Alla Base Usaf di Aviano si fa serrata la "caccia " all'avifauna che
staziona e nidifica nell'areale pedemontano, e che può costituire fonte di
pericolo per gli aerei in fase di decollo e atterraggio. In conformità a uno
specifico programma, all'aeroporto "Pagliano e Gori" sono stati recentemente
installati ben 12 cannoni su ambo i lati della pista d'involo, come fanno
sapere dal Public Affairs del 31. Fighter Wing. «L'ultima cosa che un pilota
desidera vedere è un uccello che attraversa la pista - spiega il sergente
Charles Mangosing - non importa se è piccolo o grande, l'impatto con l'aereo
provoca danni».
La dozzina di nuovi cannoni spara a salve. Ma i relativi botti raggiungono i
130 decibel (ben oltre la soglia sopportabile dall'uomo) e questo spaventa
gli uccelli che così prendono il volo; sempre che non rimangano "secchi" per
l'assordante boato. In precedenza l'aeroporto era dotato di 4 obsoleti
cannoni, che occorreva azionare manualmente. Il nuovo sistema è invece
attivabile a distanza (in primis dalla torre di controllo) e i mortai
sparano in successione, secondo una sequenza controllata da un computer.
Vita dura, quindi, per le specie che sono solite stazionare al "Pagliano e
Gori": cornacchie, corvi, merli, gazze e falchi. Dal punto di vista
aeronautico, questi corposi volatili rappresentano una minaccia per gli F-16
e i cargo: una collisione o una loro aspirazione nelle prese d'aria può
comportare lo spegnimento del motore o la perdita del controllo del mezzo.
Anche all'aeroporto regionale di Ronchi il problema è molto sentito, ma in
alternativa ai cannoni vengono impiegati falconi addestrati da maestri
falconieri.
Dario Furlan
http://www.gazzettino.it/
26.03.04




Rispondi Citando