Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    il paese che non c'è
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    Predefinito ecco la conferma della loro strategia..

    dal Corriere della sera di oggi


    Un messaggio al quotidiano arabo Al Hayat. Polizia prudente
    Al Qaeda: «Tregua con il governo Zapatero»

    I terroristi che hanno rivendicato le stragi di Madrid: «Alt a tutte le operazioni....


    ARRENDIAMOCI!!!!
    RITIRIAMOCI
    COSI DORMIREMO SONNI TRANQUILLI non è quello che tutti vogliamo?

  2. #2
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    Ma io ora mi chiedo: è conveniente uno scontro di civiltà al quale partecipi anche parte dell'Europa per la sua smania di seguire gli U.S.A. nella loro strategia di rapina petrolifera e nei loro compiti di sostegno, morale e materiale (soldi e armi), a Israele? E poi: noi abbiamo un grande dispiegamento di armi e tecnologie, ma siamo ormai popoli di umanisti e filantropi che nemmeno hanno più la forza di dire "si, si, no, no" in merito a immigrazione e moschee. Lo scontro di civiltà lo stiamo creando nelle nostre terre e lo lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti, grazie alla miopia di chi vuole disintegrare il tessuto sociale pensando di dominarlo con maggior semplicità. Per mia natura sono ben più portato a guardare dentro i miei confini e concepire la politica come servizio al MIO popolo. Oggi, con la globalizzazione, sembra che tutto debba riguardare tutti, senza distinzione di ruoli e giurisdizioni: l'Occidente vuole sempre più essere giudice del mondo, delle culture e modi di vita altrui e del "sangue" che scorre altrove perchè le storie locali ritrovino, pur se tragicamente, propri equilibri (come spesso è avvenuto in Europa). Interventi in Kossovo, interventi in Iraq, ambiguità in Medio oriente e ovunque si possano creare possibili aree di influenza strategica stanno gettando il mondo in baratri pericolosi. Io le truppe dall'irak, in tutta coscienza, le ritirerei. Non per paura ma per principio: non credo e non voglio una civiltà occidentale liberaleggiante sul piano interno e aggressiva su quello estero. Voglio una civiltà europea consapevole delle proprie radici, scritte nel "buon sangue" della tradizione ma quanto più possibile pacifica nei confronti dell'esterno, nonchè ispirata a rapporti d'equità, politica ed economica, con le altre nazioni. Non si sta camminando su questa strada, mentre se ne sta imboccando un'altra priva di logica che già si sta colmando col sangue di civili innocenti.

  3. #3
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    santa margherita lig.
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    Onu per tutti

    è ora che si muova l'Onu e che porti truppe in iraq e in israele e palestina.

    una pioggia di caschi blu in tutte le zone calde.

    basta con i pro e i contro, con chi fa la guerra ( USA e GB ) o chi sta con chi fa la guerra ma la guerra non fa (ITA).

    via le truppe di guerra e avanti con le truppe di interposizione, la croce rossa, la mezzaluna verde, ospedali di Strada o dello zio Sam.

    gli usa hanno lasciato come sempre il loro sangue e questo penetra nel territorio che occupano. Spesso e sangue di poveracci che sfidano la sorte per una cittadinanza altrimenti lunga a venire o per risolvere il problema della disoccupazione, ma è pur sempre sangue che deve avere comunque un risarcimento a capitolo concluso.

    Ma se non verranno a patti con i religiosi, che sono quelli che muovono le masse e possono condizionare le coscienze e che stanno in attesa degli eventi, credo che non riusciranno mai a dare un governo stabile al paese con il rischio di destabilizzare tutta l'area.

    Meglio un irak fatto a fette, con stati autonomi di etnie omogenee che un unico stato pronto ad esplodere appena gli usa se ne siano andati.

    l'importazione dell'idea di una repubblica democratica non islamica di tipo occidentale che si paventava all'inizio da parte degli usa è un esperimento che gli irakeni, che già hanno molto sofferto non si meritano.

    non si può cancellare la cultura di un popolo da un giorno all'altro e soprattutto perchè così conviene al vincitore

