del regime.

    Il sottosegretario ha aggiunto che il governo iracheno deve consegnare le scorte di antrace e altre armi batteriologiche e chimiche e ammettere di essere in possesso di un drone che può essere utilizzato per diffondere agenti tossici su aree molto ampie.

    ÒBrien non ha specificato quali siano le altre condizioni. «Stiamo discutendo con gli altri membri i termini che hanno maggiore possibilità di essere approvati in Consiglio di sicurezza» ha detto

    LE SEI CONDIZIONI
    1- Saddam Hussein deve fare una dichiarazione in tv trasmessa in Iraq e all'estero in cui ammette di essere in possesso di armi di sterminio e si impegna a disfarsene.

    2 - Il rais deve permettere a 30 scienziati iracheni di uscire dall'Iraq insieme alle loro famiglie per incontrare gli ispettori dell'Onu.

    3- Il regime deve consegnare le scorte di antrace e di altri agenti chimici e batteriologici di cui, secondo gli ispettori, è ancora in possesso.

    4- Produrre documenti che dimostrino cosa ne è stato
    I mpegnarsi a distruggere tutti i missili proibiti dalle risoluzioni Onu.

    5 - Fornire una lista dei droni in grado di diffondere agenti tossici su aree vaste.

    6 - Consegnare tutti i laboratori mobili per la produzione di agenti batteriologici.

    "


    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.ilnuovo.it

    " Blair cerca una soluzione ma la Spagna frena


    L'ultimatum all'Iraq slitta in attesa del voto all'Onu. Blair pone sei condizioni a Saddam ma Madrid frena: "Se la Francia si oppone meglio non votare. Gli Usa sperimentano la "Madre di tutte le bombe".
    - L'ONU DIVISA SULLA GUERRA ALL'IRAQ

    WASHINGTON – Sono sei le condizioni poste dalla Gran Bretagna per capire se Saddam ha davvero intenzione di disarmare. Lo ha dichiarato il sottosegretario britannico agli Esteri Mike O'Brien. E' l'ultima spiaggia per la diplomazia prima che parlino le armi. La Gran Bretagna sta lavorando senza sosta per una nuova risoluzione che venga finalmente approvata a maggioranza in Consiglio di Sicurezza. Lo ha rivelato oggi ai Comuni lo stesso Tony Blair. Resta invece immobile la posizione del presidente astatunitense George W. Bush: si va al voto.

    Il premier britannico, in seria difficoltà in casa, sta usando tutte le strade possibili per uscire da questa situazione di stallo. Oggi dovrebbe incontrare il suo omologo tedesco, Gerhard Schroeder. Il tempo stringe. E la Spagna, alleato di ferro di Usa e Gb, ora sembra tirare il freno: se la Francia dovesse insistere per il veto si potrebbe arrivare al ritiro della risoluzione. Lo ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo, Ana de Palacio. Secondo il ministro, si sta "valutando" la possibilità di non fare votare la bozza, "anche nel caso avesse sufficiente appoggio".

    Ecco le sei condizioni proposte da Londra. 1 - ammettere, in una dichiarazione televisiva, di possedere armi di distruzione di massa ed impegnarsi a distruggerle; 2 - consentire a trenta importanti scienziati iracheni di andare a Cipro con le loro famiglie per essere interrogati dagli ispettori; 3 - consegnare le scorte di antrace ed altri agenti chimici e biologici che gli ispettori dell'Onu avevano trovato nel 1998, o spiegare dove sono andate a finire; 4 - impegnarsi a distruggere tutti i missili proibiti; 5 - dare informazioni sugli aerei senza pilota (droni), un prototipo dei quali è stato trovato dagli ispettori; 6 - impegnarsi a consegnare agli ispettori tutti i laboratori biologici mobili affinché possano essere distrutti.

    La situazione alle Nazioni Unite. Il voto a Palazzo di vetro potrebbe esserci già domani . Intanto, gli “indecisi” del Consiglio di sicurezza dell’Onu propongono una proroga dell'ultimatum di 45 giorni. Ma Madrid si opporrebbe anche a questa soluzione. Secondo fonti anonime citate dalla Cnn, agli Stati Uniti mancherebbe solo un voto per raggiungere la maggioranza di nove necessaria a far passare la risoluzione. Sempre che qualcuno dei membri permanenti non decida (come Francia e Russia hanno già preannunciato) di usare il diritto di veto. Angola, Camerun, Guinea e Pakistan avrebbero assicurato il proprio voto favorevole. Cile e Messico sarebbero ancora indecisi.

