Chi è Ernst Zuendel?



Revisionista tedesco-canadese di 64 anni, Ernst Zuendel è particolarmente conosciuto per il ruolo essenziale da lui svolto nel corso di due grandi processi a Toronto, nel 1985 e nel 1988, durante i quali fu incolpato di “divulgazione di notizia falsa“. In effetti egli aveva diffuso un opuscolo intitolato “Did Six Millions Really Die ?“ (sono veramente morti 6 milioni ?) che metteva in causa la versione ufficiale della storia dell’Olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

In occasione del processo del 1985, Zuendel mise ampiamente in evidenza la confusione e l’ignoranza dei sopravissuti e degli storici dell’Olocausto convocati alla sbarra (compreso Raul Hilberg) e nel 1988 il colpo di grazia fu dato dallo specialista di camere a gas per le esecuzioni nei penitenziari americani, Fred Leuchter, che venne ad esibire i risultati della perizia che aveva effettuato ad Auschwitz e Majdanek e che dava ragione all’imputato.

La cosa fece enorme scalpore all’epoca nei mezzi di informazione canadesi.

Ernst Zuendel era stato però riconosciuto colpevole e condannato a nove mesi di prigione,

ma la Corte Suprema del Canada aveva respinto questa sentenza, deliberando che la legge relativa alle “false notizie“ non costituiva una violazione della Carta dei diritti umani. Gli avversari di Zuendel non gli perdonarono mai questa vittoria e da allora non cessarono mai di trascinarlo davanti ai tribunali, come stanno facendo in questo momento. Dopo aver vissuto 42 anni in Canada, Zuendel dovette decidersi a rifugiarsi negli Stati Uniti dove, nel 2000, sposò un’americana, Ingrid Rimland. Viveva con lei nel Tennessee quando, il 5 Febbraio 2003, i servizi dell’immigrazione sono venuti a prelevarlo al suo domicilio col fallace pretesto che non si sarebbe presentato ad una loro convocazione e lo hanno rispedito in Canada, dove, da sei mesi, vegeta in una prigione in condizioni abiette (senza sedia, ne biro o matita, niente block-notes e un alimentazione orribile).

Le autorità canadesi rifiutano di liberarlo col pretesto che egli costituirebbe una “minaccia per la sicurezza nazionale“, quando Zuendel non è assolutamente un violento. Le stesse autorità stimano che egli «possa incitare alla violenza degli individui che la pensino come lui». Zuendel è un uomo pacifico ed anche davanti ai suoi peggiori avversari non ha mai usato ne consigliato l’uso della violenza. La sua casa a Toronto è andata totalmente distrutta dalle fiamme, ha ricevuto diversi pacchi-bomba ed il suo nome ed indirizzo sono stati affissi su tutti i muri di Toronto assieme ai consigli pratici su come fabbricare una bomba Molotov. È chiaro che «l’eroico Zuendel», come lo chiama il prof. Faurisson, viene tenuto in galera solo per le sue opinioni.

Se Zuendel perde il processo in Canada, dove ha fatto richiesta per ottenere lo status di rifugiato, verrà deportato in Germania dove lo attendono cinque anni di cella in quanto «attenta alla memoria dei morti».

Dalla sua prigione a Toronto, tutto ciò che riesce a scrivere lo fa con un troncone di matita su dei fogli, rimediati qua e là, scrivendo, stando in ginocchio, sul coperchio del WC. Questa è la sorte che le “Democrazie“ riservano a coloro che non accettano la storia scritta da vincitori.



Chi volesse scrivergli e dargli un po’ di conforto, lo può fare indirizzando a:


Mr. Ernst Zuendel

Toronto West Detention Ctr.

111 Disco Road, Box 4950

REXDALE, ON. M9W 1M3

(Canada)



Tratto da: Le Libre Journal, 4 place Franz-Liszt, 75010 Paris (N° 301 del 17.09.03)

Traduzione a cura di Gian Franco Spotti