Alle europee vi presenterete con l'ELDR o con il PPE?


Alle europee vi presenterete con l'ELDR o con il PPE?


Di liberali e di famiglie liberali ce ne sono tante in Italia. Nessuno, però può parlare a nome di tutti.
Perciò, per quello che concerne la federazione “Veneto liberale” la risposta al quesito è contenuta in una mozione approvata di recente e divulgata anche su questo sito in un’altra discussione. (I liberali protagonisti di un'alternativa possibile).
Ecco le parti essenziali:
<<Il Consiglio federativo di Veneto liberale, riunitosi oggi 11 marzo 2004 a Castelfranco Veneto (Tv)
[…] Dato che anche se si voterà con il sistema proporzionale la consultazione elettorale sarà una prova generale per una scelta pro o contro Berlusconi, alle prossime politiche.
[…] Verificato, purtroppo, che le convention di Segni (20 marzo) e Pannella (27-28 marzo) sono dei meri espedienti per tentare di trovare anche loro dei tifosi, per non essere schiacciati dal referendum pro o contro Berlusconi.
Non condividendo la strategia di Segni che si accontenterebbe delle briciole che gli ex elettori di Forza Italia vorranno gratificarlo, né condividendo quella di Pannella che vorrebbe rilanciare l’immagine della radicale alternativa liberale al regime, tentando, contraddittoriamente, di “concertare” con i partiti di regime programmi di riforme, pur di avere un po’ di visibilità.
Afferma, invece,
1) che la radicale alternativa liberale ai poli conservatori è necessaria, visto il declino del sistema economico-finanziaria del paese, cui il sistema politico non è in grado di reagire; 2) che la radicale alternativa liberale diventerà possibile se si sarà in grado di fornire ai cittadini senza potere un soggetto politico capace di immettere anche nelle istituzioni locali attivisti liberali cui questa Italia, così com’è, non piace. 3) che altrimenti non resta che continuare ad essere al fianco dei cittadini delusi e disgustati, che sono stufi di turarsi il naso nel momento in cui dovrebbero esercitare il loro diritto di voto.
Delibera
di sostenere ancora una volta la necessità di sottrarre consensi ai partiti di regime esercitando il diritto politico di sciopero del voto alle prossime elezioni europee
e quindi sollecita
i delusi e i disgustati di ambedue gli schieramenti a non farsi irretire da coloro che, con il loro comportamento da sopravvissuti, dilapidano energie umane e finanziarie che potrebbero essere utili al necessario e possibile percorso per realizzare anche nel nostro paese una democrazia liberale in luogo del regime partitocratico, sindacatocratico e burocratico vigente.>>