    Alle Nazioni Unite l’Iraq lancia, intanto, un appello contro la guerra. Ma, in patria, Saddam Hussein aizza il suo popolo a “uccidere il maggior numero dei nemici", mentre negli Usa viene testata una “superbomba” e dettato un ultimo termine: non oltre marzo. Intanto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Richard Boucher, annuncia: "Saremo flessibili".

    Telefonata Bush-Putin. Intanto prosegue lo sforzo della Casa Bianca per tentare di strappare la maggioranza all'interno del Consiglio di Sicurezza. Bush ha chiamato al telefono il presidente russo Vladimir Putin. I due hanno ''rilevato con soddisfazione'' la prosecuzione di ''un dialogo permanente'' tra Mosca e Washington, ma non hanno potuto fare a meno di constatare le divergenze di posizione sulla crisi in corso.
    Ma la posizione degli Stati Uniti non cambia. Il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer, rispondendo ad un giornalista che faceva riferimento all'ipotesi spagnola di ritirare la risoluzione, ha dichiarato che la convinzione di Bush è di arrivare al voto nel Consiglio di Sicuerzza.

    I preparativi bellici Gli americani, intanto, continuano a preparare la guerra. Le forze armate statunitensi hanno richiamato oltre 12 mila riservisti: in tutto dall'inizio della crisi sono ora circa 130 mila. In Florida è stata testata una nuova "superbomba", la Moab (soprannominata Mother Of All Bombs) , da quasi 10 tonnellate. L’ordigno, l'arma convenzionale più potente in mano all’esercito Usa, potrebbe essere utilizzata in un’eventuale guerra in Iraq. Al momento, comunque, la registrazione degli effetti provocati sarà usata come 'guerra psicologica'. Da dove nel frattempo arrivano segnali contraddittori: mentre Saddam incita i suoi alla guerra, all’Onu l'ambasciatore Mohammed Aldouri ha ribadito l'impegno del suo governo a collaborare con le ispezioni dell'Onu e ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché freni la macchina di guerra.

    Donald Rumsfeld ieri ha diffuso un comunicato con il quale ha ridimensionato i suoi commenti di qualche ora prima sul ruolo del Regno Unito in un'eventuale guerra contro l'Iraq. Rumsfeld aveva infatti dato l'impressione che gli Stati Uniti avessero intenzione d’invadere l'Iraq anche senza l’appoggio inglese, poi ha fatto marcia indietro in seguito alle polemiche scaturite dalle sue parole precisando che ''nel caso si decidesse di ricorrere all'uso della forza” la Gran Bretagna “darà un contributo militare notevole”. Gli Usa comunque hanno accettato di rinviare l’ultimatum a fine marzo, ma non oltre (fine aprile) così come i sei paesi “indecisi” del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

    (12 MARZO 2003, ORE 7.30, aggiornato alle 20:00)
    "

    Cordiali saluti

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    9,779
     Likes dati
    1
     Like avuti
    0
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Le sei condizioni di Londra all'Iraq

    Originally posted by Pieffebi
    1- Saddam Hussein deve fare una dichiarazione in tv trasmessa in Iraq e all'estero in cui ammette di essere in possesso di armi di sterminio e si impegna a disfarsene.

    INACCETTABILE. Pura provocazione, che non ha NULLA a che vedere con il disarmo. Si richeide solo la pubblica umiliazione di Saddam, che sara' giustamente inesaudita.

    2 - Il rais deve permettere a 30 scienziati iracheni di uscire dall'Iraq insieme alle loro famiglie per incontrare gli ispettori dell'Onu.

