Nebbia a Fiumicino: voli annullati
ROMA - Il terzo giorno di nebbia a Fiumicino ha fatto ieri le ennesime vittime illustri: l’intera squadra della Juventus, già di pessimo umore per la sconfitta subita con la Lazio in Coppa Italia ha dovuto rinviare la partenza di molte ore. Il bilancio della giornata è stato il peggiore finora registrato in questo inconsueto periodo di nebbia: quasi cento voli cancellati tra arrivi e partenze, di cui molti nella notte. La visibilità è infatti calata sin dalla serata di mercoledì per ritornare alla normalità intorno alle 9.30 di ieri mattina.
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SOLE E NEBBIA - La situazione, se le condizioni metereologiche non miglioreranno, non è destinata a cambiare. Il problema di Fiumicino è quello di essere un aeroporto poco attrezzato per la nebbia per la semplice ragione che questo fenomeno si verifica di solito molto di rado nella capitale. Lo scalo di Malpensa dovendo sfidare la scarsa visibilità molto più di frequente, è stata dotata dall’Enav (ente assistenza al volo) della strumentazione più sofisticata per farvi fronte senza rallentare il traffico.
CASO LINATE - Ma il problema, spiegano numerosi piloti abituati a volare sulle rotte domestiche, è che da quando si è verificato nell’ottobre del 2001 il gravissimo incidente di Linate, l’Enac (ente aviazione civile) ha imposto restrizioni molto forti in caso di nebbia. La sicurezza in pratica è garantita dal fatto che in caso di scarsa visibilità si vola di meno. Gli aerei decollano con intervalli di tempo più lunghi per consentire loro di muoversi sui piazzali e entrare in pista lentamente.
La situazione però potrebbe migliorare se gli aeroporti fossero tutti dotati delle strumentazioni adatte. In particolare è necessario che la pista sia dotata degli aiuti visivi che permettono atterraggi nella cosiddetta categoria III, cioè fino a 75 metri di visibilità orizzontale e zero metri di visibilità verticale.
AIUTI VISIVI - Al momento, l’Enav non ha ancora dotato l’aeroporto di Fiumicino di queste strumentazioni: su una pista si può atterrare in categoria II cioè con visibilità di 300 metri, mentre su due piste si può farlo solo in categoria I, cioè con visibilità di 550 metri.
Questo spiega perché, quando la nebbia si fa particolarmente fitta, le procedure di sicurezza che si applicano rigidamente in questi casi impongono di distanziare gli aerei. Così a Fiumicino, con una visibilità di 200 metri, si passa da 42 movimenti l’ora a sei. Praticamente un volo ogni dieci minuti. In situazioni di particolare emergenza, come quella che si è verificata mercoledì scorso, quando la nebbia è comparsa all’improvviso, molti aerei vengono invitati a individuare uno scalo alternativo. E’ il pilota a decidere quale, in base al carburante a disposizione. E’ stato così, ad esempio, che sempre mercoledì scorso il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, partito da Bruxelles con destinazione Roma, è dovuto atterrare a Pisa.
Antonella Baccaro
Corriere della Sera




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