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  1. #1
    Indipendentista sardu
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    Predefinito Minoranze in Friuli-Venezia Giulia

    Navigando nel web, ho trovato questa pagina web (di un liceo), abbastanza interessante che parla delle minoranze slovene e friulane (vengono tralasciate le minoranze tedesche):

    http://www.liceopercoto.ud.it/SITOBL..._in_friuli.htm

    Minoranze in Friuli: aspetti storico-legislativi

    Gli Sloveni

    In tutta la fascia di confine tra Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Croazia sono presenti gruppi sloveni divisi tra la Slavia Veneta (Beneska Slovenija) in provincia di Udine e le zone rurali attorno a Gorizia e Trieste oltre che tra le due città; proprio nei centri urbani la percentuale slovena (10%) risulta maggiore. Attualmente la consistenza numerica slovena è compresa tra 60-80.000 individui. Di particolare interesse risulta il fatto che lo Sloveno della Resia conservi parole e strutture grammaticali ormai scomparse in ogni altra regione abitata da sloveni.
    Storicamente le due zone hanno seguito percorsi molto diversi. La Slavia Veneta, dopo essere stata soggetta all'Austria passò al Regno d'Italia nel 1866 mentre Trieste e Gorizia divennero italiane, assieme all'Istria e Zara, solo nel 1919. In questi territori sloveni ed italiani vivevano mischiati gli uni agli altri e purtroppo, durante il fascismo subirono pesanti tentativi di assimilazione forzata che ebbero ripercussioni sugli eventi successivi. Nel dopoguerra gran parte del retroterra di Gorizia e Trieste vennero annessi dalla Jugoslavia mentre il territorio di Trieste venne diviso in due zone distinte: la zona A, comprendente Trieste, venne affidata al controllo degli alleati e restituita all'Italia nel '54, mentre la zona B fu assegnata agli jugoslavi. L'annessione dei territori italiani da parte della Jugoslavia e la conseguente repressione delle autorità e delle milizie portò all'omicidio collettivo di migliaia di cittadini italiani, che vennero barbaramente gettati, spesso ancora vivi, nelle cavità carsiche chiamate foibe. L'ondata di violenza scatenata dalle forze di Tito costrinse la terrorizzata popolazione italiana ad un esodo di massa che coinvolse più di 300.000 persone (ma la cifra varia a seconda delle fonti) che cercarono rifugio in Italia.
    La popolazione slovena rimasta entro i confini italiani ottenne invece la garanzia della tutela della propria specificità culturale e linguistica in seguito al memorandum del '54 ed al Trattato di Osimo. Le forme di bilinguismo, parzialmente applicate dal 1961, escludevano però gli sloveni della provincia di Udine.
    A Gorizia e Trieste erano comunque presenti fin dal periodo asburgico diverse istituzioni ed associazioni slovene attive nella tutela della minoranza come l'Unione Culturale Slovena, che riunisce decine di circoli ed associazioni culturali, o la Slovenska Kulturno Gospodarska Zveza (Unione Culturale ed Economica Slovena). Inoltre capillare è la diffusione di associazione sportive, ricreative e teatrali che, insieme alle trasmissioni radiofoniche della RAI ed ai numerosi organi di stampa (Primorski dnevnik a Trieste) hanno avuto anche il merito di diffondere l'uso di uno standard linguistico normalizzato. Infine nelle province di Trieste e Gorizia (ma non in quella di Udine), sono presenti istituti scolastici sloveni.
    Politicamente gli sloveni sono attualmente rappresentati dalla Slovenska Skupnost (Unione Slovena) che raccoglie discreto consenso all'interno della minoranza.

