''Libero'' rivela che il Pdl ha un piano anti-Tremonti
A picco fatturato e ordinativi di agosto. Terra bruciata intorno al ministro dell'Economia.
Barbara Cataldi
Crolla il fatturato delle industrie italiane: da gennaio ad agosto 2009 l’Istat ha registrato uno sconcertante -22,4%. E le prospettive per i prossimi mesi sono anche peggiori dal momento che il calo degli ordinativi è di quasi il 30%. Ma c’è di più. Il dato sugli ordinativi su base mensile, - 8,6% ad agosto rispetto a luglio, è il peggiore da quando esistono serie storiche paragonabili, ovvero, da gennaio 2000.
Il "posto fisso" è un valore, e il Pdl s'infiamma
In questo quadro economico desolante, le nuove frizioni tra il capo del governo e i il titolare del dicastero dell’Economia sono ancor più preoccupanti per il futuro prossimo del paese.
Le esternazioni di Giulio Tremonti a margine di un convegno organizzato dalla Bpm sul valore del “posto fisso” sono state il pretesto per nuovi attacchi da parte dei fedelissimi di Berlusconi contro il ministro poco allineato. “Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia - ha dichiarato ieri Tremonti - la variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no".
Libero: Tremonti indebolisce Berlusconi
Questo è bastato per scatenare una serie di reazioni partite dai principali quotidiani italiani: dall’intervista di Brunetta a Repubblica che liquida l’uscita di Tremonti come un “ricetta del secolo scorso”, alla ricostruzione maligna di Libero sul conflitto in atto ormai da mesi all’interno del governo. Al di là del titolo dell’articolo pubblicato sul giornale diretto da Belpietro “Il Pdl fa Economia senza Giulio”, che più che un monito sembra una promessa, nel pezzo si raccolgono voci di corridoio che dovrebbero impensierire più del solito il ministro: “Tremonti è il problema di una linea generale che lui sostiene e che rischia di indebolire eccessivamente Berlusconi’, spiega chi cerca di essere freddo di fronte alla giravolta sulla flessibilità, giudicata come una provocazione da chi si è battuto per l’apprvazione della legge Biagi.”.
O le riforme, o elezioni anticipate
E poi a proposito delle tensioni interne al Pdl il cronista di Libero scrive: “I problemi, le tensioni, gli scarti restano irrisolti e il rischio vero – fa notare chi vede lungo nel partito – è che se questi problemi non si risolvono, per spegnere la rumba della libertà si va alla scorciatoia delle elezioni anticipate. “è un modo per risolvere le partite interne”, ma non fa cessare la caccia all’uomo, l’assalto alla diligenza. Se non le elezioni, cosa può far riprendere la marcia del Cavaliere?”.
Posto fisso a rischio per Tremonti
Alla domanda c’è una risposta. Le riforme. Ma aldilà della riforma della giustizia e del presidenzialismo, care più a Berlusconi che al suo elettorato, l’unica vera rivoluzione che potrebbe riscaldare gli animi del popolo del Pdl potrebbe essere quella del sistema fiscale. Riforma a cui Tremonti si oppone strenuamente. “Berlusconi accarezza il sogno dell’aliquota unica al 33%, in ogni caso, per Tremonti si prospetta uno scenario in cui bisogna inventarsi qualcosa per far ripartire l’economia. Bisogna vedere se in quel tutto c’è il taglio delle tasse o no”. Nel qual caso la mobilità potrebbe diventare un incubo anche per Tremonti.
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