La prima retrospettiva dedicata Fernand Khnopff (1859-1921) risale al 1979, quando, con una grande mostra allestita ai Musées Royaux des Beaux-Arts, si consacrava la fama di uno dei maggiori interpreti del simbolismo belga, per molto tempo trascurato e sottovalutato dalla critica. Venticinque anni di ricerche e approfondimenti sono serviti per realizzare questa importante esposizione dove sono raccolte oltre duecentottanta opere, fra dipinti, disegni, sculture, fotografie, libri illustrati e grafiche, alcune delle quali sconosciute anche agli addetti ai lavori.
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Fernand Khnopff, La sfinge 1896
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts
Suddivisi per temi, i lavori di Khnopff sono accostati ad alcuni dipinti firmati da artisti belgi o suoi contemporanei, fra cui Ensor, Delville e Degouve de Nuncques, Moreau, Klimt, Von Stuck, Burne-Jones e Rossetti. Il percorso espositivo si apre con una sezione di presentazione dell’uomo Fernand Khnopff, sia come persona sia come artista, seguita da alcune interpretazioni della donna “khnopffiana”, accanto ai disegni di un grande interprete della Secessione viennese: Gustav Klimt.
Fernand Khnopff, Ricordo di Venere 1901
Nelle sezioni successive sono illustrati gli anni trascorsi dall’artista a Parigi, dove frequenta l’atelier di Lefèvre e l’Accademia Julian; i soggiorni a Fosset e a Bruges, i primi rapporti con l’estetismo inglese e con gli ambienti simbolisti belgi dei quali diviene presto il più originale e affermato interprete, in seguito, anche, ai suoi legami con i Rosacroce. Tra i capolavori esposti, spiccano le atmosfere rarefatte e inquietanti di dipinti quali La città addormentata del 1904, La medusa addormentata (1896) e La sfinge del 1896, conservata ai Musées Royaux des Beaux-Arts.
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Fernand Khnopff, La sera, a Fosset 1886
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