    I Friulani

    L'interesse del popolo friulano verso la propria lingua si risvegliò in seguito alla pubblicazione dei Saggi Ladini di G.I. Ascoli nel 1873 sopratutto nelle zone rimaste ancora sotto il dominio asburgico dove la rivendicazione della specificità culturale era sorretta da tendenze irredentiste.
    Nel 1945 nacque l'Associazione per l'Autonomia Friulana e, successivamente, dalla rivista "Patrie dal Friûl" prese corpo un piccolo movimento autonomista di ispirazione cattolica. Solo più tardi, nel 1964, con la creazione della regione autonoma del Friuli Venezia Giulia che riuniva zone storicamente e culturalmente distanti tra loro, si ebbe lo sviluppo del vero autonomismo friulano. Nel 1966 nacque infatti il Movimento Friuli che perseguiva la creazione di una regione separata ed una maggiore tutela culturale e linguistica ottenendo significativi risultati sopratutto dopo il terremoto del 1976 quando la popolazione locale risultava più sensibile alle problematiche legate alla specificità etnico-culturale del Friuli. Successivamente, i risultati delle consultazioni elettorali del '87-'88 non premiarono il movimento ed alle elezioni del 1989 l'Union Furlane si presentò nel raggruppamento elettorale Federalismo guidato dall'Union Valdôtaine. In seguito l'avanzata del movimento leghista si sovrappose a queste formazioni divenendo di fatto il fulcro dell'azione autonomista friulana.
    L'identità friulana si esprime comunque principalmente attraverso forme diffuse di rivitalizzazione linguistica e culturale anche in funzione del fatto che, nonostante il disinteresse romano, la minoranza friulana è riuscita, nel corso del tempo a creare solide istituzioni, anche universitarie, attive in questo campo. Nel 1919 fu fondata la Società filologica friulana attiva nella pubblicazione della rivista Ce Fastu? e nella battaglia per l'uso didattico dell'idioma, sostenuta anche da altre associazioni quali Scuale Libare Furlane ed i Clapis Culturâls circoli culturali promotori di iniziative per la difesa e l'utilizzo della lingua friulana.
    Inoltre non è da dimenticare l'impegno che la Chiesa Cattolica ha profuso nella tutela della cultura locale sostenendo un movimento che ha portato una discreta diffusione dell'utilizzo del friulano nella Messa e durante le funzioni religiose. A questo va aggiunta anche la traduzione dei Testi Sacri, Bibbia e Vangelo, che hanno consentito di definire uno standard letterario aggiornando la precedente koinè basata sul friulano centrale. Anni addietro era anche stata pubblicata una versione in lingua friulana del famoso fumetto Dylan Dog mentre in primavera la RAI ha mandato in onda una serie di cartoni animati della serie Lupo Alberto.
    Attualmente la minoranza friulana, almeno a livello culturale, è una tra le più attive della penisola e può vantare una delle culture minoritarie meglio conservate. Inoltre è previsto per l'anno accademico 2000/2001 l'avvio di corsi per traduttori di lingua friulana presso l'Ateneo di Gorizia al fine di rendere effettivamente possibile l'utilizzo della lingua friulana in ogni ambito della vita sociale ed in particolar modo in quella pubblica. Un'altra utilissima iniziativa è la preparazione di correttori grammaticali per programmi di scrittura su computer che permetteranno di scrivere e leggere meglio in lingua friulana anche con i mezzi informatici. Recentemente (agosto 2000) si è iniziato a celebrare matrimoni con cerimonia in "marilenghe" a San Daniele in provincia di Udine.

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  2. #2
    Indipendentista sardu
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    Se all'estero la Sardinnya trova validi alleati e compagni nella Corsica, nei Paesi Baschi, o nella Catalunya, nello stato italiano il partner più vicino alla Sardinnya è sicuramente il Friul, le nostre meravigliose terre hanno interessi comuni, ed hanno combattuto battaglie comuni. Spero che entrambe possano ottenere ottimi risultati, e possano far valere sempre di più i propri sacrosanti diritti!

    Mandi!
    Cristianu

  3. #3
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    In questo file PDF la regione FVG fa il punto invece sulle sue minoranze Tedesche, in particolare riguardo quelle di SAURIS, TIMAU, e VAL CANALE.

    http://www.lingue.regione.fvg.it/NR/...niche_fvg_.pdf

  4. #4
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    In Origine Postato da Cristianu
    le nostre meravigliose terre hanno interessi comuni, ed hanno combattuto battaglie comuni. Spero che entrambe possano ottenere ottimi risultati, e possano far valere sempre di più i propri sacrosanti diritti!