    Parzialmente accettabile. E' del tutto ovvio che uno scenziato che va a Cipro con la famiglia poi non puo' piu' rientrare. Se uno va a Cipro parla e poi torna a Bagdad la cosa non ha senso. Non si capisce perche' Saddam deve rinunciare a 30 scienziati, magari impiegati in scopi pacifici. Ma sopratutto non si capisce perche' i 30 scienziati debbano accettare di emigrare per sempre con tutta la famiglia senza dare loro alcuna alternativa. Chi se li prende? Certamente alcuni dei 30 scienziati "chiave" ne sarebbero lieti. Ma quelli che non volessero andarsene? In alternativa interviste senza registrazione e senza rappresentante governativo dovrebbero ANCHE essere ammesse, poiche' comunque soddisfano i criteri degli ispettori! Se le modalita' delle interviste vanno bene agli ispettori non si capisce perche' debbano essere non ammissibili. Gli ispettori hanno chiesto O di intervistare le persone all'estero O di intervistarle internamente senza registrazione e senza rappresentante governativo.

    3- Il regime deve consegnare le scorte di antrace e di altri agenti chimici e batteriologici di cui, secondo gli ispettori, è ancora in possesso.

    O in alternativa la prova della distruzione.

    4- Produrre documenti che dimostrino cosa ne è stato
    I mpegnarsi a distruggere tutti i missili proibiti dalle risoluzioni Onu.

    Giusto, ma tale distruzione non puo' essere terminata in pochi giorni.

    5 - Fornire una lista dei droni in grado di diffondere agenti tossici su aree vaste.

    Giusto

    6 - Consegnare tutti i laboratori mobili per la produzione di agenti batteriologici.

    INACCETTABILE. Ad oggi non c'e' NESSUNA prova che tali laboratori esistano! Non e' possibile chiedere la consegna di qualcosa che non si sa neanche se esiste. Il paradosso e' che se non esistessero veramente, ci sarebbe una guerra perche' Saddam sarebbe colpevole di non aver costruito tali laboratori e quindi nell'impossibilita' di consegnarli! Ridicolo! Che l'inghilterra provi prima l'esistenza di tali laboratori e SOLO DOPO ne chieda la restituzione! Non si puo' fare una guerra sulla base delle illazioni.

    Non e' ancora chiara la questione dei tempi.

  4. #4
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal CorSera

    " L’ASSEDIO
    ALL’IRAQ
    La Casa Bianca: verso la maggioranza all’Onu

    CONTO ALLA ROVESCIA


    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    WASHINGTON - La nuova bozza di risoluzione della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e della Spagna contro l’Iraq alle Nazioni Unite è quasi pronta, e la Casa Bianca pensa di poter vincere la partita: nei suoi calcoli, è appoggiata da sette o otto dei quindici membri del Consiglio di sicurezza, e potrebbe ottenere il nono voto necessario al suo passaggio, sempre che la Francia, la Russia e la Cina non pongano il veto.
    I capovolgimenti del fronte diplomatico, però, appaiono così frequenti che le prospettive potrebbero cambiare da un momento all’altro.
    All’inizio della giornata di ieri, la partita sembrava persa: il ministro degli Esteri spagnolo Ana Palacio aveva persino dato per probabile la rinuncia alla votazione per evitare una sconfitta.
    Secondo la Casa Bianca, la nuova bozza prorogherà di sette o dieci giorni, al 24 o al 27 di marzo, l’ultimatum a Saddam Hussein fissato in precedenza al 17. Potrebbe essere già presentata oggi e votata domani, ma non si escludono un giorno o due di ritardo. L’appoggerebbero, oltre ai tre alleati promotori, la Bulgaria, il Pakistan, il Camerun e forse la Guinea e l’Angola. Rimarrebbe contrario il terzetto con diritto di veto, più la Germania e la Siria. Gli indecisi sarebbero rimasti solo due, il Cile e il Messico.
    Ieri Bush ha continuato a fare pressioni, non si sa con quale esito, telefonando al presidente russo Vladimir Putin, al messicano Vicente Fox e al cileno Ricardo Lagos.
    La «mente» della seconda risoluzione, come è chiamata (in realtà è la diciottesima in 12 anni sull’Iraq), è stata la Gran Bretagna. Jeremy Greenstock, il delegato di Londra al Palazzo di Vetro, ha posto sei condizioni per accertare la volontà di disarmo di Saddam Hussein: la confessione del raìs in diretta tv (deve ammettere di aver nascosto armi di distruzione di massa); l’invio all’estero di 30 scienziati con le relative famiglie per permettere agli ispettori di interrogarli liberamente; la consegna all’Onu dell’antrace e di altri agenti batteriologici o chimici; la distruzione dei missili; l’eliminazione degli aerei automatici; la smobilitazione dei laboratori mobili. Ma le condizioni paiono inaccettabili a Saddam Hussein.
    I fatti potrebbero vanificare l’ottimismo della Casa Bianca. L’ambasciatore russo Sergej Lavrov ha affermato che tocca agli ispettori dell’Onu e non alla Gran Bretagna fissare condizioni e ultimatum.
    La maggioranza degli indecisi ha obiettato che una settimana o dieci giorni di tempo per il disarmo iracheno sono pochi e ha chiesto un mese, fino al 17 aprile.
    Sebbene non faccia parte del Consiglio di sicurezza, il Canada è ritornato alla carica premendo per una proroga alla fine del mese. La minaccia del veto franco-russo-cinese rimane più viva che mai: stando alla Casa Bianca, tuttavia, Bush otterrebbe una «vittoria morale» se raggiungesse i nove voti e fosse bloccato dal fronte della pace.
    In ogni caso, l’America non aspetterà a lungo. La tv Cnn ha svelato che è in contatto con i leader militari iracheni per convincerli a non resistere a un attacco o addirittura a disertare. Il Financial Times ha aggiunto che i Paesi del Golfo stanno discutendo con esponenti di Bagdad (si ignora se autorizzati o no) l’eventualità di un esilio del raìs.

