Dirottano un´ambulanza col malato a bordo | Torino la Repubblica.it
Dirottano un´ambulanza col malato a bordo
Bimbo rom investito, i familiari aggrediscono la conducente,
poi fermano il mezzo del 118
Un bambino rom investito, un´ambulanza con un paziente a bordo bloccata e costretta a prendere a bordo il bimbo, pattuglie di polizia municipale e della questura impegnate a riportare la calma. Succede poco dopo le 11 di ieri. A quell´ora Simona S., figlia di una fioraia di Strada del Portone, alla spalle del cimitero Sud, sale sulla sua auto per andare al vicino supermercato. Sul suo percorso c´è da giorni un accampamento di roulotte e camper di nomadi rom. «Dall´accampamento è sbucato improvvisamente un bimbo che si è gettato in mezzo alla strada - ha raccontato più tardi Simona S., 21 anni - Ho provato a frenare ma non sono riuscita ad evitare di investirlo». Il bimbo investito si chiama Jeusè B., ha cinque anni. Steso sull´asfalto sembra morto.
Dal campo arriva il padre e altri parenti. Aggrediscono la giovane automobilista, cercano di trascinarla fuori dell´auto. La salva la zio che ha un chiosco da fioraio a pochi metri da dove è accaduto l´incidente. Ha visto la nipote aggredita ed ha già telefonato a vigili e a polizia. Nel frattempo i nomadi hanno caricato il piccolo Jeusè su un´auto e stanno correndo a rotta di collo verso l´ospedale più vicino. «Abbiamo chiamato un´ambulanza ma non abbiamo visto arrivare nessuno», diranno più tardi. E´ in corso Giambone che i rom avvistano un´ambulanza che a sirene spiegate sta correndo al pronto soccorso delle Molinette.
A bordo c´è un pensionato di 74 anni, Vincenzo De Paolis, colto da un misterioso malore poco prima. L´auto degli zingari affianca l´ambulanza del 118, la costringe a fermarsi. «Abbiamo un bimbo gravissimo, è stato investito, dovete aiutarci», gridano ai medici del 118. La tensione è alle stelle, la squadra di pronto intervento sistema il piccolo sull´ambulanza per un primo soccorso e nel frattempo il conducente chiama la centrale chiedendo l´intervento di un secondo mezzo. Quando arriva un´altra ambulanza Vincenzo De Paolis viene caricato a bordo. Jeusè intanto è già partito verso il pronto soccorso dell´ospedale Regina Margherita. Prima di arrivare però l´ambulanza «dirottata» deve affrontare anche un tamponamento.
La figlia di Vincenzo De Paolis, Patrizia, che ha preceduto l´ambulanza con il padre alle Molinette, non vedendola arrivare chiede spiegazioni. «Mi hanno detto che era stata bloccata da due macchine da zingari che hanno voluto caricare a forza un bimbo investito», racconterà più tardi. Tensione anche all´ospedale. I rom preoccupati per le condizioni del piccolo cercano di entrare a tutti i costi. Per riportare la calma occorre chiamare ancora vigili e polizia. Finalmente arriva la diagnosi dei medici: Jeusè ha una gamba e il bacino fratturati. E´ ricoverato in prognosi riservata ma vivrà. (17 ottobre 2009)