TRATTO DALL'OPINIONE di Aldo Totchiaro
I socialisti del Nuovo Psi attraversano una fase di crescita e di nuova articolazione. Hanno presentato le liste ed hanno iniziato ad attivare le sedi del partito per portare avanti una raccolta firme che si preannuncia in discesa. “La volontà di partecipazione è impressionante”, sottolinea Lorenzo Pirrotta, che coordina i giovani socialisti. “Nuove generazioni di militanti stanno dando al nostro partito la linfa necessaria per tornare a vincere. D’altronde, noi lo sforzo che il partito si appresta a superare in questo momento lo abbiamo già affrontato nelle elezioni universitarie. Dopo dodici anni un simbolo socialista si va infatti riaffermando nelle università”. Le nuove leve socialiste si trovano davanti ad un partito in cui si sviluppa un fermento nuovo. Nato dalle parole di Bobo Craxi, che sull’onda di quanto avvenuto a Madrid ha rilanciato il progetto di una sinistra socialdemocratica unita in Italia, il dibattito a distanza si è arricchito delle riflessioni di Gianni De Michelis, che ne ha parlato all’Opinione. Tutto nasce quando il vicepresidente del Nuovo Psi riflette ad alta voce sulla vittoria della sinistra in Spagna. “Per una forza socialista che si vuole rinnovare, il segnale che viene da Madrid è inequivocabile. Anche noi del Nuovo Psi non faremo finta di non vederlo”. E precisa poi che “I socialisti italiani non sono insensibili dinanzi alla limpida vittoria del Psoe, forte nel suo rinnovamento. Malgrado la drammatica situazione in cui la vittoria si è determinata, resta significativo il segnale di cambiamento politico che da essa traspare”. Quanto basta affinché Craxi tragga tre considerazioni. In primis, la volontà di un cambio di orientamento per l'Europa nella politica internazionale; seguita da una riflessione su come, in Italia, a differenza della Spagna, manchi una forza consistente di limpida tradizione socialista. Per concludere che essa, ove riprendesse corpo, non può che riguadagnare il proprio campo di azione nel cuore della sinistra italiana ed europea”. Una svolta. Il Nuovo Psi è fino a ieri ancorato saldamente alla Casa delle Libertà, alla quale Rino Formica lo indica come “ultimo tra gli ammessi al rito del bacio della pantofola”. Tanto per essere chiaro, Craxi boccia come solenni menzogne quelle del deposto governo Aznar. “In politica, e non solo in politica, le bugie hanno le gambe corte”. Non tarda ad arrivare la risposta, calibrata ma pungente, del segretario dello stesso Nuovo Psi. “I risultati delle elezioni in Spagna ci devono indurre ad alcune attente riflessioni. La prima riguarda il fatto che Aznar ed il Partito Popolare hanno commesso un evidente, grossolano errore, nel tentare di influenzare a loro favore l’opinione pubblica spagnola, accreditando una versione che non ha retto, rispetto all’evidenza dei fatti, neppure poche ore. La seconda riflessione riguarda il fatto che per tale errore i Popolari spagnoli hanno finito per pagare, troppo più caro del prevedibile l’intervento militare in Iraq”. E fino a questo punto sta sulla dialettica del suo vice. Dal quale prende poi le distanze: “Sbaglierebbe però chi da quanto accaduto in Spagna o fuori dalla Spagna intendesse trarre la conclusione semplicistica che il risultato elettorale spagnolo indica una sconfessione della linea tenuta in questi mesi da quella parte di governi europei che hanno scelto di stare con l’America e per converso della giustezza della posizione dei governi francese e tedesco. Non va infatti dimenticato che le elezioni hanno avuto quest’esito soprattutto come conseguenza del drammatico attentato di Madrid”. Ed insomma, la svolta intravista rimane tale a metà. “Bisogna innanzitutto prendere atto dell’estrema efficacia, non solo militare ma anche politica, dell’iniziativa dei terroristi”, prosegue il leader del Nuovo Psi nella sua analisi. “Hanno ottenuto un risultato paragonabile a quello dell’11 settembre, riuscendo a dimostrare che mediante l’attentato terroristico sono riusciti a mettere fine ad un governo che aveva scelto la linea della netta contrapposizione nei loro confronti”. Sembra aprirsi lo scenario di un confronto nuovo all’interno del partito socialista, proprio quando si avvicina il confronto con gli elettori. Anche se, è impressione comune dei riformisti, “Zapatero non rappresenta quel capovolgimento della linea di Aznar che si vuole accreditare




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