    Ennio Caretto
    "


    Saluti liberali

  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.ansa.it

    " IRAQ: LA FRANCIA BOCCIA LE 'SEI CONDIZIONI' DI BLAIR
    WASHINGTON - La Francia respinge le proposte della Gran Bretagna di individuare delle ''condizioni'' alle quali l'Iraq dovrebbe ottemperare per evitare una guerra. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Dominique de Villepin.
    La proposta di Londra di enumerare sei condizioni da porre a Baghdad ''non risponde alle questioni poste dalla comunita' internazionale'' secondo de Villepin. ''Non si tratta di accordare qualche giorno in piu' all'Iraq prima di impegnarsi nel ricorso alla forza - ha sottolineato il ministro francese in un comunicato - ma di avanzare risolutamente sulla strada del disarmo pacifico tracciata dalle ispezioni che sono un'alternativa credibile alla guerra''.

    Da parte sua la Russia ritiene che occorra piu' tempo per consentire la verifica delle condizioni a cui l'Iraq dovrebbe adempiere secondo il progetto di compromesso di risoluzione fatto circolare nelle ultime ore dalla Gran Bretagna. Lo ha detto il viceministro degli esteri Iuri Fedotov, il quale non ha comunque respinto del tutto l'iniziativa britannica, precisando che Mosca la ''sta studiando''.

    Il no della Francia rende il processo piu' difficile. Lo ha detto il ministro degli esteri britannico Jack Straw.
    La Gran Bretagna ha proposto ieri alle Nazioni unite di enumerare sei condizioni che l'Iraq dovrebbe soddisfare per evitare una guerra che dovrebbero essere incluse -secondo Londra- in una nuova risoluzione delle Nazioni Unite. Tra queste c'e' la richiesta di permettere a 30 scienziati iracheni chiave di recarsi a Cipro per essere intervistati dagli ispettori delle Nazioni Unite.
    Londra chiede anche la distruzione ''immediata'' di 10.000 litri di antrace e altri materiali chimici e biologici ed insiste che Baghdad deve fornire spiegazioni sul drone, l'aereo telecomandanto scoperto dagli ispettori e non dichiarato.
    13/03/2003 120
    "

    Saluti liberali

  6. #6
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.cnnitalia.it

    " Usa preparano dopoguerra in Iraq
    Il Paese sarà diviso in tre settori, con diverse amministrazioni
    Ultimo aggiornamento 14 marzo 2003, 119 ora italiana (109 GMT)


    Gli Usa preparano il dopoguerra in Iraq: un segnale che il conflitto è ormai inevitabile?

    WASHINGTON (CNN) -- In caso di guerra contro l'Iraq gli Stati Uniti divideranno il Paese, dopo la fine del conflitto, in tre settori sottoposti ad altrettante amministrazioni civili. Questi, secondo fonti del Pentagono, i piani per la gestione del dopoguerra nella nazione mediorientale.

