Depositata un’interrogazione parlamentare per conoscere le ragioni dell’impiego di 250 maiali per esercitazioni chirurgiche presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove, per il triennio 2003-2005, sono state programmate esercitazioni in laparoscopia destinate a chirurghi.

L’interrogazione, sottoscritta da 13 deputati* di diversa estrazione politica, indicando così un interesse “trasversale” all’istanza avanzata dalla LAV, chiede di conoscere:

- le ragioni per cui sia stato autorizzato al Policlinico A. Gemelli di Roma l'uso previsto a scopi didattici di 250 maiali;
- la ragione per cui, nonostante l'esistenza e l'impiego del simulatore virtuale, venga comunque impiegato l'animale, venendo meno a quanto previsto nell'art. 4 del Decreto Legislativo116/92, la normativa che regola la sperimentazione animale nel nostro Paese;
- la ragione per cui si sia ritenuto di autorizzare l'esercitazione nonostante la maggior parte dei chirurghi non ricorra all'esercizio su animali per l'acquisizione della tecnica.
- La ragione per cui gli animali vengano soppressi al termine dell'esercitazione, proprio come fossero articoli “usa e getta”, nonostante vengano sottoposti ad una procedura per definizione mini invasiva.
- Le misure che si intendono applicare per promuovere l'impiego di metodi che non ricorrano ad animali.


Ai sensi dell'art. 4 comma 1 del Decreto Legislativo 116/92 sulla sperimentazione animale, è possibile ricorrere ad animali solo nel caso in cui non esista "un altro metodo scientificamente valido, ragionevolmente e praticamente applicabile, che non implichi l'impiego di animali".

“Alla luce di questo principio, le esercitazioni programmate nel Policlinico romano sono fuorilegge, visto che viene impiegato contemporaneamente un simulatore, ovvero un metodo alternativo – dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV Settore Vivisezione - Inoltre il fatto che la maggior parte dei professionisti non eserciti la mano su un animale non umano, bensì su un uomo, grazie all’affiancamento di un collega più esperto, ci porta ad un’unica conclusione: le esercitazioni sui maiali non rientrano assolutamente nei casi di “inderogabile necessità”, così come prevede il principio sancito dal Decreto. Se il fine dell’attività è invece solo lucrativo, visto che i corsi organizzati sono a pagamento, le ragioni dell’uso dei maiali sono ben evidenti”.

"Studi recenti dimostrano sempre di più che l'uso di animali per le sperimentazioni cliniche non costituisce uno strumento valido di preparazione alla pratica della medicina; una procedura di tal genere, oltre ad essere inaccettabile, è vergognosa per la sofferenza che viene inopportunamente inflitta all'animale e dal punto di vista medico e didattico è inutile e inefficace", così puntualizza *Franca Chiaromonte (Ds Ulivo), prima firmataria dell’interrogazione sottoscritta da altri dodici deputati: Claudio Azzolini (FI); Marida Bolognesi (Ds Ulivo); Gloria Buffo (Ds Ulivo); Piera Capitelli (Ds Ulivo); Basilio Catanoso (AN); Marcella Lucidi (Ds Ulivo); Paola Mariani (Ds Ulivo); Giovanni Russo Spena (Rifondazione Comunista); Benito Savo (FI); Tiziana Valpiana (Rifondazione Comunista); Nichi Vendola (Rifondazione Comunista); Luana Zanella (Verdi).

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17/03/2004