  4. #4
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    Originally posted by ZENA
    Ma io ora mi chiedo: è conveniente uno scontro di civiltà al quale partecipi anche parte dell'Europa per la sua smania di seguire gli U.S.A. nella loro strategia di rapina petrolifera e nei loro compiti di sostegno, morale e materiale (soldi e armi), a Israele? E poi: noi abbiamo un grande dispiegamento di armi e tecnologie, ma siamo ormai popoli di umanisti e filantropi che nemmeno hanno più la forza di dire "si, si, no, no" in merito a immigrazione e moschee. Lo scontro di civiltà lo stiamo creando nelle nostre terre e lo lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti, grazie alla miopia di chi vuole disintegrare il tessuto sociale pensando di dominarlo con maggior semplicità. Per mia natura sono ben più portato a guardare dentro i miei confini e concepire la politica come servizio al MIO popolo. Oggi, con la globalizzazione, sembra che tutto debba riguardare tutti, senza distinzione di ruoli e giurisdizioni: l'Occidente vuole sempre più essere giudice del mondo, delle culture e modi di vita altrui e del "sangue" che scorre altrove perchè le storie locali ritrovino, pur se tragicamente, propri equilibri (come spesso è avvenuto in Europa). Interventi in Kossovo, interventi in Iraq, ambiguità in Medio oriente e ovunque si possano creare possibili aree di influenza strategica stanno gettando il mondo in baratri pericolosi. Io le truppe dall'irak, in tutta coscienza, le ritirerei. Non per paura ma per principio: non credo e non voglio una civiltà occidentale liberaleggiante sul piano interno e aggressiva su quello estero. Voglio una civiltà europea consapevole delle proprie radici, scritte nel "buon sangue" della tradizione ma quanto più possibile pacifica nei confronti dell'esterno, nonchè ispirata a rapporti d'equità, politica ed economica, con le altre nazioni. Non si sta camminando su questa strada, mentre se ne sta imboccando un'altra priva di logica che già si sta colmando col sangue di civili innocenti.
    insomma, la cara vecchia filosofia del "cosa vuole, ho già tanti problemi per conto mio"!
    detta anche "politica dello struzzo.
    non si tratta di scontro di civiltà, o di imporre i mac donald.
    si tratta di risolvere (cercando di usare più la politica che le armi) problemi che comunque ci si porrebbero inequivocabilmente.
    secondo te, se in irak non ci fosse stato un pazzo sanguinario, tanti poveracci che hanno avuto la sfortuna di nascere kurdi, avrebbbero scelto di venire ad affogare sulle coste della puglia giusto per vedere l' effetto che fa?
    il mondo è diverso rispetto a 100 anni fa, è un dato di fatto evidente anche a chi vede solo l' aspetto negativo del progresso.

  5. #5
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    Originally posted by BITRE
    insomma, la cara vecchia filosofia del "cosa vuole, ho già tanti problemi per conto mio"!
    detta anche "politica dello struzzo.
    non si tratta di scontro di civiltà, o di imporre i mac donald.
    si tratta di risolvere (cercando di usare più la politica che le armi) problemi che comunque ci si porrebbero inequivocabilmente.
    secondo te, se in irak non ci fosse stato un pazzo sanguinario, tanti poveracci che hanno avuto la sfortuna di nascere kurdi, avrebbbero scelto di venire ad affogare sulle coste della puglia giusto per vedere l' effetto che fa?
    il mondo è diverso rispetto a 100 anni fa, è un dato di fatto evidente anche a chi vede solo l' aspetto negativo del progresso.
    Non è disinteresse il mio, sia chiaro. E' coscienza del fatto che le responsabilità politiche sono tali verso il proprio popolo, e che ingerire continuamente nella vita altrui, quando non necessario, rischia di aggravare i mali. Oggi l'Irak è un paese sull'orlo della guerra civile, che ha annoverato in un breve periodo perdite forse numericamente superiori a quelle provocate dalla dittatura di Saddam. Bisogna accettare che ci sono paesi diversi da noi, che non condividono gli stessi valori, che non sono tagliati per avere le stesse istituzioni. E' assurdo pretendere di dominare il mondo come semidei in grado di manipolare il destino dei popoli al di fuori delle naturali leggi della storia, che nel caso irakeno avrebbero dovuto prevedere almeno una rivoluzione popolare in grado di esprimere una classe dirigente alternativa. E poi ripeto: vogliamo creare uno scontro di civiltà per garantire agli Stati Uniti un comodo approvvigionamento petrolifero o per sostenere la poco nobile causa di un Israele in mano a un criminale di guerra? A titolo personale dico no.

  6. #6
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    Predefinito ora ci si rimettono anche albanesi e serbi!

    così siamo da capo!


 

 

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