    Le sezioni settentrionale e meridionale sarebbero sottoposte al controllo di due generali a riposo dell'esercito statunitense. La porzione centrale, che comprenderebbe l'area di Baghdad, sarebbe invece affidata 'alle cure' di Barbara Bodine, già ambasciatore di Washington in Yemen.

    Il piano, secondo quando si apprende, sarebbe stato messo a punto dall'Ufficio per la ricostruzione e l'assistenza umanitaria del Pentagono, guidato dal generale e riposo Jay Garner, principale candidato a guidare la task force che dovrà traghettare l'Iraq nella transizione verso un regime democratico dopo che Saddam Hussein sarà stato rovesciato: alle sue dipendenze ci sarebbero circa 150 funzionari dell'amministrazione Usa e centinaia di civili con le competenze più disparate.

    Il generale a riposo ricoprirebbe nei primi mesi di dopoguerra la carica di "amministratore civile ad interim" dell'Iraq nella fase di transizione. Il progetto per la gestione del 'dopo-Saddam' pianifica anche gli aiuti umanitari e gli sforzi necessari per coordinare la ricostruzione dell'Iraq.

    Pare, sempre secondo le fonti del Pentagono, che gli Stati Uniti abbiano già scelto le personalità indicate per occupare i ministeri chiave iracheni che l'amministrazione Bush vuole tenere per sé nella prima fase del dopoguerra. Ogni funzionario Usa guiderebbe un dicastero servendosi di personale civile iracheno.
    "

    Cordiali saluti

  7. #7
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.adnkronos.com

    " Il Cile non votera' a favore della risoluzione. Proposta alternativa dei sei paesi indecisi
    Iraq: vertice tra Gb, Spagna e Usa nelle Azzorre
    Bush, Blair e Aznar si incontreranno domenica


    ''Forze Usa possono aspettare un mese o piu'''



    Madrid, 14 mar. - (Adnkronos) - Si terra' nelle Azzorre nel weekend il vertice sulla crisi irachena tra Stati Uniti, Spagna e Gran Bretagna , sollecitato dal premier britannico Tony Blair. Lo riferisce la Cnn. Si incontreranno domenica nell'arcipelago portoghese.
    Il ministro degli Esteri spagnolo, Ana Palacio, non aveva voluto sbilanciarsi sulla possibilita' di un vertice a tre nel fine settimana, sollecitato dalla Gran Bretagna.
    ''In questo momento non posso confermare nulla, ma si parla... si lavora su diverse formule di incontro - ha detto il capo della diplomazia di Madrid intervenendo a una riunione del Partito popolare (Pp) al governo - allo scopo di esplorare fino all'ultimo la possibilita' di ottenere una seconda risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu che aumenti la pressione su Saddam Hussein ''.
    ''Questo fine settimana l'attivita' diplomatica sara' molto intensa, come nel precedente'', ha detto Palacio, respingendo nuovamente la possibilita' di estendere di 30 0 45 giorni l'ultimatum per il disarmo di Saddam, perche' ''bastano solamente qualche ora o qualche giorno'' per esprimere una reale volonta' di disarmo.
    Intanto, il Cile ha annunciato che non votera' a favore della nuova risoluzione sull'Iraq sostenuta da Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. ''Il Cile non e' in condizione di appoggiare la risoluzione... questo significa che non la appoggeremo, la respingeremo'', ha dichiarato il ministro degli Esteri Soledad Alvear riferendosi alla bozza di testo presentata venerdi scorso. Il Cile e' uno dei dieci membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza. Finora era considerato uno dei paesi indecisi fra cui gli Stati Uniti avrebbero potuto raccogliere i nove voti favorevoli necessari al passaggio della risoluzione, sempre che non vi fosse un veto da parte di membri permanenti del Consiglio.
    Nuova proposta sulla crisi irachena in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: ad elaborarla, scrive oggi il quotidiano spagnolo 'El Mundo', sarebbero i cosiddetti ''sei paesi indecisi'', Messico, Cile, Pakistan, Guinea, Camerun, Angola nel tentativo di avvicinare le posizioni dei due gruppi, quello di Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Bulgaria e quello di Francia, Germania, Russia, Cina e Siria. L'iniziativa, promossa da Messico e Cile, e' stata annunciata poco dopo che il Messico aveva comunicato la propria intenzione di votare contro la seconda risoluzione. Del contenuto di questa proposta non e' stato rivelato nulla: ''Stiamo esplorando una possibilita', ma naturalmente non negozieremo pubblicamente'', ha spiegato l'ambasciatore cileno, Gabriel Valdes: L'obiettivo, ha aggiunto, e' quello di cercare ''di far uscire il Consiglio dallo stato di paralisi in cui si trova ''.
    "

