Articolo del British Medical Journal: "Dove sono le prove che la ricerca su animali sia utile per l'uomo?"

L'articolo, pubblicato su una delle piu' prestigiose riviste scientifiche internazionali, a cura di vari ricercatori delle universita' di Londra, di Edinburgo, di Yale e di Boston, e' un potente attacco all'uso di animali nella ricerca di base e applicata.

Il testo completo, tradotto in italiano, si trova alla pagina http://www.novivisezione.org/info/bmj20040228.htm

Da questo testo emergono chiari i "difetti" della sperimentazione animale. Vengono messe in luce varie mancanze nell'effettuazione delle prove su animali (analisi statistica inadeguata, esperimenti non effettuati in cieco e non corretta applicazione del principio di scelta casuale, ecc.), la loro mancata applicabilita' all'uomo, nonche' la mancata effettuazione di "verifiche sistematiche" prima di intraprendere un esperimento su animali: mentre per la ricerca clinica su umani, prima di iniziare uno studio un ricercatore deve dimostrare di aver eseguito ricerche sulla letteratura esistente per far vedere che quell'esperimento e' davvero necessario e non e' gia' stato fatto, per le prove su animali questa verifica preventiva non viene fatta.

Ma soprattutto emerge chiarissimo che nemmeno i vivisettori stessi ci credono: da varie "verifiche sistematiche" (cioe' rassegne su un insieme di studi su animali sullo stesso argomento) esaminate dagli autori dell'articolo emerge che spesso i test sugli umani vengono svolti indipendentemente dal risultato ottenuto su animali (se sull'animale una tecnica non funziona, sull'uomo viene provata lo stesso), ed inoltre i test su animali e sugli umani vengono svolti IN PARALLELO!

Se gli sperimentatori credessero in cio' che fanno, eseguirebbero PRIMA i test su animali e, solo DOPO, e se i risultati su animali sono incoraggianti, eseguirebbero le stesse prove sull'uomo!

Cosi' non accade. Questo, insieme al fatto che non esistono dimostrazioni scientifiche convincenti che la sperimentazione su animali sia utile agli umani, e assiema al fatto che le ricerche di base su animali ricevano una quantita' di fondi pubblici MOLTO superiore alle ricerche cliniche sui pazienti umani getta una luce di forte sospetto su questa pratica.

Un attacco cosi' potente sulle pagine di una rivista medica internazionale e' senz'altro un ottimo segno della difficolta' che ha la sperimentazione animale ad essere una pratica ancora scientificamente sostenibile.