    Mandi!
    Cristianu
    * Sarebbe uno sviluppo logico, peccato che in ambedue le Regioni i movimenti identitari siano divisi e spesso (almeno da noi) vengano strumentalizzati, questo da ambedue le parti.

    Mi sembra che i piu' furbi in FVG siano gli Sloveni, unitissimi e non piu' appendice del PCI.

    Saluti

  5. #5
    Indipendentista sardu
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    In Origine Postato da Mitteleuropeo
    * Sarebbe uno sviluppo logico, peccato che in ambedue le Regioni i movimenti identitari siano divisi e spesso (almeno da noi) vengano strumentalizzati, questo da ambedue le parti.

    Mi sembra che i piu' furbi in FVG siano gli Sloveni, unitissimi e non piu' appendice del PCI.

    Saluti
    Esatto, forse perchè sono di fatto la minoranza dell'attuale stato italiano che storicamente ha subito le maggiori vessazioni...
    Ho letto (velocemente) degli articoli in internet in cui si parlava che da gennaio sono stati resi noti dal GOVERNO (come sarebbe a dire?! ) i comuni giuliani che hanno diritto al bilinguismo sloveno-italiano, e una cosa strana è che non tutto il territorio del comune di Trieste era compreso, ma solo certe aree... ma poi mica spetta autonomamente ai comuni scegliere il dafarsi?
    Confermi queste cose o ho letto male?! La cosa sconcertante è che il bilinguismo italo-sloveno, già riconosciuto per legge come un diritto, come anche quello friulano, sardo, tedesco ecc..., è quello che sta avendo la più radicale opposizione! E dire che gli sloveni numericamente non sono come i sardi o i friulani o i sudtirolesi... Pare che a Trieste se ne stia facendo, negli ambienti politici, una questione di principio, specialmente da parte dei partiti profondamente destrorsi, che vedono nel bilinguismo italo-sloveno il ritorno del fantasma post-bellico (foibe, rivendicazione yugoslava del Friuli, slavizzazione, esuli ecc...)... Se ne sai qualcosa mi potresti illuminare? Grazie mille!

    Saluti!
    Cristianu

  6. #6
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    Hai intravisto giusto, Cristianu. Gia' l' MSI reclutava i votanti soprattutto tra gli Istriani esuli, a cui prometteva la restituzione dei beni abbandonati e, quando non aveva altre possibilita', una fantomatica riconquista dell' Istria.
    D' altra parte bisogna anche capire gli Istriani, prima coinvolti (da ambo le parti) nelle faide delle Foibe, poi costretti o a divenire comunisti titini o a scappare.
    Ora, sulla scia delle tricolorute dichiarazioni di Ciampi, AN a TS fa una vera e propria campagna anti-slovena (ed anti-friulana), tirando fuori concetti e simboli che parevano dimenticati. Cosi' stiamo perdendo anche l' ultima speranza di ricavarci un angolino di prosperita' economica, dopo essere stati distrutti dalla concorrenza di altre citta' italiane. I capponi di Renzo!

    Comunque, per quanto riguarda il bilinguismo, e' realta' nei comuni minori (a maggioranza slovena), ma, obbiettivamente, sarebbe ingiusto imporlo a Trieste centro, dove gli Sloveni etnici sono in minoranza. Porterebbe a favorire indebitamente gli Sloveni che parlano la loro lingua (pochissimi in citta': l' italianizzazione e' stata estrema, basti pensare a quello che e' successo del Tedesco!) a scapito della grandissima maggioranza che non lo parla. Ovviamente mi riferisco ad un bilinguismo "serio", tipo Südtirol, quattro cartelli in Sloveno non cambierebbero nulla, ma una quota riservata nel pubblico impiego cambierebbe moltissimo. Gli stessi Sloveni se ne rendono conto e quasi nessuno lo reclama.

    Saluti

 

 

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