Quella mattina, a Caltanissetta, la giornata era piuttosto fresca, ed era cominciata sotto i peggiori auspici, in quanto nello scendere dal ducato dell'arma dei carabinieri, guidato da un collega maldestro, per giunta, stavo per dimenticare le dita della mano sinistra all'interno della porta scorrevole laterale, per fortuna che con la divisa dell'arma non si grida.
Nell'entrare, poi nell'aula bunker presso la quale si doveva celebrare il processo agli assassini di Falcone e Borsellino, un pezzo di grata si era staccato dal soffitto, finendo con il contundermi la volta cranica, proprio una bella giornata.
Le celle, all'interno dell'aula sono poste lateralmente a sinistra rispetto al presidente ed ai cancellieri, ed era uno spettacolo gradevole, avvincente essere li in qualità di agente di pg e di ps, fiero del compito assegnatomi, per vedere condannare dei criminali, ottenebrati dal loro abbrutimento fino a giungere all'atto più abietto consistente nello sciogliere un bimbo di dodici anni nell'acido cloridrico.
Il capitano, quel giorno, del nucleo di pg presso la corte d'assise in fattispecie, era piuttosto allegro e avvicinatosi, ci chiese ad un certo punto di non giocare con i dispositivi elettronici di sicurezza, in quanto memorizzavano qualunque cosa.
Quell'ufficiale, barbuto, alto, imponente era convinto che tutto stesse andando per il verso giusto, che il processo sarebbe diventato storico, ad infamia degli assassini condannandi e della mafia tutta.
Anche noi ragazzi, malgrado i nostri 23 anni, avevamo la stessa fiducia nel sistema, nell'autorità incondizionata giudicante nel "nome del popolo sovrano".
Invece, quel nostro servizio in quell'aula fu inutile, cosi come gli altri, in quanto gli assassini del giudice Falcone sono adesso nuovamente liberi.
I giornalisti della stampa televisiva, nel comunicare tale notizia , "PENSAVANO" ad alta voce che l'Italia è ormai alla deriva, per quanto attiene alla legalità e alla giustizia, in quanto basta un tormentone condizionante, condito con le giuste minacce per rimettere in libertà criminali, oltretutto vili, come quelli i cui volti non dimenticheremo mai.
Grazie Ministero della giustizia, grazie anche dal Politecnico di Bari.
Credete ancora che il controllo psicotronico sia fantascienza?
Ho parlato.