Trovo pericoloso e controproducente lasciare l'idea di Europa in mano ai nostri nemici. Perchè lasciare che siano essi, gli alfieri storici degli Stati nazionali, a proporre l'idea di un'integrazione fra i popoli del Vecchio Continente? Lo so che, su questo forum tutti si dicono favorevoli all'Europa dei popoli, ma nei fatti si lascia nell'evanescenza questo concetto e ci si trincera dietro politiche anti-europee non adeguatamente confortate da progetti alternativi e costruttivi. Perchè lasciare trapelare l'idea che noi si difenda una sovranità impermeabile e chiusa, incapace d'affrontare le sfide aperte da U.S.A. e Cina, e di non volere invece una confederazione europea capace di rendersi autonoma dalla N.A.T.O , di tutelare i nostri diritti con un vasto "jus sanguinis" e con un controllo capillare dei flussi migratori, di garantire un equo sviluppo "glocale" delle nostre terre con un controllo politico sull'economia, di difendere l'estrema pluralità etno-culturale dell' Europa dalle volontà etnocida degli Stati nazionali, di difendere anche su vasta scala quell'ecosistema che rappresenta il primo mattone alla difesa bio-regionalista?
Che l'Europa attuale sia figlia di banche svincolate da ogni controllo politico e soprattutto da ogni legame con istituzioni democratiche è un fatto. Ma lo strumento che essi stanno creando non è cattivo in sé: è piuttosto l'uso che ne fanno a dequalificarlo. L'Euro, ad esempio, è stato voluto dalle banche ed è oggi strumento in mano agli americani che, attraverso il rapporto col dollaro, godono della possibilità di semplificare l'import/export, ma in sé non è che una moneta capace di semplificare le relazioni fra popoli affini che condividono uno spazio integrabile in vista di un bene comune. Il mandato d'arresto europeo è ambiguo perchè sottrae gli individui al loro orizzonte giuridico d'appartenenza e li conduce all'interno di un flusso di poteri illegittimi, estraneo a ogni forma di federalismo giurisdizionale, ma la creazione di un diritto penale europeo non sarebbe un male qualora soprattutto concedesse, sul modello svizzero, l'organizzazione e la gestione dei tribunali alle comunità etno-nazionali. In ogni caso, l'esistenza formale della legge è sempre naturale: l'importante è ciò che le leggi prevedono, ed è qui che si gioca la battaglia politica. Per quanto concerne invece l'integrazione economica, se oggi lorsignori sfruttano l'Europa per aprire alle multinazionali spazi immensi di profitto, noi dobbiamo ritenere l'Europa essenziale affinchè vi sia una tutela politica della produzione locale capace di sottrarre i nostri popoli e le nostre genti a un orizzonte competitivo, alienante, estraneo al senso tradizionale dell'economia e foriero di ingestibili mutazioni sociali e culturali.
Lasciamo quindi che l'Europa venga fatta. Lasciamo che Bruxelles sottragga poteri a Roma, e magari affiancamola secondo la legge per cui il nemico del mio nemico è mio amico. Stringiamo patti con gli altri partiti identitari europei, e lasciamo che la storia faccia il suo corso: troveremo la tavola già imbandita e, dall'alto dell'Europa sarà molto più semplice modificare lo stato di cose a nostro favore.
Puntiamo a compartecipare la sovranità con un'Europa dei popoli, espressa da un'Assemblea legislativa delle attuali regioni europee, ognuna delle quali elegga un rappresentante, assemblea che elegga un esecutivo capace di tutelare l'esistenza, morale e materiale, delle nostre nazioni, delle nostre culture, dei nostri diritti.




Rispondi Citando