    Cordiali saluti


    Vedremo la proposta alternativa del Messico, che almeno ci prova...al contrario della piccolissima Francia.

  8. #8
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.iltempo.it

    " Iraq, vertice a tre alle Azzorre


    Man mano che vanno avanti le consultazioni diplomatiche la difficoltà di convogliare un numero sufficiente di sì attorno alla seconda risoluzione del Consiglio di sicurezza sul disarmo dell'Iraq emerge con chiarezza e le posizioni ormai cristallizzate impongono la ricerca di una soluzione di compromesso. Questa la situazione dell'impasse internazionale sulla crisi irachena che fa registrare, in queste ultime ore, maggiore flessibilità da parte di Washington e di Londra per spostare dal 17 marzo almeno fino alla fine del mese l'ultimatum a Saddam Hussein.

    VERTICE A TRE ALLE AZZORRE. Intanto, Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna discuteranno gli sviluppi da dare alla risoluzione da loro presentata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per l'uso della forza per disarmare l'Iraq nel fine settimane, alle Azzorre. Il Vertice, che si svolgerà domenica pomeriggio, sarà «politico e non militare»: lo indicano fonti della Casa Bianca, precisando che gli Stati Uniti vogliono ancora un voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla risoluzione presentata la scorsa settimana al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e successivamente emendata.

    KOFI ANNAN CERCA DI RICOMPORRE LE DIVISIONI. C'è da registrare, inoltre, una febbrile attività del segretario generale dell'Onu Kofi Annan per ricomporre le spaccature e trovare una soluzione unitaria. E così mentre gli americani fanno sapere che potrebbero ritirare la nuova risoluzione evitando il rischio di veti da parte di Francia e Russia, il segretario generale dell'Onu ha avviato una serie di incontri bilaterali con gli ambasciatori dei 15 Paesi del Consiglio.

    GB: VELENOSA LA POSIZIONE FRANCESE. COSSIGA CONFERMA LA RICHIESTA USA ALL'ITALIA. Secondo il ministro degli Esteri britannico Jack Straw, la minaccia della Francia di porre il veto a una seconda risoluzione sull'Iraq in qualsiasi circostanza rende «più improbabile un esito pacifico della crisi». L'ira di Londra nei confronti della Francia dopo il secco «no» di Parigi alla nuova proposta di compromesso di Londra è stata confermata dal portavoce di Downing Street che ieri ha definito «velenosa» la posizione dell'Eliseo. Intanto, gli Stati Uniti avrebbero effettivamente chiesto un coinvolgimento militare diretto dell'Italia nell'eventuale guerra contro l'Iraq, ma si accontenterebbero di una presenza simbolica con un significato politico più che militare. A sostenerlo è il presidente emerito Francesco Cossiga, che commenta così le indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi sulla materia. «A quanto credo di sapere - afferma Cossiga - una richiesta in questo senso è stata fatta ma più che con valenza tecnico-militare, in chiave politica».

    ARRIVANO NUOVI NAVI DA GUERRA NEL GOLFO. Oggi il Washington Post scrive che i militari americani sono in grado di aspettare un mese o più per invadere l'Iraq, e un rinvio non causerebbe un aumento delle vittime statunitensi. Lo ha dichiarato il vice capo degli Stati maggiori riuniti Usa, il generale dei Marine Peter Pace, durante un incontro a porte chiuse al Pentagono con esperti di difesa. Il Pentagono ha anche annunciato lo spostamento di una decina di navi da guerra con missili Cruise dal Mediterraneo al Golfo.

