AGRICOLTURA: SENATORI AN PRESENTANO DDL DI RIFORMA DELLA CACCIA

Roma, 17 marzo - «E' necessario portare l'Italia in Europa anche per la caccia. Occorre adeguare la normativa alle disposizioni dell'UE relative alla disciplina venatoria, come hanno già fatto altri Paesi europei come la Germania, la Francia e la Gran Bretagna». Lo ha affermato il sen. Roberto Salerno di Alleanza Nazionale che assieme ai colleghi Francesco Bevilacqua, Michele Bonatesta e Lodovico Pace ha illustrato un disegno di legge presentato al Senato per riformare la normativa sulla caccia. «Non è più possibile -ha aggiunto- procrastinare un intervento forte per riformare una legge vecchia di più di 10 anni e arrestare il degrado dell'ambiente che ha portato alla proliferazione di specie "dannose" (cinghiali, volpi, corvidi, etc.) che hanno alterato l'equilibrio naturale, tenendo conto anche dei cambiamenti climatici». «Con questa riforma -ha osservato Bevilacqua- cambia la filosofia della caccia e del cacciatore, coinvolto nella gestione del territorio, e oltre che alle direttive Ue si adegua la legge alla riforma del Titolo V della Costituzione». «Abbiamo voluto presentare questo ddl al Senato -ha sottolineato Bonatesta- perché anche nelle passate legislature il gruppo di An si è occupato di caccia e non a caso è proprio dal Senato che è partita la deroga per le specie protette. Una volta venuta meno l'ipotesi di una legge del governo con il ministro Alemanno ci è sembrato doveroso percorrere l'iter parlamentare». «Un iter -ha aggiunto Pace- che potrebbe concludersi anche prima dell'estate chiedendo, come faremo, la calendarizzazione veloce del provvedimento». Il ddl consta di 25 articoli che riformano la legge 157 del 1992, a partire dall'art.1, recependo le direttive UE e stabilendo che la legge è finalizzata ad assicurare sul territorio nazionale la tutela, la conservazione e la gestione degli habitat naturali e delle risorse faunistiche con particolare riferimento alla fauna selvatica migratoria, considerata risorsa della comunità internazionale. Tra gli obiettivi del ddl quelli di: consentire una programmata mobilità venatoria nella caccia alla migratoria, autorizzando la caccia in tutto l'ambito regionale; rimodulare il periodo di attività venatoria, ampliando le specie cacciabili; rivedere il principio della programmazione faunistico-venatoria, consentendo alle regioni la libertà di gestire al meglio il territorio agro-silvo-pastorale, tramite le unità territoriali di gestione. Si prevede anche il riordino dell'Istituto Nazionale per la fauna selvatica allo scopo di rafforzarne le funzioni di organo di consulenza tecnico-scientifica, nonché una nuova disciplina per il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica.