Il deputato di An era stato invitato alla trasmissione
Falomi: "Intervenga la commissione di Vigilanza"
Ballarò, protesta anche Selva
"La Rai spieghi l'annullamento"
Giovanni Floris
ROMA - L'"oscuramento" di Ballarò continua a creare polemiche e, questa volta, alle proteste del centrosinistra e del sindacato dei giornalisti Rai si aggiungono anche quelle di un big del centrodestra: Gustavo Selva, presidente della commissione esteri della Camera, chiede "la ragione vera dell'annullamento della trasmissione sulle elezioni spagnole".
"Ieri, alle 19 - afferma Selva - sono stato invitato dalla Rai alla trasmissione di Ballarò sulle elezioni spagnole, programmata per questa sera. Stamane alle 10,30 mi è stato comunicato che la trasmissione, alla quale ero stato invitato, è stata sostituita per 'recuperare' un altro tema, non definito". Un fatto che non è piaciuto per nulla all'esponente di Alleanza nazionale. "Come giornalista - conclude Selva - mi sorprendo che Ballarò abbia rinunciato a uno spazio nel quale dibattere il tema di maggiore attualità internazionale".
Meno inattesa ma altrettanto veemente la reazione del senatore Antonello Falomi. "E' evidente che dietro la
cancellazione di Ballarò - dice l'ex diessino - c'è la volontà di far sparire rapidamente dalla trasmissioni di approfondimento il tema della vittoria socialista in Spagna". E così il portavoce della Lista Di Pietro-Occhetto chiede un intervento "tempestivo" delle istituzioni di Garanzia, sull'annullamento della puntata della trasmissione di Raitre.
"Una volontà di oscuramento - continua Falomi - che è l'altra faccia della medaglia del modo con cui se ne è discusso ieri sera nella trasmissione di Socci: un modo così arrogante e fazioso da aver costretto l'onorevole Di Pietro ad abbandonare in diretta la trasmissione".
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Le istituzioni di garanzia e vigilanza "di fronte a quanto sta accadendo in Rai - sottolinea Falomi - non possono più far finta di non vedere o di vedere senza prendere però tempestivi provvedimenti".
Anche il diessino Giuseppe Giulietti protesta. "La decisione del direttore generale Flavio Cattaneo di manomettere il palinsesto di Raitre - dice Giulietti - e di impedire al direttore di rete di decidere in autonomia la programmazione è la clamorosa conferma che in questo servizio pubblico le regole si applicano a giorni alterni ed in modo fazioso".
Il sindacato dei giornalisti Rai chiede che "si rimuova ogni ostacolo all'offerta di programmi di attualità" e lo fa attraverso le parole del suo segretario Roberto Natale. "Il direttore di RaiTre, Ruffini - dice Natale - ha la colpa di aver voluto troppa informazione sull'attualità, mentre il direttore di RaiDue, Marano, può rivendicare la qualità delle sue trasmissioni sulla chirurgia estetica senza che il palazzo di viale Mazzini venga giù dalle risate".
"Al vertice della Rai - continua il sindacalista - qualcuno ha smarrito le ragioni stesse del servizio pubblico. Dal Cda di oggi pomeriggio i giornalisti Rai si attendono la rimozione di ogni ostacolo all'offerta di programmi sull'attualità, e l'apertura di un confronto vero sulla qualità che deve caratterizzare la programmazione del servizio pubblico: cosicché il direttore generale e il coordinatore dei palinsesti abbiano chiaro che i programmi dei quali occuparsi non sono certo Ballarò ed Enigma".




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