L'on. Rodeghiero: è in arrivo un'ondata di prof meridionali
«Il criterio con cui si darà corso alle assunzioni nella scuola è una sorpresa tanto inattesa quanto sgradita: nell'assegnazione dei nuovi posti verrà penalizzato chi si era radicato sul territorio dopo anni di insegnamento e risulterà favorito chi si sposta al Nord». L'on. Flavio Rodeghiero non è per nulla soddisfatto della risposta ricevuta dal sottosegretario all'Istruzione, Valentina Aprea. Il parlamentare leghista ha trovato conferma ai dubbi che lo avevano spinto a interpellare il ministro. «Nella mia interrogazione - spiega Rodeghiero - chiedevo quando e con quali criteri il ministero avrebbe proceduto all'assunzione del personale scolastico per coprire i previsti 15mila posti per insegnanti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Il sottosegretario Aprea ha illustrato una prospettiva che ci trova fermamente contrari».
Che cosa non la convince nel contesto delle assunzioni annunciate per il prossimo anno scolastico?
«Innanzitutto non condivido la decisione di ridurre le ore dell'insegnamento della lingua inglese, che risulterà più che dimezzato passando da 3 ore a 1,38. Il che comporterà anche tagli in molte cattedre di questa materia. Capisco che la filosofia sia quella della razionalizzazione, ma mi sembra discutibile che a farne le spese sia proprio l'inglese».
Chi risulterà invece privilegiato?
«E' proprio il caso di parlare di privilegi. Nel senso che per le nuove assunzioni la graduatoria di riferimento doveva essere quella del 2003-2004, invece si rifanno le graduatorie, riferendosi al 50% ai vincitori di concorso e per l'altra metà alle graduatorie permanenti. E questo significa favorire gli insegnanti usciti dalle università del Sud, che come è noto sono molto più generose nell'elargire alti voti di laurea rispetto alle selettive facoltà settentrionali».
Dobbiamo aspettarci una nuova ondata di insegnanti provenienti dal Meridione sulle cattedre delle scuole del Nord?
«Esattamente, è quanto succederà con l'applicazione di questo criterio. I meridionali partono avvantaggiati, ma azzerando le graduatorie inoltre si consumerà un'ingiustizia nei confronti di chi si era radicato sul territorio con anni di insegnamento. Questa prospettiva, evidentemente, non premia l'attenzione e la dedizione dimostrata verso gli studenti. Insomma, con questo orientamento non si tiene minimamente conto della residenzialità e, alla luce dei nuovi criteri, si verificherà uno spostamento molto forte su tutto il territorio nazionale, naturalmente indirizzato dal Sud verso il Nord».
Una politica in netto contrasto con i principi identitari della Lega, con il desiderio di omogeneità culturale tra chi insegna e chi apprende.
«La notizia che le graduatorie verranno rifatte, con gli esiti di cui stiamo parlando, è ancora fresca, ma è certo che la Lega Nord esprime sin d'ora tutta la sua contrarietà e prenderà le necessarie contromisure. Non è questa la strada per migliorare il rapporto tra la scuola e le comunità in cui dovrebbe essere profondamente inserita».
[Data pubblicazione: 21/03/2004]




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