da www.indymedia.it


Il “ terrorismo di Sharon” e i “sepolcri imbiancati”

Negli ultimi mesi il movimento antiguerra italiano e’ stato sottoposto ad una ossessiva pressione, da destra perche’ considerasse come principale pericolo per la pace il “terrorismo globale” e da certa sinistra perche’ giudicasse chi fa la guerra e chi fa orrendi attentati come due potenze di pari grado e pericolosita’ e conseguentemente mettesse in testa ad ogni sua iniziativa il “NO ALLA GUERRA E NO AL TERRORISMO”.
Poi un capo di stato, Sharon, fa assassinare il capo di Hamas Ahmed Yassin e altri sette palestinesi, portando al culmine la strategia di “esecuzioni mirate” praticata ormai da anni secondo gli insegnamenti della CIA statunitense, da decenni maestra in questo genere di crimini.
Secondo tutte le definizioni date in questi anni al sostantivo questo atto andrebbe chiamato “terrorismo”.
Ma nessuno dei “sepolcri imbiancati” della destra e di quella sinistra ulivista e liberista che ci assilla ogni giorno con i suoi programmi ipocriti contro la violenza e il terrorismo, si sogna di usare questo termine.
Mentre l’Unione Europea condanna l’assassinio chiamandolo delicatamente “esecuzione extragiudiziaria” e Prodi esprime preoccupazione per “atti che possono portare ad un deterioramento della situazione”, il presidente del Senato Pera parla di “inaccettabile ritorsione”, il ministro degli esteri Frattini condanna “gli attacchi al di fuori del diritto costituzionale”,mentre per il presidente dei D.S. Massimo D’Alema si tratta di “un fatto grave e controproducente” e la responsabile degli esteri D.S. Marina Sereni si sente “distante da questa scelta di Israele, miope e sbagliata per la sua stessa sicurezza”, infine il senatore verde Martone vede Sharon “come un pompiere piromane che tenta di spegnere incendi con la benzina”.
Che “aplomb”, che distacco, che toni olimpici!
Vogliamo immaginare cosa avrebbero detto i “sepolcri imbiancati” se Hamas avesse ammazzato Sharon o magari uno dei capi di stato che appoggiano Israele nella guerra contro i palestinesi?
E che toni useranno quando Hamas, come facilmente prevedibile, si vendichera’ con una scia di altri morti?
Parleranno di “miopia”, “errori”, “scelte inaccettabili”?
E questi signori, dall’errore e dall’indignazione a senso unico sono gli stessi che ci stanno chiedendo di condannare una civile e moderata contestazione, che non ha fatto danno fisico alcuno, nei confronti di un Fassino che, da provocatore o irresponsabile o incapace, prima impone con la forza dei suoi simil-rambo la sua presenza ad un oceanico corteo introducendosi proprio in quei settori piu’ ostili alle sua posizioni, e poi usa ignobilmente l’accaduto per cancellare il corteo stesso, aprire la caccia a presunti “violenti” e sottomettere i riottosi alleati del centrosinistra all’egemonia D.S..
Allora, Fassino, Rutelli, Prodi, D’Alema, a quando la condanna del “terrorismo di Sharon”?

Piero Bernocchi
Confederazione Cobas