Nato in Scozia nel 387, rapito dai pirati e venduto come schiavo a un pastore irlandese: il riscatto e la religione
Trifogli "annegati", pozzi e antiche storie: l'Irlanda festeggia oggi il suo patrono
LAURA RANGONI
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Il 17 marzo di ogni anno in Irlanda, così come in ogni parte del mondo nella quale gli irlandesi si siano spinti, si celebra il St. Patrick's Day, una festa in onore del patrono dell'isola che coinvolge moltissime persone, con processioni, canti, sfilate e fiumi di birra.
Se cerchiamo notizie del santo non troviamo molte fonti: di certo si sa che San Patrizio nacque in Scozia, a Kilpatrick, nel 387. Il padre, Calphurnius, era membro di una famiglia romanizzata che aveva avuto una certa importanza, infatti egli aveva l'incarico di decurio per la Gallia e la Britannia. La madre, Conchessa era donna molto religiosa, ed era devota al grande patrono della Gallia: San Martino di Tours.
Il giovane venne rapito, pare da pirati, e fu venduto come schiavo ad un pastore irlandese, che lo mise a lavorare duramente. Per tutti gli anni di prigionia Patrizio non si lamentò, ma cercò di imparare quanto più possibile sulla terra che lo ospitava, e, non si sa bene come, un giorno riuscì a riguadagnarsi la libertà. Si recò dapprima in Gran Bretagna, poi in Francia e in Italia, dove iniziò a studiare e dove venne ordinato sacerdote. Papa celestino V aveva molta stima di Patrizio, così lo rimandò in Irlanda, affinché convertisse le popolazioni locali, ancora pagane. Egli ritornò quindi nel 432 nella terra che lo aveva visto schiavo. Pare anche che sia stato proprio san Patrizio a convertire Re Angus, presso la rocca di Cashel. Fu consacrato vescovo d'Irlanda come successore di Palladio e impostò la sua opera pastorale con l'instaurare diocesi, fondare chiese e cercare di armonizzare la mentalità celtica con le esigenze della nuova fede.
La sua morte avvenne il 17 Marzo del 461 a Saul Downpatrick, in Irlanda.
San Patrizio è protagonista di molte leggende, che lo dipingono come un potente druido e un mago. Ad esempio, secondo la tradizione uno scoglio brullo e solo apparentemente inospitale, che la gente chiama Sceilig Mhichil (guglia di San Michele), fu il luogo dal quale si alzò in volo San Michele arcangelo giunto per aiutare San Patrizio a liberare l'Irlanda dai grandi rettili che l'infestavano. Serpenti e creature mostruose che nell'interpretazione cristiana dell'epoca erano metafora del paganesimo e di tutte quelle esperienze rituali che costituivano una spina nel fianco per gli evangelizzatori. Ancora oggi si dice che in Irlanda non vi siano serpenti poiché san Patrizio li ha cacciati via tutti.
Un'altra leggenda molto famosa ritiene il santo custode di una caverna senza fondo, il celebre pozzo di San Patrizio, dalla quale si accedeva al Purgatorio.
Station Island a Lough Derg è meta di pellegrinaggi penitenziali che, a partire dal XII secolo, ha visto transitare migliaia di fedeli alla ricerca di redenzione, disposti a rispettare regole ferree per espiare i propri peccati.
San Davog, un discepolo di San Patrizio, fondò un monastero sulla vicina Saints'Island, per ricordare nel tempo il luogo in cui il suo maestro ebbe la visione del Purgatorio: infatti Station Island è popolarmente chiamata St. Patrick's Purgatory. Gli uomini del medioevo collocarono l'ingresso del Purgatorio in una grotta della Station Island, che in breve acquistò grande notorietà negli itinerari di pellegrinaggio e fu meta anche di re e imperatori desiderosi di purificarsi la coscienza dai peccati che avevano travolto la loro esistenza.
La notorietà del "purgatorio di Lough Dreg" era tale che appare anche raffigurato in un affresco del XIV secolo presente in un monastero di Todi.
I pellegrini dovevano sottostare ad alcune rigide regole per essere certi di poter ritornare a casa con il perdono per le colpe commesse. Dopo il viaggio a piedi fino a St. Patrick's Purgatory, i fedeli dovevano trascorre un periodo di ventiquattro ore chiusi dentro una grotta che era stata ambientata come una tomba: prima di accedere ricevevano la benedizione che in genere si impartiva ai feretri prima di essere tumulati.
Si trattava di un'esperienza mistica di un certo impegno a cui potevano partecipare solo quei pellegrini che avevano ottenuto espresso permesso dal vescovo, il quale aveva comunque il dovere di cercare di dissuadere il fedele dall'intraprendere una simile prova.
Infatti il penitente, all'interno della grotta, al buio, senza cibo e sicuramente oppresso da quell'ambiente che simbolicamente rimandava alla tomba, poteva essere vittima di allucinazioni e di visioni.
Secondo alcuni all'interno della grotta di Lough Dreg si verificarono esperienze riconducibili alla sfera dell'estasi, mentre per altri è possibile che quell'ambiente favorisse la trance.
L'attuale festa di San Patrizio è il momento più atteso da parte degli Irlandesi per poter cedere alla malinconia della terra lontana, nostalgia che affogano volentieri assieme al famoso trifoglio.
Sempre San Patrizio, per spiegare ai pagani il significato della trinità, usò l'umile pianticella, che da quel giorno è diventata un po' l'emblema dell'Irlanda. In questo giorno è tradizione infatti indossare un trifoglio e "affogarlo". Chi vuole conoscere quest'antica usanza basta che si munisca di trifoglio e si rechi in un pub irlandese, offra da bere a un autentico irlandese una pinta di birra e resti tutta la notte ad ascoltare antiche storie.
[Data pubblicazione: 17/03/2004]




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