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Discussione: Vergogne terroniche

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    Sul palco con Don Luigi Ciotti il piccolo Davide, orfano di mafia

    Il sindaco della città: "Cosa Nostra non entrerà negli appalti"

    Gela, in migliaia con Libera

    E' la giornata contro le cosche

    In piazza Cgil, Cisl e Uil, il procuratore Caselli, Rita Borsellino

    Caselli sul palco a Gela

    GELA (CALTANISSETTA) - Davide, otto anni, orfano di mafia. Don Luigi Ciotti lo porta sul palco. Lo abbraccia. Gli promette "cose concrete", non la solita retorica. Davanti a loro, l'applauso di oltre quindicimila persone. Siamo a Gela, Sicilia, Italia. E' la nona "Giornata della memoria e dell' impegno", organizzata dall'associazione Libera. Impegno, e sono ancora parole di Don Ciotti, "perché la lotta alle mafie inizia dalle piccole cose, con piccoli gesti dei cittadini". Memoria, perchè sono tanti, troppi, i caduti di questa guerra contro i poteri illegali.

    540. Cinquecentoquaranta. Dal palco si leggono i nomi, uno per uno. Da Andrea Raia, assassinato prima del 1945, fino all' ultimo: Bonifacio Tilocca, ucciso nei mesi scorsi. E' un rosario dolente. Diffuso lungo le strade della città siciliana dagli altoparlanti che accompagnano i due cortei.

    La scelta di Gela non è casuale. Qui il sindaco, Rosario Crocetta, denuncia da mesi le infiltrazioni della mafia negli appalti milionari e nella gestione dei lavori pubblici. E oggi ha spiegato che il Comune si appresta a bandire appalti per 120 milioni di euro: "Impediremo a Cosa Nostra di metterci lo zampino".

    Quella di Crocetta è una battaglia da uomini coraggiosi. E gli uomini coraggiosi non vanno lasciati soli. Per la giornata di Libera sono arrivati a Gela da tutta Italia 160 pullman, e 60 sono i gonfaloni dei Comuni che hanno sfilato nelle strade cittadine.

    Ancora Don Ciotti, dal palco, al piccolo Davide: "Devi sapere che non tutte le persone delle istituzioni sono pulite, c'è anche chi è colluso con la mafia, ma non tutti sono così". Poi, citando le parole di Giovanni Paolo II, raccogliendo l'applauso, la certezza che "l'illegalità è nemica della pace".

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    Ci sono Savino Pezzotta, segretario della Cisl ("la mafia si batte quando un popolo, come oggi, si riversa in piazza per opporsi a Cosa nostra"); il procuratore generale di Torino, Gian Carlo Caselli; la vice presidente di Libera Rita Borsellino, il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Roberto Centaro.

    C'è anche un protocollo d'intesa da firmare contro il lavoro nero e le infiltrazioni mafiose. Lo siglano la stessa Libera e Cgil, Cisl e Uil. Prevede una più stretta collaborazione tra il mondo del sindacato, quello del volontariato e delle associazioni impegnate sui vari fronti della lotta alle illegalità".

    Il piccolo Davide, sul palco, ascolta e chissà se spera ancora nel futuro. E' la sfida di Libera: il futuro. Dove - come dicono i sindacati - il lavoro e lo sviluppo isoleranno le "Cose nostre" di ogni tipo. Dove la scuola e l'Università - come dice l'Unione degli studenti - sapranno finalmente essere, "con la sensibilizzazione della gente, l'argine alla cultura dell'illegalità tanto dura a morire.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    i preti sono uomini "per tutte le stagioni"
    In qualunque modo uno la pensi troverà sempre un prete disposto a dargli ragione.
    L'importante che sia generoso in oboli e prebende.

  3. #3
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    Predefinito

    Inutile illudersi: i terroni nascono, vivono e muoiono con la mentalita' mafiosa. Ci sono persone di due categorie: gli amici, rigorosamente terronazzi, che vanno presi sul serio e ascoltati, che abbiano ragione o torto.
    Poi ci sono gli altri, i subumani, che sono buoni solo per far loro comodo, non devono sapere nemmeno chi e' il loro fornitore di carta da cesso (ammesso che la usino) e vengono tenuti all' oscuro di tutto.

    Questa bella mentalita' da terzo mondo la stanno esportando e noto anche in Padania numerosi convertiti.

    Serve solo TEODOLINDA !

 

 

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