

"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


La prepotenza, la prevaricazione di alcuni, pochissimi potenti degenerati, non può ragionevolmente avallare una interessata menzogna storica. E il Tuo argomento è monco. Infatti non solo nel dopoguerra il padrone malvagio poteva permettersi certi abusi, oggi l'abuso continua e su ben più ampia scala... nel mondo del lavoro, dello spettacolo, ecc. Abuso impunito come ieri se non denunciato e che, comunque, niente ha a che vedere con un diritto conclamato come pretende la calunnia repubblicana.
Dissentendo da Te, non vedo in ciò colpe della Chiesa e della magistratura, quanto piuttosto gli esiti di un processo culturale
tutto da discutere.
Il diritto che si pretende essere stato del Signore, del Nobile in epoca medievale, non è che una delle tante bufale diffuse ad arte tra il popolino dai repubblicani che anche ieri argomenti migliori non avevano se non la diceria, così come oggi non hanno avuto di meglio che imbonire con la più moderna, si, ma altrettanto grande menzogna storica, e cioè che la repubblica non sarebbe gravata sulle spalle del popolo lavoratore come il lusso sfrenato e sprezzante della Monarchia... paparaaapaaapaaaaa!
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"... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell


A conferma e ad integrazione dell'analisi di Messori propostaci da Cuordileone, ecco ancora:
Lo jus primae noctis è un’invenzione letteraria nata nei secoli di passaggio tra il Medioevo e l’Età Moderna. Possediamo e conosciamo bene la legislazione dei cosiddetti Regni romano-barbarici, e di esso non vi è traccia; gli storici e gli antropologi hanno rivoltato ogni virgola della legislazione longobarda, e non hanno trovato niente che assomigli allo jus primae noctis. Lo stesso dicasi per la Legislazione Carolingia e dei Regni successivi, per non parlare di quella del Sacro Romano Impero e dei Comuni: niente di niente, neanche un accenno. E allora, come è possibile che una simile panzana sia nata e goda tuttora di così tanta fortuna?
Furono per primi i giuristi del Medioevo morente a fantasticare di un simile diritto, che sarebbe esistito in un passato lontano anche dalla loro epoca, interpretando in modo errato alcuni tributi che venivano pagati dai villani ai signori al momento del matrimonio. Essi scambiarono il maritagium o foris maritagium come un riscatto di un antico Diritto Reale del signore sugli sponsali. In realtà si trattava di una somma che il padre della sposa dava per ottenere il permesso di dare una dote alla figlia: (mia nota: benefici, rendite) di terre e poderi che passavano dal signore alla futura sposa in cambio di un'indennizzo. In pratica, quindi, il diritto gravava sui beni, non sulle persone.
Un altro elemento che contribuì ad alimentare il mito fu la tassa che i coniugi, in certe aree, dovevano pagare alla Chiesa per poter consumare il matrimonio la prima notte di nozze.
Anticamente gli sposi dall'indole particolarmente religiosa (e successivamente fu imposto a tutti), al termine della cerimonia laica, usavano farsi dare una benedizione speciale dal sacerdote e, per rispetto a essa, la prima notte si astenevano dai rapporti sessuali.
Secondo studi recenti, addirittura, lo jus primae noctis "nacque" nel 1526 dalle parole dallo scozzese Hector Boethius. Boethius scrisse una Storia della Scozia a partire dall'epoca celtica e parlando delle riforme attuate Re Malcolm III Canmore, vissuto nell’XI secolo, introdusse il passo seguente: «... fu abrogata una usanza pessima e vergognosa instaurata dal tiranno Evenus che consisteva, per i signori dotati di potere, di godere la primizia della verginità di tutte le spose del loro territorio. Da allora lo sposo poteva riscattare quella notte versando al signore mezza marca d'argento; essi sono ancora oggi tenuti a versare questa somma, che è chiamata comunemente "merchet della donna"» (il maritagium prende il nome di merchet). Non si tratta altro che del vecchio maritagium ammantato di una spiegazione più piccante.
Il mito attecchì con straordinaria fortuna e la storiella del mai esistito tiranno Evenus fu presa per buona senza che nessuno si prendesse la briga di controllare su quale base documentaria si fondasse.
da: Jus primae noctis, il diritto della prima notte :: Ti Sposo.it - il portale degli sposi
Ultima modifica di gnocco; 28-10-09 alle 23:34
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"... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell


come non c'entra...??
nessuno dice che sia stata una usanaza istituita dalla chiesa.... diciamo solo che la chiesa su questo argomenti non ha mai fatto tante storie come ora ....
e come in un passato non troppo lontano quando convinceva le ragazze disonorate (sic) a suicidarsi per non dare scandalo alle virtuose bigotte del tempo.
[B]per mantenere in pace un mondo caratterizzato da ingiuste concentrazioni di ricchezza ed enormi sacche di povertà è necessario trasformare i poveri in zombie con la propaganda e le religioni[/B]


bhè in realtà era una pratica presente nella società feudale-rurale non basata sul diritto ma sul concetto di proprietà e onnicomprensività del feudatario...
mo vi provoco, sappiate che un qualcosa di simile è l'inizio della carriera di un certo soggetto da rionero in vulture...
un signorotto exfeudale ci provò con la sorella di carmine crocco donatelli e lui per tutta risposta lo affrontò tentando di ucciderlo, ribellandosi quinid ad un suo che il signorotto voleva perpetrare e a 19 anni se en ricordo finì nelle carceri borboniche...
il fatto è riportato nelle memorie autobiografiche di crocco ed è accaduto intorno al 1850.
legittimista si ma critico
"il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879