User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Quella crescita del Giappone che non piace al neoliberismo

    di Elvio Dal Bosco
    I mezzi di disinformazione di massa, tutti presi dal compito di magnificare il modello americano a scapito di quello europeo, continuano a mettere in risalto la grande ripresa dell'economia statunitense contro il ristagno di quella dell'area euro, che sarebbe dovuta alla zavorra dello stato sociale, e dimenticano accuratamente di parlare del ritmo di crescita sempre più celere dell'economia giapponese.

    Nel 2003 il Pil pro-capite è salito in media del 2,1% negli Stati Uniti e del 2,7 in Giappone; nell'ultimo trimestre dell'anno del 3,3 nel primo e del 3,8% nel secondo rispetto allo stesso periodo del 2002.

    Ben diversa la solidità delle fondamenta su cui si basa la ripresa nei due Paesi: infatti, negli Stati Uniti l'espansione del Pil nell'ultima parte dello scorso anno è dipesa, oltre che dal ritmo elevato dei consumi privati, dal “boom” della spesa militare in relazione alla “guerra infinita” voluta da Bush (incrementi del 15%) e dall’impennata degli investimenti residenziali (10% circa), mentre gli investimenti in impianti e attrezzature mostrano un tasso di aumento notevolmente inferiore a quello del Pil; in Giappone, invece, dove la fase prolungata di deflazione sembra conclusa, grazie anche alla decisa politica della Banca centrale, il motore della ripresa è molto più solido, perché aumentano fortemente gli investimenti in impianti e attrezzature e le esportazioni di merci e servizi.

    Il fatto è che il ricupero del Giappone infastidisce gli alfieri del neoliberismo, che avevano a suo tempo interpretato la crisi nipponica come un portato del dirigismo contro la libertà del mercato. La bolla speculativa era stata alimentata dal 1986 al 1989 dai crediti concessi dalle banche con faciloneria per acquisti speculativi in Borsa e sul mercato immobiliare; in particolare, le banche accordavano crediti agli speculatori immobiliari contro pegno di terreni a prezzi fortemente sopravvalutati, con la conseguenza di trovarsi poi, dopo il crollo del prezzo degli immobili, con della carta straccia in cassaforte.

    I sacerdoti della deregolamentazione avevano così giudicato la recessione seguita alla stretta monetaria intrapresa per riportare la stabilità sui mercati finanziari: «La grande bolla rappresenta il più spettacolare fallimento del governo dell'economia giapponese dopo il 1945... Il Giappone si trova davanti alla prospettiva di una crescita zero o perfino negativa del Pil reale per almeno due anni». (Christopher Wood, The Bubble Economy, Londra, 1992, p. 198).

    In realtà, il ristagno economico del 1992-1995 fu superato ricorrendo a massicci interventi di sostegno pubblici sfociati in elevati investimenti nelle infrastrutture, cosicché il Pil aumentò del 5% nel 1996. La manovra fiscale di inasprimento delle imposte e di contenimento della spesa, varata all'inizio di aprile del 1997, troncò la ripresa; il Pil rallentò all'1,4% nello stesso anno e diminuì negli anni successivi, inducendo le autorità giapponesi a lanciare nuovi programmi di sostegno della domanda interna, ma l'indecisione del governo a intervenire per sanare la perdurante crisi bancaria rendeva labile la situazione economica del paese.

    All'indomani dello scoppio della bolla speculativa, le banche che avevano allegramente contribuito con i crediti facili al suo gonfiarsi sono rimaste oberate di crediti inesigibili, a cui sono venuti ad aggiungersi successivamente quelli derivanti dalla crisi finanziaria dei paesi emergenti del Sudest asiatico, che ha colpito in particolare le banche giapponesi, titolari di un terzo dei crediti esteri forniti a quei Paesi; nel complesso, le banche avevano iscritti a bilancio crediti inesigibili per circa 500 miliardi di dollari, che pesavano come macigni sul processo di rilancio dell'economia giapponese.

    Siccome nei cinque anni seguenti le tanto strombazzate leggi del mercato non riuscivano a sconfiggere la tendenza depressiva, finalmente nel 2003 la Banca del Giappone, gettando alle ortiche la filosofia del non intervento predicata dagli ideologi neoliberisti, ha deciso di spezzare la spirale deflazionistica: essa ha dapprima acquistato azioni per 25 miliardi di dollari, ha poi messo a disposizione altri 10 miliardi per le piccole e medie imprese e a fine maggio ha nazionalizzato la Resona Bank, che si trovava in gravi difficoltà, dimostrando così che la banca centrale non avrebbe più tollerato il fallimento dei grandi istituti di credito. Che orrore per i predicatori delle privatizzazioni!

    Ma il paragone fra Stati Uniti e Giappone è ancora più sconsolante per gli ideologi neoliberisti: mentre il primo Paese è indebitato fino al collo con il resto del mondo, e dopo vent'anni di crescenti disavanzi nella bilancia delle partite correnti il deficit col dollaro debole è arrivato a 550 miliardi di dollari nel 2003, il secondo è il maggior creditore mondiale e la sua eccedenza corrente con lo yen forte è salita a 123 miliardi lo scorso anno.

    Naturalmente i nostri propagandisti, ultrà di destra e moderati di sinistra, possono sempre far notare quanto sia più moderno il modello americano, grazie al quale il 10% più ricco della popolazione ha un reddito superiore di 17 volte rispetto al 10% più povero, mentre nell'arretrato Giappone questa differenza è solo di 4,5 volte.

    Elvio Dal Bosco
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Ridendo castigo mores
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    9,515
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Insomma il giappone ha semplicemente scelto di non morire ...

    Infatti c' e la morte per una societa' che esporti all' infinito i suoi capitali a wall street affinche' poi cosi' diventati' americani' finanzino l' industria concorrente con manod'opera a basso costo . operante nel ' libero mercato'..

    Affermazione che di sicuro mi contesterebbe " globalization is freedom" in base al fideisto assunto che PRIMA O POI il ' libero mercato' metterebbe tutto a posto..

    mentre e' un dato certo che sarebbe solo un POI in quanto PRIMA la suddetta societa' avrebbe tirato le cuoia. ... appunto nella ' stagnazione infinita " in cui ci siamo avvitati anche noi ...


    medita europa, medita ...

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-07-13, 12:34
  2. Sul Giappone : crescita e inflazione.
    Di Mitchell nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 02-12-12, 22:30
  3. Forte crescita del PIL del Giappone
    Di Dragonball (POL) nel forum Politica Estera
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 14-02-08, 22:47
  4. «Quale società vi piace di più, quella islamica o quella capitalista?»
    Di carlomartello (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 25-09-07, 01:59
  5. il Giappone che ci piace...
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 26-05-06, 17:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226