    Ultimo aggiornamento venerdì 14 marzo 2003 ore 12.30
    "

    Saluti liberali

  9. #9
    colleziono trofei
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    145,064
     Likes dati
    3,871
     Like avuti
    14,825
    Mentioned
    3964 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Pieffebi
    da www.iltempo.it

    " [i] Iraq, vertice a tre alle Azzorre




    VERTICE A TRE ALLE AZZORRE. Intanto, Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna discuteranno gli sviluppi da dare alla risoluzione da loro presentata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per l'uso della forza per disarmare l'Iraq nel fine settimane, alle Azzorre. Il Vertice, che si svolgerà domenica pomeriggio, sarà «politico e non militare»: lo indicano fonti della Casa Bianca, precisando che gli Stati Uniti vogliono ancora un voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla risoluzione presentata la scorsa settimana al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e successivamente emendata.
    Un anno dopo.



    CORRIERE, 16.3.04

    I timori del premier e la sindrome Aznar

    di MASSIMO FRANCO


    Adesso, per Silvio Berlusconi lo scenario si complica. È venuto meno il principale alleato europeo di Palazzo Chigi; e la novità rende il centrodestra più esposto alle critiche e all’isolamento nel Vecchio continente. In fondo, José Maria Aznar era il perno dell’alleanza Stati Uniti-Gran Bretagna-Spagna, insieme con l’Italia. Il 16 marzo di un anno fa era stato lui a ospitare George Bush e Tony Blair alle Isole Azzorre per l’ultimo vertice prima della guerra contro Saddam Hussein. Quella che Berlusconi percepiva come la sponda più sicura, di colpo si è sgretolata. Così, un centrosinistra che rischiava la frattura coi pacifisti sulla missione a Nassiriya, corre ad abbracciare il socialista Josè Luis Zapatero; condivide l’ipotesi di un ritiro dei soldati entro il 30 giugno; e con Giuliano Amato lascia cadere gli inviti del governo al dialogo. E da Bruxelles, ieri Romano Prodi ha ripetuto che l’Europa era e rimane contro la guerra in Iraq. Insomma, tutti i segnali lasciano capire che l’opposizione si sente rafforzata. E non vuole concedere a Berlusconi una tregua in nome della lotta al terrorismo islamico. «Prodi» accusa Sandro Bondi, coordinatore di FI, «non aiuta l’unità».
    Non è detto che invece Berlusconi la voglia davvero. Ma è un fatto che abbia invocato un fronte comune contro l’eversione. Conta relativamente che il segnale sia stato considerato poco distensivo, perché il premier ha intimato alla sinistra di uscire dalle ambiguità. Dopo il crollo dei popolari spagnoli, Berlusconi sa di essere più solo nell’Unione europea. E la maggioranza, seppure compatta, dà segni di confusione.
    Probabilmente, pesa anche l’assenza dalla scena del capo della Lega, Umberto Bossi, tuttora in ospedale. Così, il ministro Roberto Maroni dice no alla manifestazione di domani proposta dal sindaco diessino di Firenze, Leonardo Domenici. Gustavo Selva, di An, arriva a sostenere che con la vittoria di José Luis Zapatero «Bin Laden segna un altro punto al suo attivo». E il vicepremier Gianfranco Fini, capo di An, è costretto a smentirlo indirettamente. Ma nel partito, la tesi di Selva ha un seguito.
    Sono parole diverse da quelle del ministro dell’Udc, Rocco Buttiglione. Per lui, sono state sconfitte le «menzogne di Aznar». E il problema è «come venire via dall’Iraq». Si tratta di reazioni a caldo, ma non sembrano di buon auspicio. I giochi si sono riaperti; e non nella direzione più incoraggiante per il centrodestra. Quello che fino a due giorni fa era «il vantaggio Aznar», per Berlusconi rischia di diventare «la sindrome spagnola».

 

 

Discussioni Simili

  1. Iraq: nelle carceri sovraffollamento e condizioni terribili
    Di 22Ottobre nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-12-08, 19:02
  2. Condizioni Di Vita In Iraq:
    Di AldoVincent nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 22-06-05, 13:43
  3. Iraq, ecco cosa cambiare condizioni di Zapatero
    Di benfy nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-03-04, 15:48
  4. Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 20-09-02, 07:57
  5. IRAQ: sì a ispezioni senza condizioni
    Di L'Uomo Tigre nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-09-02, 01:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito